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PRIMA SPOLETO CRITICA SUL PROGETTO DI RIFORMA ENDOREGIONALE PER L'AREA VASTA

di Sergio Grifoni (*)

Ho avuto modo di leggere nella stampa locale l'intervento congiunto del Sindaco di Spoleto, Daniele Benedetti, e del suo collega di Foligno, Nando Mismetti, in riferimento alla riforma endoregionale, che vorrebbe concentrare a livello territoriale più ampio una parte di importanti servizi, e questo soprattutto ai fini di maggiore razionalizzazione e risparmio.

I due Sindaci si ergono a difesa di quella entità territoriale, meglio conosciuta come Area Vasta, che abbraccia i 22 Comuni che vi appartengono, del folignate, dello spoletino e della Valnerina.

Difendono soprattutto il ruolo della Comunità Montana e dell'ATI3, ricordando come le stesse “vengono da una riforma recentissima ed hanno incominciato a muovere i primi passi ora”.

Più volte in Consiglio Comunale mi sono espresso in maniera contraria all'esistenza dell'Area Vasta che, a mio avviso, serve solo per togliere energie a Spoleto a favore di Foligno. L'Area Vasta non è altro che una terza provincia mascherata, con capoluogo la città della Quintana.

Con la scusa banale di “meglio esserci che non esserci”, lasciamo infatti a Foligno la possibilità di sopperire alla mancata istituzione della terza provincia, attraverso il controllo e la gestione di tutti i processi strategici nell'ambito dell'Area Vasta: rifiuti, acqua, gas, sanità, sociale e turismo. Potrei fare decine di esempi a supporto di ciò.

Non a caso, ogni volta che tale Entità viene messa in discussione, spuntano i comunicati stampa congiunti fra Foligno e Spoleto. Occorre essere consapevoli che la nostra autorevolezza politica in tale contesto è pressoché nulla!

Anche se il nostro Sindaco, per esempio, è stato “accontentato” con la presidenza dell'ATI, nell'ambito dell'assemblea di detto Ente, non decide nulla, essendo in assoluta minoranza. Non parliamo poi della Comunità Montana, ormai non più cosa nostra!

A cosa servono quindi gli ATI? Risposta: a portare acqua nel mulino di Foligno!

La gestione dei vari processi, soprattutto di programmazione e strategia amministrativa, possono tranquillamente passare sotto la competenza dalla Provincia, anche perché l'erogazione effettiva dei vari servizi, viene quasi sempre affidata a società industriali e non, ben dislocate sul territorio. Eliminiamoli quindi e toglieremmo di mezzo tanti costosi “carrozzoni”!

Se non ricordo male, già su questa ipotesi si era mossa la proposta dell'allora Ministro agli Affari Regionali, On. Linda Lanzillotta, ripresa in parte dall'attuale Governo.

E, sempre se ricordo bene, il Comune di Spoleto, nella passata legislatura, si era opposto in maniera violenta all'istituzione degli ATI. Da cosa è data quindi questa nostra attuale sudditanza? Dalla necessità forse di erogare meglio i servizi, come riporta la nota su richiamata?

Ben altre dovrebbero essere le azioni da compiere per razionalizzare i servizi e non incidere sempre sulle tasche dei contribuenti, azioni più volte suggerite sia dal sottoscritto che da altri colleghi della minoranza consiliare.

Mi auguro pertanto che, per il prossimo futuro, gli interventi del nostro Sindaco siano più mirati alla salvaguardia del nostro territorio, piuttosto che di supporto alla supremazia di altri.

(*) Capogruppo Prima Spoleto