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Presidente Napolitano, le visite in Umbria: dal terremoto all’Unipg / Ft / Vd, al Festival

Anche l’Umbria ha seguito con affetto l’addio del Presidente  Giorgio Napolitano al Quirinale e il ritorno a casa insieme alla moglie, la Signora Clio. Il messaggio che forse sintetizza meglio i nove anni di mandato (8 anni 8 mesi e sei giorni) è quello che la presidente dell’Umbria Catiuscia Marini ha postato ieri sul proprio profilo Facebook: “Il Presidente ha sempre parlato di giovani, di donne, di scienziati, di ricercatori, di immigrati, di lavoratori offrendo la speranza di un Paese migliore. Ha sostenuto e difeso i Comuni e le Regioni, il sistema delle autonomie locali. L’Umbria lo ringrazia per la sua presenza in occasione del decennale del sisma e per la visita ad Assisi. Semplicemente grazie”. Grazie ad uno staff eccezionale, per professionalità e riservatezza (di cui ha fatto parte il Generale Rolando Mosca Moschin, umbro doc), Napolitano ha seguito sempre puntualmente le vicende più importanti dell’Umbria.

A Colfiorito – La prima visita risale al 26 settembre 2007, un anno dopo il suo insediamento, quando volle presenziare alle celebrazioni per il decennale del sisma che sconvolse la valle sud dell’Umbria. In quella occasione il Capo dello Stato sottolineò l’importanza dell’impegno e la sintonia delle istituzioni e dei cittadini, chiave del successo della ricostruzione (il 90% dei 25mila sfollati era rientrato nelle proprie case). Una curiosità: proprio in quei giorni, il 19 settembre per la precisione, cominciarono le edizioni di Tuttoggi.info, il primo quotidiano on line umbro, che seguì la visita del Presidente (qui).

A Perugia con gli studenti – è il 23 febbraio 2009 quando Napolitano torna in Umbria in occasione delle celebrazioni per i 700 anni della istituzione dell’Università degli studi di Perugia. L’occasione viene colta al volo dal Presidente per lanciare un appello critico al Governo Berlusconi e alla ministra Gelmini in difesa delle università e dei ricercatori che hanno subito tagli “indiscriminati” sebbene dettati da motivi di bilancio. “La ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell’economia. Questa è una verità difficilmente contestabile” aggiunse Napolitano che invitò a “evitare la dispersione di talenti e risultati del nostro sistema scolastico e universitario, non sono tradotti in occasioni di lavoro e di sviluppo“. Un discorso che piacque agli studenti universitari il cui rappresentante evidenziò come il Presidente “nonostante critiche e pressioni, è un vero esempio di come i principi della Costituzione vivano realmente nelle persone che hanno vissuto lo spirito costituente“.

A Spoleto per il Festival – un lungo, interminabile applauso salutò l’ingresso del Presidente in piazza Duomo in occasione del Concerto finale del Festival dei 2 Mondi. Napolitano in quella occasione venne in visita privata, nell’anno delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e del centenario della nascita del Maestro Gian Carlo Menotti. Al suo fianco la Signora Clio e la nipote Sofia. Ad accogliere il presidente furono la presidente Marini, il sindaco Benedetti e il direttore artistico Giorgio Ferrara, che il Presidente ha visto praticamente crescere essendo un caro amico dei genitori. Un tripudio di bandiere tricolore accompagnò lo spettacolo (anche la facciata del Duomo venne illuminata di bianco, rosso e verde) che, sotto la direzione del maestro Conlon cominciò sulle note dell’inno nazionale (qui).

Festival dei Due Mondi di Spoleto – galleria video Festival di Spoleto

Ad Assisi nello spirito di San Francesco – l’ultima visita da Capo dello Stato risale al 4 ottobre 2012 quando Napolitano incontrò in piazza il cardinale Gianfranco Ravasi per un dialogo pubblico dedicato al tema “Dio questo sconosciuto”. “Peru superare l’attuale fase di crisi economica, politica e sociale” disse il Presidente “l’Italia ha bisogno dello spirito di Assisi”. L’incertezza che viviamo nasce dalla crisi economica europea, ma è acuita in Italia dall’incertezza del quadro politico, da fenomeni di degrado del costume e di scivolamento nell’illegalità che provocano il rifiuto della politica. Abbiamo bisogno in tutti campi di apertura, di reciproco ascolto e comprensione, di dialogo, di avvicinamento e unità nella diversità. Abbiamo bisogno cioè dello spirito di Assisi”. (qui)

I messaggi, i riconoscimenti – l’azione di Napolitano è stata sempre puntuale e attenta nei confronti della popolazione umbra e della sua cultura. Non va dimenticato il suo dolore e sostegno alle famiglie dei 4 operai morti nella esplosione dell’oleificio di Campello sul  Clitunno, come per la strage del Broletto. Tanti anche i patrocini e i messaggi augurali in favore delle kermesse artistico-culturali di prestigio. Dal Festival dei 2 Mondi a UJ, Todi, per non parlare dei maggiori concorsi letterari tra i quali quello di Piediluco e VesrEggiando di Eggi di Spoleto i cui vincitori hanno ricevuto le medaglie del Presidente della Repubblica.

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