Spoleto

Question Time al Consiglio di Spoleto, tra erbaccia, “lu bastone de Grugnale” e 730 non pervenuti

Anche noi, dimenticati giornalisti di campagna, a volte ci regaliamo una visita di piacere a Palazzo Comunale per partecipare di persona ai sempre utili lavori del Consiglio comunale di Spoleto.

Come quella appunto del 19 giugno nel corso dei quali abbiamo assistito ad un Question Time su varie argomentazioni, comunicazioni e discussioni di interpellanze e interrogazioni.

Poichè tutto è ampiamente disponibile sul canale streaming istituzionale del Comune, non ci dilungheremo in un riassunto notarile dell’accaduto e delle discussioni fatte. Tranne però per due o tre cosette che al solito attirano la nostra attenzione per la inaspettata vena comica, quasi da superbo Avanspettacolo anni ’40.

L’erbaccia e la ramaccia

In una giornata particolarmente calda, fa sempre molto “estate frou frou” raccontare della propria attività sportiva, ciclistica o da diporto pedatorio per piste ciclabili o aree Green, a quanto pare gettonatissime dai nostri rappresentanti elettivi, che oltre all’esercizio della parola tengono in grande considerazione le ciccie da eliminare, la forma da mantenere informata e i valori sanguigni entro il limite.

Ed è così che la Consigliera Maria Elena Bececco è la prima a lanciare il grido di dolore– “ogni anno mi ritrovo a farlo” aggiunge- sulle condizioni della Pista Ciclabile Spoleto-Assisi, ormai diventata un sepaccio inestricabile, come potrebbe essere un qualsiasi campo a Mordor.

(Foto repertorio Tuttoggi)

E per far capire l’antifona, fa proiettare davanti al Consiglio riunito una serie di fotografie eloquenti della situazione durante una scampagnata in bici.

Fin qui niente di sconosciuto. La situazione della Pista Ciclabile nel versante spoletino e campellino, tiene banco regolarmente da tempo sui Social, dove le gentilezze sulla ramaccia incolta si sprecano. Il tono della questione infatti si distingue dall’uso delle parole: erbacce e Cardi, se si è in sede istituzionale. Ramaccia se si è in clima da aia del casolare.

Poco tempo fa, l’8 giugno scorso, Tuttoggi pubblicò un intervento dell’Assessore regionale competente, Enrico Melasecche, proprio sulla manutenzione della Ciclabile. Nel consueto tono melasecchiano, decisionista ma a “babbo morto”, l’assessore lanciava il grido di guerra, “Basta emergenza e si alla manutenzione programmata”.

Che uno, che passa distrattamente da qui, a leggerlo il grido, potrebbe anche dubitare del fatto che chi aveva programmato una pista ciclabile in mezzo al verde, senza manutenzione, fosse realmente capace di intendere e volere.

Ma poichè a star dietro ai misteri gloriosi si perde del tempo e tanta fede, ecco che a Spoleto parte la Crociata bipartisan, per un futuro migliore della Spoleto-Assisi. Ed è subito orgia di suggerimenti.

Dopo l’invito al Sindaco a prendere in mano seriamente la situazione da parte della Bececco, seguirà un interessante intervento del Consigliere Enzo Alleori che con la consueta concretezza, da pista ciclabile con i sepacci, afferma “E’ giunto il momento che la Regione dell’Umbria veramente dia una svolta in questo…posso verso i banchi delle minoranza, una sensibilazione da chi magari, da chi rappresenta quelle forze che governano questa regione no, con forza di dare una spinta al tutto questo.” E così sia!

E poichè l’onda del repulisti erbaceo ormai fa breccia in ogni dove, nel suo intervento, il generoso e altruista Consigliere Paolo Piccioni azzarda, “Faccio una proposta ai consiglieri e alla Giunta: perchè invece di attendere che qualcuno -magari utilizzando denari pubblici- si degni di ripulire questa pista, perchè non ci organizziamo come i ragazzi di Retake Spoleto e andiamo noi consiglieri a pulire quei tratti inservibili, che sono una vergogna per Spoleto?”

