Era l’estate del 1961 quando un piccolo-grande vulcano biondo stravolse la tranquilla vita di provincia di Spoleto. E soprattutto di Terni, con quel “tuffo” di polemiche nella piscina del Cda di via Muratori, lasciata frettolosamente per quel bikini considerato troppo permissivo per l’epoca, e la giornata di relax spostata al lago di Piediluco, dove fu ospite del Circolo Canottieri.
Nel giorno in cui il mondo piange Brigitte Bardot, morta a 91 anni, in tanti in Umbria, e in particolare a Spoleto, ricordano quell’estate con i paparazzi impazziti a caccia di scatti di “BB”, allora considerata la donna più bella del mondo.
Una presenza anomala anche per la Spoleto del Festival dei Due Mondi, allora una delle manifestazioni più mondane. Ma poche volte si erano visti così tanti giornalisti e soprattutto fotografi. E naturalmente curiosi, ammaliati dalla bellezza di Brigitte Bardot, icona di stile che ha segnalato un’epoca.
L’attrice francese era arrivata a Spoleto nei giorni del Festival per girare alcune riprese del film “Vita privata” di Louis Malle, che l’ha vista protagonista insieme a Marcello Mastroianni, altra leggenda del cinema. Alcuni di quegli scatti in piazza Duomo e sulla scalinata in via dell’Arringo, insieme a quelli al lago di Piedilugo, furono in futuro celebrati in memorabili mostre fotografiche, come quella di Enrico Valentini.
Un’immagine, quella di Brigitte Bardot circondata da giornalisti e fotografi, che ispirò anche una celebre copertina illustrata della Domenica del Corriere.
Quelle luci della ribalta da cui l’attrice improvvisamente fuggì nel 1973, al culmine del successo, per dedicarsi alle battaglie animaliste. Sino alla sua morte, avvenuta a Saint-Tropez.