“Il lavoro è un diritto costituzionale ed è alla base della dignità della persona e della coesione sociale. Nel Primo Maggio rinnoviamo un impegno preciso: rendere il lavoro sempre più sicuro, stabile e di qualità, contrastare ogni forma di precarietà e disuguaglianza, costruire condizioni reali di partecipazione per tutte e per tutti“. Inizia così il messaggio della Presidente della Regione Stefania Proietti in occasione della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio. “Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiamano ciascuno di noi a una responsabilità non rinviabile: la sicurezza sul lavoro è un dovere che non ammette rinunce né distinguo, le vittime sul lavoro sono un tributo inaccettabile. È un messaggio che facciamo nostro, perché ogni incidente, ogni vita spezzata, ogni persona ferita rappresenta una sconfitta collettiva e chiede istituzioni più presenti, controlli più efficaci, prevenzione e cultura della tutela” continua.
Con un pensiero ai giovani e al futuro: “Il lavoro è libertà, autonomia, realizzazione personale e sviluppo delle comunità. Vale per i giovani, per le donne, per chi vive condizioni di fragilità e per le persone con disabilità, che devono trovare nel lavoro uno spazio concreto di autonomia, riconoscimento, dignità e piena cittadinanza. In particolare dobbiamo pensare di più ai giovani, dobbiamo ascoltarli e creare le condizioni per dar loro un futuro alla portata dei loro sogni, aspirazioni e prospettive di vita e di lavoro, dobbiamo tutti impegnarci nel fermare la fuga dei nostri figli dall’Italia. La nostra Umbria crescerà se sapremo investire nel lavoro buono e dignitoso, se sapremo mettere al centro il capitale umano, se nessuno resterà indietro. E questo sarà possibile solo insieme, con l’impegno corale di Istituzioni, imprese, lavoratori. Il Primo Maggio è memoria, responsabilità e futuro, è coesione, è riaffermare la Costituzione perché l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. È il giorno in cui riaffermiamo che il lavoro deve essere sempre dignità umana, giustizia sociale e speranza” conclude Stefania Proietti.