Allo sgomento di chi già si vedeva con rastrello e falcetto piegato sotto il sole a mondare le ripe spoletane come fanno i detenuti ai lavori forzati, arriva come un salvagente tra i marosi l’intervento del padre nobile di Insieme per Spoleto, di cui Piccioni è Capogruppo, Giancarlo Cintioli (applauditissimo neo-Nonno). Lo stesso, senza preamboli spiega al suo giovane di bottega (Piccioni) che la faccenda non è possibile per svariati motivi, tra cui la sicurezza degli stessi consiglieri. Hai visto mai che si falciano un dito o altro. E chiuso l’argomento!

A chi tocca “Lu bastone de Grugnale”?

Tutto prende una piega diversa (dalla proposta alla batosta) quando il Consigliere Gianmarco Profili, nel ribadire la stranezza del fatto che non si trova CHI deve fare cosa, confessa pubblicamente di aver preso il decespugliatore e di essersi pulito un bel pezzo di competenza rispetto al punto di utilizzo ricreativo dello stesso consigliere. Se la Regione non taglia il sepaccio, Maometto-Profili imbraccia le lame rotanti, va al sepaccio e fa una strage di ramaccia. “Trovate una soluzione, una qualsiasi perchè non è più pensabile il rimando continuo che viene fatto”, aggiunge con tono concitato verso la Giunta il consigliere giardiniere, ancora sporco d’erba, in questo molto “manutenzionista” come il collega Alleori.

Ed è proprio il sempre frizzante Enzo Alleori, a dettare la linea generale interventista sulla questione manutenzione, proprio sul finire del suo intervento precedente. Ricordando che il prossimo 23 giugno avrà inizio il Festival dei Due Mondi, Alleori denuncia le condizioni pietose di Viale Matteotti, all’ingresso sud della città. Una sorta di viale del tramonto cinematografico costellato di balaustre in pietra smozzicate e in riparazione, cantieri in piena attività nelle belle residenze sul lato destro, entrando in città, ed erbaccia ovunque non ancora sfalciata, cestini pieni di ogni ben di Dio.

Il consigliere non teme di fare nomi, “Sabato e Domenica era pieno di turisti, e di iniziative in città. Notiamo la carenza di pulizia della VUS specialmente in Via Matteotti.”

Sarà magari che il povero Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti di Benito Mussolini, era socialista- anche se di una frangia scissionista del PSI, il PSU- o sarà perchè l’orgoglio manutentivo si fa pressante, ma Enzo Alleori cambia tono di voce e poggiando le braccia sul banco consiliare a palmi larghi si allunga (si fa per dire) verso il microfono e sibila, “Non si può vedere, guardi io vi dico vedere in quel modo come ci tratta la VUS e specialmente la sua organizzazione, penso che sia veramente no…è ora veramente di daie…di veramente cacciare fuori un bastone anche de Grugnale, che almeno non fa male, dice. Scusate la mia battuta ma qualche volta ce vole eh”.

A parte le occhiate interrogative che percorrono velocissimamente l’aula perchè quasi nessuno sa che cosa sia il Grugnale, si capisce solo che Enzo si vuole armare di un bastone. La mente corre subito all’anima socialista di Alleori che evidentemente si sente proprio come quei suoi avi politici del ravennate e della Bassa emiliana, quando, guidati dal movimentista della prima ora, Benito Mussolini, andavano a fare a botte nei campi contro i Repubblicani a suon di bastonate e sassate, per proclamare chi fosse il vero difensore dei diritti dei contadini.

E quindi a chi tocca, non se ingrugna! Col Grugnale.

Per chiarezza storica il detto preciso è “Lu bastone de Grugnale scoccia l’ossa e non fa male”, ed il Grugnale è il legno di Corniolo.

I 730 fantasma e la trasparenza

Il Consiglio del 19 ci riserva però, al fin della licenza, una ultima perla. Intanto dopo 3 ore e passa di attesa arriva in aula anche il Sindaco Andrea Sisti, ufficialmente impegnato in impegni ufficiali. Tipo “è uscito e dorme”, per dirla alla Gianfrancesco Marignoli. E con quella del 19 giugno sono già 3 le occasioni ufficiali recenti in cui il Primo cittadino impiega solo qualche ora in più per tentare di arrivare all’orario prefissato (Consiglio dei bambini, cerimonia del Giuramento alla Scuola di Polizia)

E si attende proprio il suo arrivo per discutere una interrogazione di Insieme per Spoleto (Piccioni-Cintioli) con la quale si chiede al sindaco di spiegare se risponde al vero quanto riportato da un giornale online (Tuttoggi.info) sul fatto che -alla data dell’articolo- avevano assolto agli obblighi di trasparenza della propria posizione personale solo 3 assessori su 7, ed altrettanto avevano fatto anche molti consiglieri comunali. La legge in tal senso è chiara e obbliga chi ricopre incarichi pubblici nei comuni superiori a 5mila abitanti a pubblicare nel sito ufficiale dell’ente i propri dati patrimoniali personali, incarichi etc.

