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Provincia stipendi a rischio: mancano 26,5 milioni al bilancio preventivo

Redazione

Provincia stipendi a rischio: mancano 26,5 milioni al bilancio preventivo

Il presidente della Provincia di Perugia ha scritto ai Comuni evidenziando il rischio di dissesto finanziario
Lun, 11/05/2015 - 11:38

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E’ allarme rosso in Provincia. Mancano all’appello 26,5 milioni nel bilancio di previsione e senza un intervento celere il dissesto finanziario tanto temuto potrebbe trasformarsi da incubo a realtà se non si riuscirà a chiudere il bilancio preventivo.

La lettera ai Comuni. La gravità della situazione è stata illustrata in una lettera che l’Ente di Piazza Italia ha inviato a tutti i sindaci della Provincia e se le cose non cambieranno il rischio sarà quello di non riuscire nemmeno a pagare gli stipendi dei dipendenti nei prossimi mesi. Nella missiva diretta ai Comuni si annunciano le difficoltà contabili. Nella parte corrente del documento mancano, infatti, 26 milioni e mezzo di euro per il bilancio di previsione. A dire il vero lo stato di crisi è stato denunciato ormai da tempo ma il bilancio di previsione che era alle porte è slittato intanto al 30 luglio (su decisione del Governo) in attesa e nella speranza che qualcosa si muova. Gli occhi sono tutti rivolti al decreto sugli enti locali che dovrebbe vedere l’ok mercoledì come annunciato dal premier Renzi.

Difficoltà nel chiudere il 2014. Intanto nei giorni scorsi le Commissioni consiliari (Bilancio e Statuto) della Provincia di Perugia, hanno espresso parere favorevole all’approvazione del Rendiconto di gestione 2014 dell’Ente, illustrato dal dirigente dell’Area risorse finanziarie Alberto Orvietani. Un Conto consuntivo caratterizzato da “un sostanziale pareggio” e che si chiude con un avanzo di amministrazione di 16.743.369,06 euro. Avanzo costituito per 13.428.816,21 da somme vincolate per spese correnti e/o conto capitale ma anche per spese in conto capitale a specifica destinazione; per 2.882.846,22 da fondi da utilizzare per spese varie in conto capitale non a specifica destinazione (provenienti in prevalenza da economie di spese su interventi ed investimenti in conto capitale finanziati da alienazioni ed in secondo luogo da mutui), e per 431.706,63 costituito da fondi non vincolati. Il risultato dell’avanzo di amministrazione è derivato per 5.828.981,46 dalla gestione dei residui, per euro -17.434.242,96 dalla competenza; per euro 27.260.723,26 dall’avanzo 2013 applicato alla competenza 2014 che non viene accertato, ma solamente impegnato; per euro 1.087.907.30 pari alla quota di avanzo 2013 non applicato alla gestione di competenza 2014. Come sottolineato alle Commissioni congiunte, la gestione del Bilancio 2014 ha presentato fortissime criticità, dovute principalmente all’ulteriore riduzione di risorse, intervenuta a metà esercizio circa con il D.L. 66/2014, ultimo di una serie di provvedimenti che, a partire dal D.L. 78/2010, hanno drasticamente ridotto i trasferimenti di risorse erariali verso l’Ente. In generale, confrontando la situazione 2014 delle entrate da trasferimenti erariali con quella precedente il D.L. 78/2010, si rileva che il taglio complessivo a carico del comparto Province, ammonta a 2.759.000.000 euro, che per la Provincia di Perugia si traduce in minori risorse per complessivi 29.005.813,55 euro. L’approvazione definitiva del Rendiconto di gestione attiene al Consiglio provinciale che a tale scopo sarà chiamato ad esprimersi nella seduta di mercoledì 13 maggio.

Dipendenti. Gli uffici Risorse umane dell’amministrazione Mismetti, così come previsto dal processo di riordino istituzionale, hanno attivato le procedure per individuare le posizioni soprannumerarie nell’organico in particolare per quei dipendenti che possano avere accesso alla pensione entro il 31 dicembre del prossimo anno. Nei giorni scorsi sono arrivati i risultati delle verifiche: da qui al 2016 scatterà l’esodo per 83 dipendenti che saranno messi in quiescenza. Si tratta di 5 dirigenti, 36 dipendenti in categoria D1/D3, 31 dipendenti in categoria C, 11 in categoria B1/B3: 83 in tutto. Questa è solo una prima ricognizione sulla pianta organica dell’Ente di piazza Italia e dagli uffici non escludono che possano essere individuate ulteriori figure da mandare in pensione. La delibera che individua le figure riporta una dicitura che lascia poco spazio all’immaginazione: “Il quadro normativo e finanziario delineato, con un palese disallineamento tra il taglio immediato delle risorse ed una successiva ricollocazione delle funzioni, con le correlate risorse umane e strumentali, rende ancora più urgente e necessario procedere all’attivazione di tutte le misure di riduzione e razionalizzazione della spesa del personale”.

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