(Elisa Panetto)- Aveva sfidato le previsioni meteo che sul XII Festival Nazionale dei Primi Piatti, “I Primi d’Italia”, promettevano nuvole di pioggia. “Vinceremo anche il tempo” assicurava infatti dal palco di Largo Carducci il Sindaco del Comune di Foligno, Nando Mismetti, prima dell’inizio di “1000 volti live. Dario Ballantini e i Metropolis”, il primo spettacolo all’aperto e ad ingresso libero della sezione “Entertainment” del Festival. Le nuvole c’erano e hanno cercato di rovinare la festa, ma almeno ieri, la sfida è stata decisamente vinta dal primo cittadino della città dei Primi Piatti.
Una vittoria ampiamente condivisa con la tenacia degli spettatori folignati e non, che invece di farsi scoraggiare dalla pioggia del pomeriggio e dalla pioggerellina del dopocena, sono accorsi con speranza, ombrello e k-way, ma soprattutto ancor più numerosi della serata precedente, a Largo Carducci per “Anni ’60 in tour con Equipe 84”, il concerto di quella che, secondo John Lennon, era la “band italiana più in linea con i tempi”, quello che è considerato il gruppo beat italiano di riferimento, l’“equipe” che ha portato al successo alcune delle canzoni più importanti della storia della musica italiana.
Dopo le incertezze e le attese iniziali, si sono chiusi gli ombrelli, sono stati scoperti gli strumenti musicali e hanno fatto il loro trionfale ingresso sul palcoscenico gli attuali membri dell’Equipe 84: lo storico Franco Ceccarelli, uno dei fondatori della band (voce e chitarra), Giuliano De Leonardis (basso), Tony Mione (chitarra e voce), Giusto Vincenzo Rossi (tastiere e voce) e Andrea Martella (batteria). Piena di significato la loro presenza a Foligno, visto che l’indimenticabile bassista Victor Sogliani, morto nel 1995 per un aneurisma, svolse nella città sede del Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito, il servizio militare. Anche a lui è stato esplicitamente dedicato il concerto.
Assente Maurizio Vandelli, storico bandleader degli Equipe 84, che dallo scioglimento avvenuto nella primavera del 1981, non ha mai voluto partecipare alla ricostruzione della band, pur ritornando a fare dischi e serate dalla fine degli anni '80. Coincidenza però vuole che “Il Principe”, quest'anno, sia impegnato in un tour.
Come l’ha definito Ceccarelli, il concerto di ieri sera è stato un “racconto di palo in frasca”, vale a dire una narrazione che ha voluto tener fuori la cronologia per procedere a sensazioni, a emozioni, soprattutto per ricordi. Per questo si è saltato come una cavalletta dal ’66 al ’71, o dal ’69 per tornare nuovamente ai trionfi del ’66.
“Bang Bang”, successo del 1966 dall’omonimo hit di Sonny Bono inciso da Cher, ha aperto il baule dei ricordi degli Equipe 84 (ma anche di quei tanti spettatori che a suo tempo come ieri ascoltavano e cantavano con passione i loro successi), mentre “Io ho in mente te”, versione italiana di “You Were on My Mind” scritta da Sylvia Fricker per i We Five, ma nota soprattutto per la versione di Barry McGuire, e vincitrice nel 1966 del Cantagiro, lo ha chiuso. In mezzo “Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)” (la prima versione scritta da Francesco Guccini e incisa dagli Equipe 84 nel 1966), “Un angelo blu” (1968), “Pomeriggio: ore 6” (1969), “Tutta mia la città” (1969), cover italiana scritta da Mogol del brano “Blackberry Way” della band inglese The Move, “29 settembre” (1967), il grande successo scritto da Mogol e Lucio Battisti e cantato sia in italiano che in inglese, “Nel ristorante di Alice” (1968) e “Quel che ti ho dato” (1964), cover di “Tell Me” dei Rolling Stones, solo per nominare alcune delle più conosciute. Non solo Equipe 84, però: la band ha infatti voluto sinceramente omaggiare alcuni dei grandi nomi della musica italiana, primi tra tutti quei Nomadi che per anni sono stati ingiustificatamente etichettati come loro rivali. Entrambi infatti sono nati e sono esplosi più o meno contemporaneamente, e l’Eden, locale di Modena, è stato il primo palcoscenico per entrambi. Addirittura, sia gli Equipe 84 che i Nomadi avevano più o meno gli stessi autori, e per questo c’era sempre chi coglieva prima di un altro un successo. “Ma non è importante chi sono i primi ed i secondi” dice Ceccarelli al pubblico. “L’importante è che le canzoni siano nel cuore, che abbiano qualcosa di speciale ed emozionante”.
Gli Equipe 84 hanno dunque celebrato i Nomadi con “Io vagabondo”, ma il loro tributo è andato anche a Lucio Dalla con “4 marzo 1943” (il cantante la eseguì al Festival di Sanremo del 1971 in coppia con la Nuova Equipe 84), Fabrizio De André con “Il pescatore”, Lucio Battisti con “La canzone del sole”, “la canzone della gita che si riconosce dalle prime due note”, secondo Ceccarelli, e Francesco Guccini con “Canzone per un’amica” (che anche questa ha a che fare coi Nomadi).
Francesco Ceccarelli ha infine ben descritto il “bagaglio” che ha portato al concerto di Foligno. “Ho portato un po’ di chiacchiere, ho portato un po’ di voce, ho portato un po’ di anni ed ho portato un po’ di chilometri. Sono un usato garantito”. Ed il pubblico ha davvero apprezzato quelle chiacchierate fatte di ricordi ed emozioni, come quella voce storica che tanto ha girato e raccontato.
Stasera il terzo appuntamento di “Entertainment” de “I Primi d’Italia” alle 21.30 con “Cabaret Show con I Fichi d’India”, il duo comico protagonista di numerosi spettacoli tv e artefice di esilaranti sketch. Sperando che il Sindaco Mismetti vinca anche la difficile sfida di questa sera contro il meteo…