L’ente in difetto rischia delle sanzioni pesanti, ma le rischiano anche coloro che non ottemperano nei termini alla comunicazione dei dati. L’interrogazione di Insieme per Spoleto chiede infatti se queste sanzioni siano state erogate per i ritardatari.

Una vicenda spinosetta a cui risponde nel merito il sindaco Sisti in persona e per la parte tecnico- amministrativa il Segretario Generale, Ruggieri.

Sisti esordisce affermando “E’ una norma che serve per verificare le variazioni patrimoniali durante il mandato ed è una norma che se non rispettata, prevede il richiamo, prima dell’erogazione della sanzione, ed è una norma corretta.”

Ma Sisti subito dopo aggiunge, “E’ anche una norma un po pericolosa perchè l’esposizione della propria posizione può indurre molto spesso anche fenomeni, diciamo, particolari. E cioè che, si va nelle case e si ruba. Insomma ci sono anche episodi strani rispetto a questo tipo di aspetto. Ma adesso do la parola al Segretario per chiarire come abbiamo ottemperato per questo aspetto.”

Ad un certo numero di avventori consiliari, qualcuno anche tra le fila della maggioranza, la mascella rimane bloccata sulla posizione open.

Insomma nessuno ci aveva mai pensato che ci potesse essere una banda organizzata di malviventi che si interessava dei siti dei Consigli Comunali italiani per effettuare appostamenti e studiare le dinamiche dei movimenti di arricchimento dei singoli consiglieri o assessori per poi provare a derubarli o peggio.

Appostamenti fatti al PC di notte, alla luce della piletta, sbirciando se l’Irpef o la ritenuta d’acconto cala o cresce di qualche decimo, se si acquista un auto o un garage, un aeroplano o un monolocale vista mare.

Nemmeno l’intervento successivo del Segretario Generale Comunale aiuta a dipanare la matassa della new- Banda Bassotti della Trasparenza.

Il Segretario Generale Ruggieri attacca infatti un pippero mondiale sulla genesi dal Pleistocene ai giorni nostri della norma sulla trasparenza alla luce del Decreto anticorruzione girando pericolosamente sulla sinistra e riprendendo la destra in sbandata fino ad arrivare alla stretta della Rotatoria di Piazza della Vittoria per poi parcheggiare alla Posterna sfinito e confermare che: è tutto vero quello che l’articolo di Tuttoggi ha scritto e che al momento nessuna sanzione è stata elevata. Ma noi la sepevamo già, pensa un po.

Mentre di prescia, fitta fitta, all’apparire dell’articolo, è stato invece mandata una richiesta ai consiglieri per ottemperare alla bisogna trasparente da parte dei ritardatari scordarelli.

Inelegantemente il Segretario accenna al fatto che una ex-consigliera, di nota fama eruroparlamentare aggiungiamo noi, ancora non è in regola con la presentazione della dichiarazione dei redditi, pur essendo stata eletta in Consiglio al primo colpo. La stessa ha ancora un obbligo di dichiarazione per 3 anni da ottemperare, come è ancora nei termini, l’incolpevole ultima consigliera arrivata, in sostituzione della più blasonata. Una specificazione pelosa, a nostro modesto parere che mette in maniera strabica nella stessa posizione due figure completamente diverse, se non altro perchè la politica di fama europarlamentare ha impiegato un tempo biblico per ottemperare, tempo che sembra non ancora compiersi, mentre la neoeletta per surroga è perfettamente nei tempi di chi, appena nominato, deve provvedere.

Insomma la morale è: se fai politica e rispetti il principio di trasparenza, ti esponi a rischi predatori della new-Banda Bassotti dei siti internet comunali.

Occhio al Mouse, alla fiamma ossidrica e a “lu bastone de Grugnale”.