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PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE ALLA CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO. VERA PROTESTA O BALLO SUL TITANIC?

Proprio due sere fa nella trasmissione televisiva Ballarò, si è iniziato a parlare di prime, serie agitazioni nel mondo bancario e sopratutto in quello del credito cooperativo e fondiario, legato strettamente ai grandi gruppi che stanno subendo i pesanti contraccolpi della crisi finanziaria americana. In un gioco a catena i grandi istituti non prestano più denaro alle banche in crisi e queste non possono dare più credito alle realtà più piccole per mutui e prestiti in genere. Risultato il licenziamento del personale dell'anello debole della catena che non ha nulla da fare.

La crisi umbra nel settore sembra essere invece di tutt'altro genere e spessore. Vale la pena leggere bene di che si parla. Il Titanic affonda e nelle sale si balla!

Per la cronaca quindi le organizzazioni sindacali territoriali hanno ricevuto mandato dalle assemblee dei lavoratori della Cassa di Risparmio di Orvieto per intavolare una trattativa urgente con l'Abi per una conciliazione su una serie di problematiche non risolte nell'Istituto bancario, anche alla luce della prossima cessione dello stesso ad altro gruppo.

“E' da sottolineare il fatto che per la prima volta il personale della Cassa di Risparmio di Orvieto si fa promotore di un'iniziativa tendente alla tutela di legittime aspirazioni – dichiara il segretario generale della Fisac Cgil dell'Umbria, Massimo Giulietti – in passato, infatti, il personale aveva solo aderito ad iniziative di tipo nazionale soprattutto collegate ai rinnovi contrattuali”.

“Certo è – prosegue Giulietti – che la situazione è molto complessa e si inserisce in un momento in cui la Banca è in cessione come a tutti è noto, ma questo non impedisce al personale di informare chiunque sia il nuovo acquirente che la situazione in cui i dipendenti sono costretti a lavorare non è affatto delle migliori ed è il frutto di una ristrutturazione non completata, con il mancato riconoscimento di inquadramenti rivenienti proprio da precise modifiche organizzative della direzione aziendale e da un clima che nel corso del tempo è andato deteriorandosi”.

Inoltre, le organizzazioni sindacali presenti in azienda lamentano il mancato adeguamento della contribuzione integrativa ai parametri minimi riconosciuti nel “sistema credito” per circa 140 dipendenti su 220, oltre ad un problema di spostamenti di personale da una filiale all'altra, del tutto incoerenti con il momento, e senza un giusto compenso per il disagio provocato alle lavoratrici ed ai lavoratori.

“La speranza – conclude Giulietti – è che la direzione si ravveda anche prima del confronto in Abi e si sieda al tavolo con i sindacati al fine di sanare queste situazioni”.

Ecco! Averne di problemi così.

Carvan