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Province, la “guerra santa” e il “massacro” | Rsu contro riforma Delrio

Redazione

Province, la “guerra santa” e il “massacro” | Rsu contro riforma Delrio

Conferenza su situazione dissesto di bilancio dell'ente
Gio, 18/02/2016 - 13:29

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Le Rsu della Provincia di Terni

Il debito complessivo dello Stato, determinato dall’attività amministrativa dei Ministeri nel 2015 è aumentato di 40,5 miliardi. Nello stesso anno, il debito complessivo degli enti locali è diminuito di 6,6 miliardi. Sono i dati che emergono dal comunicato del servizio studi della Banca d’Italia del 15 febbraio 2016. Il debito complessivo del comparto Stato ammonta a 2.077,5 miliardi. Quello complessivo degli enti locali a 92,3 miliardi. Lo Stato concorre al debito complessivo del Paese di 2.136 miliardi per il 97,26%. Gli enti locali per il 2,92%

Le regioni concorrono al debito locale per il 34,12%; i comuni concorrono per il 45,95%; le province per l’8,45%. Sempre le province concorrono al debito complessivo della Nazione per lo 0,36%.

Non occorrono molti altri numeri per capire:

1) lo Stato impone alle altre amministrazioni spending review, tagli di entrate, restrizioni di ogni genere, mentre aumenta a dismisura proprie spese e deficit;

2) il Ministero dell’economia fa il censore delle spese altrui con ispezioni sui contratti dei comuni (Roma e Firenze ad es.) o con impossibili disposizioni sulla contabilità locale, ma non ha il minimo controllo della spesa statale, quella sotto la propria diretta competenza e vigilanza;

3) l’aggressione alle Province vale percentuali infinitesimali e ridicole sia della spesa pubblica (l’1,20% circa), sia del debito pubblico.

Eppure, è sulle Province che si è scatenata una “guerra santa”, incapace di produrre qualsiasi risultato utile. Non solo perché la riforma Delrio è un caos sotto ogni aspetto, ma anche e soprattutto perché sul piano finanziario una simile riforma è semplicemente irrilevante.

Deve essere chiaro ai cittadini: finché non sarà lo Stato a correggere la propria politica finanziaria, il nostro Paese non uscirà dalla stagnazione.

IL “MASSACRO” DELLE PROVINCE – Dimezzamento del personale, prelievo di risorse pari a oltre tre miliardi di Euro entro il 2016. Questo è lo scenario che determinerà la cancellazione di servizi fondamentali per i cittadini, dall’edilizia scolastica alla tutela ambientale, dalla viabilità a trasporti e mobilità. Il crollo del personale si deve in parte all’ultima Legge di stabilità che prevedeva, alla fine dell’anno in corso, la riduzione del 50% del personale delle Province e del 30% di quello delle Città metropolitane. Una riduzione che è avvenuta tramite il trasferimento di personale dalle Province a Regioni e Comuni e con cessazioni a vario titolo (prepensionamenti). A questo crollo del personale addetto alle funzioni fondamentali che restano in capo alle Province, si sommerà il blocco del turn over al 25% per gli anni 2017 e 2018 e le ulteriori cessazioni di rapporti di lavoro. Il progressivo deteriorarsi di questi Enti riguarda non solo i dipendenti coinvolti ma anche e soprattutto i cittadini perché avrà inevitabili conseguenze sui servizi che ancora erogano.

CONDIZIONE FINANZIARIA ED ORGANIZZATIVA DELLA PROVINCIA DI TERNI – La Provincia di Terni ha contribuito al bilancio dello Stato con 9.624.920,97 a fronte di entrate correnti pari a circa 23.000.000 di Euro, al netto delle entrate con vincolo di destinazione. Il disavanzo per il quale sarà necessario un piano di rientro, minimo decennale, ammonta a circa 4.500.000,00 di Euro. La RSU ha evidenziato la necessità di aprire un contenzioso con il Governo sui prelievi che hanno determinato la condizione di disavanzo e che non rende possibile espletare le funzioni fondamentali attribuite alla Provincia dalla L. 56/2014, anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2016. Gli organici, prima della riforma, erano costituiti da n. 341 unità di personale, 37 sono coloro dichiarati in sovrannumero ed accompagnati alla pensione. Il personale che è stato trasferito in Regione su deleghe regionali è di 77 unità.

