Protesti: diminuiscono le “sòle”, ma sono più pesanti

Protesti: diminuiscono le “sòle”, ma sono più pesanti

Cambiali non onorate in calo, ma nel Ternano crescono gli assegni “cabriolet”

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L’Umbria è tra le regioni d’Italia dove, tra il 2016 e il 2017, si è assistito ai più significativi cali percentuali di protesti, cioè di impegni finanziari (cambiali e assegni) non onorati, a danno del creditore. In un anno il numero dei protesti è infatti calato del 15,9% (soltanto Marche, Trentino Alto Adige, Veneto e Liguria hanno fatto meglio) scendendo a 7.203, per un valore complessivo di 13.717.236 euro di “pagherò” non onorati. Ed è qui la nota dolente. Perché l’Umbria, la Calabria e soprattutto il Friuli Venezia Giulia sono le uniche regioni dove il valore dei protesti, pur calati di numero, è cresciuto. Di pochissimo in Umbria (lo 0,4%); si sfiora l’8% in Calabria; la crescita è addirittura di quasi il 30% in Friuli Venezia Giulia.

Insomma, da noi, come e più che nel resto d’Italia, nel 2017 sono diminuite le “sòle” nei pagamenti, ma quelle effettuate risultano più pesanti in termini di valore.

In calo, invece, le cambiali protestate, sia nel numero assoluto (6.250, cioè -18,8% rispetto al 2016) che in termini di valore (9.504.252, con una flessione del 6,1% rispetto all’anno prima). Insomma, le cambiali restano i titoli di credito più protestati, ma quelli contro i quali gli umbri mostrano ormai di avere sempre più anticorpi.

Le mazzate maggiori, dunque, arrivano dagli assegni scoperti. Il cui valore, nell’ultimo anno, risulta aumentato. Ma per i protesti che arrivano soprattutto dal sud dell’Umbria.

La situazione nella provincia di Perugia

In base alle elaborazioni effettuate da Unioncamere e Infocamere, nella provincia di Perugia il fenomeno dei titoli di credito non onorati è in deciso calo, nel numero (-15,8% assegni e cambiali protestate) e negli importi (10.138.452 euro, -8,2% rispetto al 2016).

Nel Ternano il “vizietto” resiste

Ma nel Ternano il quadro delineato da Unioncamere e Infocamere è in chiaroscuro, perché ad una frenata dei protesti complessivi (passano dal 2.276 del 2016 ai 1.905 del 2017) si affianca una crescita degli assegni a vuoto (i 258 del 2016 passano a 274 nel 2017) e in particolare del loro importo totale, che quasi raddoppia. Gli assegni “cabriolet” nel 2016 avevano raggiunto il valore totale di 719.240,34 euro; dopo dodici mesi il valore degli scoperti supera il milione di euro (1.210.277,24).

Per quanto riguarda le cambiali, diminuiscono invece anche a Terni i casi in cui non vengono onorati i “pagherò”: il 2016 si era chiuso con 2018 cambiali, il 2017 con 1.631. E il focus semestrale sul 2018 conferma la stessa tendenza, con 720 cambiali al 30 giugno.

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