Categorie: Cultura & Spettacolo Spoleto

PROSEGUE CON SUCCESSO LA PERSONALE DELLA PITTRICE ANTONELLA MAGLIOZZI

Grande successo di pubblico e di critica per la mostra personale della pittrice Antonella Magliozzi, fondatrice ed esponente del graffialismo italiano.La personale di pittura, dal titolo “Graffi…sintesi di un’anima”, in mostra a Spoleto dal 16 Maggio al 02 Giugno (Via Di Visiale), ha visto, nella sua inaugurazione, la presenza di numerose personalità del mondo della cultura e della politica: il Gen. Antonio Sorgente, critico d’arte e già Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico della G. di F., il Prof. Gabriele La Porta, direttore di Rai Notte e Preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università L.U.D.E.S di Lugano, La Senatrice Ada Spadoni Urbani, il Senatore Avv. Domenico Benedetti Valentini, il Prof. Stefano Arciero, Assessore alla Tutela dell’Ambiente e Demanio del Comune di Pomezia, il Dott. Sandro Frontalini, dirigente Ufficio Cultura del Comune di Spoleto, la Dott.ssa Maria Speranza Sciupi, Vice-Prefetto di Perugia, l’Avv. Lialiana Sensini, coordinatrice Giudici di Pace di Spoleto, il Dott. Maurizio Gallinaro, medico chirurgo presso L’Ospedale di Spoleto e il Dott. Simone Fagioli, Presidente di FareCultura.“La pittrice Magliozzi, secondo Antonio Sorgente, ha la capacità di rendere visibile, l’invisibile, di riportare sulla tela gli stati d’animo dell’artista. Con le sue opere, l’artista di Gaeta, rappresenta l’essenza dell’arte astratta, non-oggettiva, sulla scia dell’action painting di Pollock. La natura rappresentata da Magliozzi è una natura virtuale, differente da quella degli impressionisti o post- impressionisti, è una natura che esiste soltanto nel suo cuore e nella sua mente. Guardando i suoi quadri io riseco a sognare, a sentire gli stati più profondi e reconditi della mia anima. Simone Fagioli ha invece sottolineato la bellezza delle composizioni artistiche della pittrice graffialista, bellezza che va oltre l’astrattismo informale: tale bellezza è espressa da quadri che esprimono fantasie virtuali ed illusorie, personificazione poetica e uno sguardo verso l’incredibile ed il verosimile. Infine, il Prof. La Porta ha definito Magliozzi “una pescatrice di cristalli”, che sa cogliere “quello che non si vede”: infatti, gli artisti pescano cristalli nella memoria collettiva, cristalli che vagano nell’inconscio della nostra anima. L’artista riesce a cogliere, attraverso l’opera d’arte, le nostre emozioni più profonde, quelle che sono un tutt’uno con l’inconscio.“La pittrice capta, conclude La Porta, le passioni che gli dei ci donano e le restituisce a noi, mettendoci in contatto con qualcosa che noi non riusciremmo a percepire: l’artista è un medium tra l’umano e il divino.