Il personale dei Centri per l’Impiego (funzione regionale) gestito mediante convenzione in avvalimento fino al 31/12/2016, è di n. 33 unità, che restano in tal modo nel ruolo giuridico della Provincia fino a quella data, in attesa che il Governo sciolga il nodo dell’Agenzia Nazionale prevista nel Job Act.

Il personale della Polizia Locale è costituito da 15 unità, tutte inserite nel portale della mobilità, con scelta ritenuta illegittima dalla RSU, vista l’assenza di atti giuridici che la sostengano.

Il personale impiegato nella viabilità e strade è costituito da 74 unità di cui 42 stimate per la viabilità regionale.

Restano in carico alla Provincia di Terni all’incirca 185 unità di personale, per le funzioni fondamentali e quelle riallocate con la L.R. 10/2015 per le quali la Regione non ha ancora assunto gli atti amministrativi specifici per la loro regolamentazione (TpL, Impianti Termici e Viabilità regionale).

LE DOMANDE DELLA RSU ALL’AMMINISTRAZIONE – La RSU ritiene illegittima la scelta di inserimento di tutto il personale della Polizia Provinciale sul portale della mobilità. E’ necessario ed urgente approfondire tale problematica anche alla luce della scadenza ed agibilità del portale che è stata indicata dalla Funzione pubblica al 19 febbraio 2016.

  • Le problematiche del bilancio, rischiano di far ridurre la percentuale della spesa del personale, con la possibilità di altri eventuali colleghi in esubero? E cosa succede per i colleghi della Polizia Provinciale già inseriti nel portale? Come si interseca per essi tale problematica?
  • Cosa accadrà per il personale, vista la condizione di disavanzo e la necessità di ricorrere ad un piano di rientro? Sono a rischio gli stipendi? Ci sono problemi di cassa?
  • Quali sono le motivazioni che hanno portato la Provincia di Terni in pre dissesto nonostante l’Ente sia stato sempre virtuoso, in particolar modo per le spese per il personale (l’Ente ha pochissimi dirigenti e nessuna posizione organizzativa ed il salario accessorio è tra i più bassi degli enti locali della Regione Umbria) e soprattutto, come mai una così diversa condizione con la Provincia di Perugia che invece ha chiuso il bilancio?
  • In che misura ha contribuito con propri trasferimenti la Regione dell’Umbria alla chiusura del Bilancio per la Provincia di Perugia? E per Terni?
  • Se sono quantificati in circa 5 milioni gli oneri a carico della Provincia per il 2015, rispetto alle funzioni regionali e personale delegate, perché la Regione dell’Umbria non ha corrisposto quanto dovuto evitando il disavanzo?. E perché non ha rideterminato per tempo i trasferimenti sulle funzioni delegate che dal 2010 sono stati più che dimezzati, addossando sulla Provincia il peso dei tagli imposti dai Governi?
  • Come pensa di procedere alla definizione della nuova pianta organica, in assenza delle risposte da parte della Regione sulle funzioni riallocate (TpL, Impianti Termici, Viabilità regionale)?
  • Come verranno posti e considerati gli oneri finanziari conseguenti la gestione di queste funzioni e del personale collegato?
  • Perché, anche se sono mesi che sono stati chiesti, non vengono forniti alla RSU i dati relativi al costo del personale non ricollocato in regione?
  • Che scenario determinerà per il personale dell’Ente il fallimento del percorso che doveva vedere un dirigente della Provincia di Terni assegnato in Regione? Corrisponderà la Regione gli oneri conseguenti con trasferimenti diretti o trasferimento di ulteriori unità di personale?
  • La RSU chiede il rispetto della tempistica sulla riorganizzazione (15 marzo) per la quale il Presidente ed il Vice Presidente si sono impegnati al tavolo con la RSU del 4 febbraio u.s. Questo atto non è ritenuto più rinviabile (la Provincia di Perugia ha adottato la macrostruttura a settembre del 2015)

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