Categorie: Cronaca Spoleto

PROSTITUZIONE IN CASA, CARABINIERI SGOMINANO BANDA DI SFRUTTATORI. COINVOLTO ALBERGATORE SPOLETINO (foto)

(Jacopo Brugalossi) – Sono stati resi noti questa mattina i dettagli della conferenza stampa relativa alla brillante operazione messa a segno nella giornata di venerdì scorso dall'aliquota operativa guidata dal Tenente Giancarlo Caporaso della Compagnia dei Carabinieri di Spoleto del Capitano Fabio Rufino, che ha sgominato una collaudata organizzazione dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, che operava tra Spoleto e Terni. Le prove raccolte a carico degli indagati sono state inviate al Sostituto Procuratore Mara Pucci che le ha considerate sufficienti per richiedere i provvedimenti cautelari, avallati poi dal GIP Augusto Fornaci.

Arrestate 5 persone, una residente a Spoleto, le altre 4 a Terni. Si tratta di 2 uomini italiani con dei piccoli precedenti, di 40 e 50 anni, e di due donne, una brasiliana e l'altra colombiana, rispettivamente compagna e cognata dei 2 uomini. Per quanto riguarda la persona residente a Spoleto, si tratta di un 60enne titolare di un albergo di categoria media, in città. Le persone residenti a Terni sono in carcere, mentre all'albergatore spoletino, cui è stato riconosciuto un ruolo più marginale nella vicenda, sono stati concessi i domiciliari.

Le indagini erano partite nel febbraio 2010, quando una prostituta Brasiliana di circa 30 anni aveva denunciato una coppia di Terni, che la sfruttava, a causa di dissapori e alcune velate minacce (la ragazza era molto avvenente e gli sfruttatori pensavano che potesse arricchirsi alle loro spalle). Da allora, tramite metodi tradizionali di indagini, ma anche con intercettazioni telefoniche e non ultimo, l'escamotage di un Carabiniere che si finge cliente, le indagini hanno svelato chiaramente il quadro della situazione. La coppia ternana sfruttava la ragazza mettendole a disposizione degli appartamenti a Spoleto, dove esercitare la professione, in cambio di metà dei proventi. Collegata a questa, un'altra coppia residente a Terni, 2 cognati, che sfruttava una seconda ragazza brasiliana, anche lei 30enne, mettendole a disposizione, anche in questo caso, degli appartamenti a Spoleto e Terni in cambio di 100 euro al giorno. L'albergatore spoletino ha avuto, come detto, una parte marginale ma piuttosto funzionale al sistema, ovvero quando un appartamento cominciava ad essere utilizzato per un certo tempo, e avrebbe potuto destare sospetti tra i vicini, per il tempo che occorreva nel cambiare alloggio, quest'ultimo metteva a disposizione alcune camere del suo albergo, senza registrare ne le prostitute ne tantomeno i clienti, assicurandogli così una privacy assoluta. I proprietari degli appartamenti incriminati, siti in vari zone di Spoleto, presumibilmente nella parte della prima periferia della città, registravano un regolare contratto d'affitto ed erano all'oscuro dell'uso che ne veniva fatto.

Era stata una delle 2 donne arrestate, precisamente la brasiliana e a sua volta prostituta, ad introdurre nel “giro” le 2 colleghe connazionali, in Italia con regolare permesso di soggiorno e di professione ufficiale, cameriere. Il sistema era ben oliato, tanto che più volte la “banda” aveva cercato di far entrare nel giro altre ragazze e perfino dei transessuali, provenienti specialmente dal Sud America ma anche dall'Europa dell'est, per ingrandire il giro d'affari spoletino. L'adescamento con i clienti avveniva in modo molto esplicito, tramite pubblicità on-line e su carta stampata. La clientela era molto variegata. Si andava dal ragazzo in cerca di un po' di svago, al professionista, magari cliente abituale. La maggior parte di loro, proveniva da Spoleto e Terni, ma c'era anche chi veniva da altre zone dell'Umbria.