PRESENTATO A FOLIGNO IL LIBRO FOTOGRAFICO SULLE "92 PIAZZE" DELL'UMBRIA (Foto TuttOggi.info) - Tuttoggi.info

PRESENTATO A FOLIGNO IL LIBRO FOTOGRAFICO SULLE “92 PIAZZE” DELL'UMBRIA (Foto TuttOggi.info)

Redazione

PRESENTATO A FOLIGNO IL LIBRO FOTOGRAFICO SULLE “92 PIAZZE” DELL'UMBRIA (Foto TuttOggi.info)

Lun, 18/10/2010 - 12:09

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“Ogni volta che si entra nella piazza ci si trova in mezzo ad un dialogo”. Parola di Italo Calvino. Ma a che tipo di dialogo assisteremmo addentrandoci nelle piazze principali dell’Umbria? A questo interrogativo cerca di dare una risposta il libro “92 Piazze”, reportage fotografico sulle piazze dei Comuni dell’Umbria.

Frutto di un laboratorio fotografico coordinato da Gino Bulla (direttore de “La Rocca”, organo internazionale della Pro Civitate Christiana di Assisi), “92 Piazze” è un fermo-immagine sullo stato delle principali piazze, ma si potrebbe dire della piazza, in Umbria, negli anni zero del ventesimo secolo.

Dai grandi centri fino ai più piccoli e “sperduti” microcomuni, le foto, tutte realizzate in pellicola argentica, raccontano la piazza medievale, cuore e sineddoche della civitas, ai tempi della città generica, il vuoto demografico, il restauro e talvolta il degrado, le persistenze sempre più deboli (gli anziani seduti fuori dal bar, gli apetti parcheggiati davanti alla scalinata della chiesa, accanto ai Suv), le tradizioni (la processione), le invasioni della globalizzazione (i turisti coreani sotto il Tempio della Minerva ad Assisi), ma anche gatti, bambini in bicicletta, balconi ed ingressi fioriti, particolari architettonici, monumenti contemporanei e il variare della luce sulla pietra. Corredato da testi introduttivi di Giuliano della Pergola e Paolo Marcucci, il volume raccoglie foto di Lara Abbati, Gino Bulla, Paolo Marcucci, Michela Minciarelli, Giammaria Natale e Luca Rossi.

È stata la Libreria Carnevali Bookshopping di Foligno, nella Galleria gremita di un pubblico numeroso ed appassionato costretto anche a rimanere in piedi (non solo folignati, però: grande è stata infatti anche la presenza di assisani), a tenere sabato “a battesimo” la presentazione di “92 Piazze”, arricchita dagli interventi di Gianfranco Bogliari, Gino Bulla e Bernardino Sperandio, anche se in realtà non sono stati gli unici.

Il contributo di Gianfranco Bogliari, il primo ad intervenire, non è mancato di riflessioni sulla fotografia: “è lo strumento per occuparsi di cose che tutti conoscono ma alle quali non si bada. Le piazze sono infatti spazi attraversati migliaia di volte, dove però ci sono particolari non visti. Le suggestioni, i dettagli, i particolari, danno il senso di qualcosa che ci è sfuggito e di cose che normalmente non vediamo. Siamo quindi andati alla ricerca di qualcosa che colpisse, come la commistione tra il vecchio e il nuovo, che non sempre si combinano insieme. Le foto di ’92 Piazze’ sono una realtà concreta, tengono cioè d’occhio il presente, senza nessuna ricerca del buon tempo che fu. Non c’è dunque nostalgia, ma l’occhio è fermo sul presente e sulla realtà che continua a vivere. È possibile notare come alcune piazze siano vuote ed altre piene. Il vuoto ed il pieno non vogliono dare meccanicamente lo spirito del luogo, ma la loro naturalezza: è il momento che ha infatti deciso la scelta ed è un attimo irripetibile di relazioni che non vedremo mai più”.

“Finito il corso base del laboratorio fotografico abbiamo sentito l’esigenza di continuare e lo Studio Marcucci di Assisi ci ha chiesto di fare un lavoro sulle piazze” ha rivelato Gino Bulla. “Tutto è fotografabile. Dipende da come lo si approccia. La parte più difficile di ’92 Piazze’ è stata creare da zero un linguaggio. Non c’era in ballo né una mostra né un libro: siamo partiti per documentare cosa c’è nei comuni. Siamo andati a vedere, quasi sempre di sabato e di domenica, che vita si svolge nelle piazze. Le scelte, gli accostamenti e gli approcci non ci hanno bloccato, ma nel gruppo abbiamo rispettato le diverse mentalità. Ognuno si è espresso a suo modo. Nonostante i diversi linguaggi, il libro ha una sua unità: abbiamo infatti lavorato senza pregiudizi. I testi che accompagnano il libro sono stati chiesti successivamente a degli amici e sono un discorso fotografico. Le foto, invece, vanno viste come un racconto. Mi piacerebbe allargare in futuro il racconto ai centri commerciali, oggi i luoghi dove incontrarsi”.

“Ho visto il libro all’ultimo momento e quello mostratomi in pdf era un’altra cosa: le foto erano in negativo” ha affermato Bernardino Sperandio. “Sono essenzialmente un fotografo documentarista ed ho notato che nel volume non sono riportate le date. Le date hanno infatti un importante significato di documento. La piazza era un elemento squisitamente architettonico: qui ha una dimensione sociale, sia nell’assenza che nella presenza di persone. Così fotografate sono piazze nuove: ci sono i turisti, gli anziani, le macchine. È una realtà vissuta in modo diverso e che sta cambiando. Dove è andata a finire la piazza? È andata altrove, nei centri commerciali o in internet. La pellicola argentica è il mezzo con cui si riesce ad avere una grande definizione e a rimanere scolpita nel tempo. La fotografia ora è usata in maniera esagerata. Lancio allora un appello: cerchiamo di fare meno fotografie. Non c’è più la riflessione dell’immagine e il senso della memoria è qualcosa che passa”.

Spazio anche per i brevi interventi del Prof. Fausto Gentili, docente di storia e filosofia all’Istituto Statale di Istruzione Classica F. Frezzi, e dell’avvocato e giornalista Giovanni Picuti.

“Sono il signore molto elegante che attraversa la Piazza della Repubblica di Foligno” ha detto Gentili. “Sarebbe utile l’ecologia dell’immagine. Le piazze hanno cambiato il loro ruolo: ora le occupazioni sono private e non circolano più le passioni collettive”. Per Picuti “le piazze sono sopravvissute e credo che sopravviveranno. Si sono svuotate ma si sono riempite d’altro. Sono ottimista”.

(Elisa Panetto)


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