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QUESTIONE POLIZIA PENITENZIARIA: GRIFONI (P.S.) SOTTOSCRIVE LA MOZIONE DEL PD

di Sergio Grifoni

Gruppo Consiliare “Prima Spoleto”

Nell'ultima seduta del Consiglio Comunale, pur facendo parte dell'opposizione, mi sono sentito in dovere, garantendo con la mia presenza il numero legale, di sostenere la mozione presentata dal Partito Democratico a sostegno delle istanze avanzate dagli Agenti di Polizia Penitenziaria.

L'ho fatto responsabilmente convinto della reale sussistenza del problema e della necessità di far convergere intorno ad esso tutte le sensibilità possibili.

La Casa di Reclusione di Maiano, al di là del particolare ruolo che assume, è una significativa realtà del nostro territorio.

Tanti giovani spoletini hanno trovato piena occupazione presso l'Istituto, sia direttamente che di riflesso, svolgendo attività variegate che non si fermano solo al ruolo di controllo e custodia.

Questo è un dato di fatto che non possiamo, e non dobbiamo, sottovalutare.

Nel passato, recente e remoto, le forze politiche, sindacali, economiche e sociali in genere, si sono coralmente impegnate a sostenere istanze sollevate da imprese locali.

Penso alle lotte fatte per il Cotonificio, la Pozzi, la Minerva, l'Ospedale, e così via.

Certo, per molte di queste si trattava di difendere i posti di lavoro, ma non meno importante è l'azione da intraprendere per salvaguardare la qualità dello stesso.

Nelle occasioni d'incontro che ultimamente ho avuto con i protagonisti, ho riscontrato che le loro sacrosante richieste erano sempre accompagnate dal forte senso di responsabilità professionale e da una tangibile dignità umana.

Hanno sino ad ora cercato di sostenere la difficile situazione senza clamori o proteste appariscenti; ma ormai il limite è colmo.

Spazi inadeguati; detenuti in pericoloso soprannumero; personale fortemente carente nelle unità; turni proibitivi; straordinari non riconosciuti: queste le denunce più sentite.

Tutto questo crea nel tempo una miscela esplosiva, oltre a far lievitare problemi di sicurezza ed incolumità personale.

È statisticamente provato che ogni giorno in Italia, per esempio, un agente di polizia penitenziaria subisce aggressioni dai detenuti.

Adesso, e non prima, dovrebbero venire da noi tutti quei parlamentari insigni che ci hanno fatto visita durante la campagna elettorale; adesso ci sarebbe realmente bisogno di un loro autorevole intervento!

Per tradizione storica come spoletini abbiamo sempre avuto una sorta di rispetto, di timore e riverenza nei confronti dell'Istituto Penitenziario, soprattutto quando era ubicato nella Rocca Albornoziana.

L'abbiamo sempre vista come una realtà blindata, occupata soprattutto da chi aveva commesso errori nei confronti della società e quindi, per questo, non meritevole di particolari attenzioni.

Dobbiamo renderci conto, fino in fondo, che al suo interno convivono anche persone che nulla hanno da rimproverarsi nei confronti del prossimo, anzi!

Ecco perché è importante che in questo momento sia la città tutta, e non solo le forze rappresentative, a far sentire a questi ragazzi la solidarietà incondizionata degli spoletini.

Far capire che siamo loro vicini e comprendiamo lo stato d'animo del momento.

Mi ritorna alla mente in proposito una frase di un Agente penitenziario che, alcuni giorni fa, mi disse: “Così come stanno le cose, oggi come oggi, per tutti i lavoratori la pensione significa riposo; per noi significa libertà”.