Nella sede della Scs di via Porta Fuga, sono stati illustrati, questa mattina, i benefici e le agevolazioni destinati ai coltivatori diretti e alle imprese agricole i cui titolari siano soci della Spoleto Credito e Servizi. L'iniziativa, denominata “Una Mano alla Terra” – resa possibile grazie alla convenzione con la Banca Popolare di Spoleto – è stata illustrata dal presidente Scs Fausto Protasi, dal direttore Scs Alessandro Cardarelli, dall'avvocato Michelangelo Zuccari in rappresentanza del consiglio d'amministrazione della Scs, da Emilio Quartucci, della direzione commerciale di Bps e da Domenico Castellani, presidente del Centro Zootecnico di Petrognano. Proprio a quest'ultimo il presidente Protasi ha riconosciuto il merito di aver sollecitato un intervento a favore del mondo agricolo.
“E' nata così l'idea di mettere in campo uno strumento che vada incontro alle esigenze di questo importante comparto economico – ha spiegato Protasi – consapevoli che se daremo più forza all'agricoltura faremo del bene all'intero sistema”. Potranno accedere ai vantaggi previsti dalla convenzione i soci della Scs. “La nostra è una società cooperativa – ha spiegato ancora Protasi – che sfiora i 19mila soci, molti dei quali possiedono un numero minimo di azioni: per questi più che il dividendo contano i servizi che possiamo offrire. E' soprattutto a loro che sono indirizzati i nostri sforzi attraverso una serie di convenzioni che, al pari di 'Una Mano alla Terra' consentano di avere vantaggi economici e opportunità particolarmente interessanti. Vorremmo in sostanza raggiungere due obiettivi: gratificare i nostri soci ed incrementare la base azionaria della Scs , in primo luogo perchè costituisce un vantaggio economico ed inoltre perchè se si rafforza la compagine della società che detiene il 51,217 per cento delle azioni della Banca Popolare di Spoleto questa potrà continuare a vivere autonomamente e proseguire nella sua politica di baluardo degli interessi dei territori e non di logiche estranee ad essi”.
Un concetto ripreso sia dal direttore Cardarelli – che ha posto l'accento su come la quota minima di 40 azioni per un importo di 1.800 euro è in realtà un investimento che va ben oltre la rendita diretta – che dall'avvocato Zuccari: “La Banca Popolare di Spoleto è ormai una delle poche in Italia a essere rimasta autonoma. Questo è un valore da salvaguardare per evitare che i centri decisionali siano spostati altrove come purtroppo è accaduto a istituti di credito che pure erano radicati nel territorio da molti decenni”.
Al dottor Quartucci il compito di illustrare il pacchetto di prodotti che la Bps riserva ai soci della Scs, coltivatori diretti e imprenditori agricoli.
“Si tratta – ha detto – di condizioni molto competitive a favore dell'agricoltura. In Umbria nel primo trimestre 2010 risultano iscritte alla camera di commercio 18.522 imprese agricole; è un numero molto elevato che dà la dimensione della forza economica e occupazionale del comparto. Quindi l'operazione va incontro alle imprese socie e stimola chi non è socio a partecipare a questa grande famiglia. Nel concreto gli aiuti sono 'diretti' ossia dedicati alla produzione e 'indiretti' che stimolano investimenti. I tassi sono molto vantaggiosi, ben al di sotto del 3%. Per i soci Scs è inoltre garantito un iter operativo ancor più snello, con risposte intorno alle due settimane. Vorremmo in sostanza diventare la banca di riferimento delle 18.552 imprese umbre”.
Un dato che secondo Domenico Castellani è di gran lunga superiore. “Oltre alle imprese iscritte alla Camera di Commercio e alle associazioni degli agricoltori – ha specificato – esiste tutto un mondo che lavora la terra senza essere iscritto a nessuna organizzazione. Il numero secondo i dati in nostro possesso cresce a 50mila addetti. L'iniziativa di Scs e Bps è un segnale molto positivo anche perchè per quanto riguarda il credito in Umbria, la Bps è rimasta l'unico punto di riferimento vivo e presente. Il comparto agricolo è in profonda crisi. Ha bisogno di finanziamenti, ma anche di collaborazione da parte di Regione e Comuni perchè l'agricoltura produce e salvaguarda il territorio”.
Al termine della presentazione alcuni aspetti tecnici sono stati oggetto delle domande di TO®.
Relativamente al pacchetto di ingresso come socio della Scs, per accedere quindi ai benefici della convenzione, è stato confermato il minimo delle 40 azioni per un importo di sottoscrizione di 1.800 euro. Su questo aspetto il Presidente Protasi puntualizza che il valore delle stesse è quasi il doppio commisurato alla valutazione della Bps e rispetto al prezzo di acquisto.
Per quanto riguarda invece l'aspetto tecnico dei tempi di risposta su una pratica di finanziamento, il Presidente tiene a precisare che sarà attivo un ufficio in collaborazione con il Centro Zootecnico di Petrognano che sarà in grado di organizzare tutta la documentazione necessaria prima della presentazione alla Scs per la valutazione di merito. Questo consentirà un certo snellimento dei tempi.
TO® chiede inoltre se le aziende agrituristiche potranno accedere alla convenzione. Il Presidente Protasi chiarisce che “La convenzione è rivolta ovviamente ai coltivatori diretti e comunque a tutte le Imprese che si occupano con prevalenza di agricoltura. Ciò non toglie che un socio che abbia un azienda di carattere agrituristico e chieda un intervento per la parte specifica relativa alle coltivazioni in atto nell'impresa, possa essere soddisfatto. Per le altre necessità ( liquidità, ristrutturazioni immobiliari o attrezzature non specifiche ndr.) i soci Scs hanno già disponibili altre forme di agevolazione.”