di Sergio Grifoni (*)
Signor Sindaco, da quanto risulta al sottoscritto, l'ASL3 sta elaborando il Piano Attuativo Triennale, 2010/2012, per l'assistenza alle persone disabili non autosufficienti ed anziani, in virtù del decreto attuativo legato all'atto amministrativo regionale conosciuto come PRINA.
Mi preme ricordare che, allo stato attuale, i soggetti bisognosi di tale assistenza, sono ospitati presso il Centro Accoglienza di Terraia, struttura che risponde alle variegate esigenze, sia per i 25 anziani che sono parzialmente autosufficienti (ex ricoverati della vecchia Casa di Riposo di San Paolo), ovvero gli RP, che per quelli della RSA, cioè i non autosufficienti, che sono invece in numero di 12.
La struttura che, non dimentichiamolo, è stata riadattata grazie all'intervento finanziario della Fondazione Giubileo (Cassa di Risparmio, BPS, Comune, Curia Vescovile) è gestita in affitto dall'ASL stessa.
Sembrerebbe che, con la scusa del costo elevato di tale canone, sia in procinto la definizione del contratto locatario ed il trasferimento degli ospiti in altra sito.
Da questa determinazione nascono le mie perplessità e le rimostranze.
I dodici soggetti non autosufficienti, con la scusa di garantire una immediata assistenza medica,e di ospitarne sei in più, verrebbero infatti trasferiti nel piano terra del nostro Ospedale (ex reparto di medicina).
Queste persone, già minate nel fisico e labili a livello psicologico, vivono ora a Terraia momenti di preziosa socializzazione, di rassicurante familiarità, di assistenza specifica e finalizzata, di indispensabile serenità interiore, tutti fattori che, nonostante lo stato precario, alimentano comunque in loro speranze ed aspettative.
“Allettarli” all'interno dell'Ospedale, anche se in condizione d'accoglienza accettabile, annullerebbe a mio avviso tutti questi fattori positivi di sostegno psicologico, condizionerebbe negativamente la loro vivibilità e minerebbe in maniera irreversibile ogni capacità di reazione.
Sarebbe un mazzata alla loro già flebile voglia di vivere.
Occorrerebbe più rispetto della dignità della persona e del suo essere malato o anziano.
Ritengo poi che questi soggetti hanno più bisogno di particolari attenzioni ed umanità, piuttosto che di flebo.
Tutto questo, però, guarda caso, sembra che non succeda a Foligno!
Lo stesso documento infatti, prendendo atto della chiusura della casa di riposo ONPI, sembrerebbe preveda il trasferimento degli ospiti presso altre cinque strutture, comunque analoghe per tipologia e caratteristiche.
Allora mi chiedo: ma per Foligno, visto che è la stessa ASL, non bisogna risparmiare?
E mi chiedo ancora: visto che l'ultimo piano dell'Ospedale folignate è completamente vuoto, perché non trasferiscono questi pazienti in tale reparto?
Forse il discorso della opportunità di avere vicine le assistenze sanitarie, vale solo per Spoleto?
Il decreto attuativo di cui in premessa poi, nulla dice su quale fine faranno gli altri 25 ospiti parzialmente autosufficienti ed in quale altra struttura saranno eventualmente dirottati.
Niente, niente, verranno nel tempo trasferiti nelle strutture di Foligno?
All'aspetto prettamente sociale, si deve poi abbinare quello occupazionale, visto che, sempre per quanto risulta allo scrivente, la Cooperativa che gestisce il personale di Terraia, venendo a cadere la convenzione, è costretta a non rinnovare i contratti di lavoro per molti dipendenti.
Non dimentichiamo che oggi, solo per il servizio dell'RSA, sono impegnate ben 20 persone.
Per tutte queste ragioni, interpello la S.V., al fine di conoscere:
a) se l'Amministrazione Comunale, tramite un proprio rappresentante, ha mai partecipato a riunioni specifiche indette per arrivare alla definizione del suddetto documento e, eventualmente, se lo ha condiviso, dando il benestare per la sua futura attuazione;
b) se così non fosse, quali azioni immediate la S.V. intende intraprendere per evitare quanto dal sottoscritto denunciato con la presente interpellanza.
Si chiede risposta scritta e discussione in seno al Consiglio Comunale.
(*) Capogruppo Prima Spoleto