“Dare il pane è molto poco, se non diventa pane di ogni giorno, e per questo sulla scia del cambio di paradigma voluto da Papa Francesco prima e portato avanti da Leone XIV poi abbiamo deciso di non fare solo assistenza ma ‘scuola’”. Lo ha detto l’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, nel presentare il nuovo bando del premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis, per una economia della Fraternità” per l’edizione 2025/2026; il riconoscimento promosso dalla Fondazione Diocesana Assisi Santuario della Spogliazione sarà assegnato il 16 maggio ad Assisi, nell’ambito della festa per il Santuario. La scadenza del bando è stata prorogata a fine febbraio e ad oggi sono già 33 le domande arrivate da 20 nazioni.
La presentazione si è svolta a Roma, nella sala Marconi di Radio Vaticana, alla presenza, oltreché di monsignor Sorrentino, di Lazarus You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero; padre Giulio Albanese, Direttore Ufficio per le Comunicazioni sociali e Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma; membro della commissione valutativa del Premio; monsignor Anthony Figueiredo, coordinatore del Premio e Martina Giacomel, Officiale del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale (sezione ricerca e riflessione).
“Abbiamo bisogno – le parole del cardinale Lazarus You Heung-sik – di guardare il mondo con gli occhi di Francesco d’Assisi e Carlo Acutis. Nel giorno del suo insediamento papa Leone ha parlato di un paradigma economico nuovo: viviamo in un tempo con troppe ferite causate dall’odio, violenza e pregiudizi, ma noi vogliamo essere un lievito di comunione e fraternità. Questo premio è fonte di ispirazione per bellezza e santità, è un modello di nuova economia necessario in questi tempi e che sognava anche papa Francesco quando ha lanciato The Economy of Francesco, per creare un’economia diversa che fa vivere e non uccide, include e non esclude, si prende cura del creato e non lo depreda”.
Anche monsignor Sorrentino ha ricordato Economy, sottolineando però come il premio sia nato, almeno sulla carta, prima: “Ho avuto l’idea ispirandomi alle parole di Papa Francesco che venne nel luogo della spogliazione nel 2013 ma che è anche il luogo dove Francesco si è preparato a morire. Nacque in me una visione e, dopo il messaggio del Papa ai giovani del mondo con The Economy of Francesco, ho capito che era il momento di dare un segno concreto di una nuova economia, intitolando il premio ai due Santi, uniti dall’amore per i fratelli: Francesco spogliandosi di tutto e Carlo perché ha declinato il farsi accanto nella sua amicizia e sostegno ai poveri”.
Giacomel – oltre a portare il saluto di suor Alessandra Smerilli, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha sottolineato come “siamo colpiti dalla provenienza e dall’accuratezza di questi progetti: arrivano da tutte le parti del mondo e sono molto chiari, si garantisce inoltre continuità a progetti esistenti e un aspetto interessante è che si favoriscono quelli dei giovani”. A porre l’accento sulle nuove generazioni anche padre Albanese, secondo cui “tenuto conto di quello che sta avvenendo sul palcoscenico della storia, il premio è un antidoto contro gli oscuri presagi, perché vuole rilanciare la cooperazione in un momento in cui il business delle armi è fiorente. E il regolamento è una fonte di ispirazione anche perché rende i giovani protagonisti dell’oggi e non del domani”. A fornire una panoramica del premio è stato infine monsignor Figueiredo, che ha ribadito come “Questo riconoscimento non è assistenzialistico ma generativo: i vincitori del 2022 (presenti alla conferenza stampa da remoto, ndr) vendono i bricchetti di carbone e ci riscaldano le loro case; il premio non è un ‘payout’ per un anno, ma un progetto di lungo periodo”. Quanto ai numeri, “Nel 2022 sono arrivati 30 progetti da 15 nazioni, saliti nel 2025 a 60 da 30 Stati. In cinque anni sono stati presentati più di 150 progetti e oggi la maggioranza viene da Africa e Asia: nel 2025 ha vinto un progetto dall’India, nel 2024 dalle Americhe (con il Brasile, ndr), nel 2023 un progetto dell’Africa, nel 2022 l’Asia con le Filippine e nel 2021 l’Europa (con l’Italia e il premio assegnato al Serafico)”.
Il concorso è rivolto a persone, enti, associazioni e società, di qualunque parte del mondo, e specialmente delle regioni più povere che, per far fronte alla mancanza di opportunità e alle scarse possibilità economiche si mettono insieme, in forme cooperative o comunque di collaborazione, intorno a valide idee progettuali in favore delle fasce deboli per lo sviluppo dei propri territori e delle proprie comunità. I progetti presentati devono rappresentare iniziative che innescano processi economici di compartecipazione. Saranno ammessi anche progetti già avviati (al massimo da cinque anni), come da relativa documentazione richiesta. A parità di giudizio da parte della Commissione valutativa saranno privilegiati quelli più recenti. La domanda di partecipazione, è online sul sito www.francescoassisicarloacutisaward.com. Al vincitore andrà un sostegno di 50mila euro, un’icona con l’immagine di San Francesco e San Carlo Acutis e il foulard della spogliazione realizzato da Brunello Cucinelli.