Dalla strada alle aule di giustizia: la battaglia a difesa delle acque del fiume Menotre fa registrare uno storico passo in avanti.
Ieri mattina infatti, al Tribunale di Spoleto era stata fissata l’udienza a carico della società titolare della concessione idroelettrica ‘Seprim’ a seguito del rinvio a giudizio del titolare Giuseppe Santini con l’accusa di distruzione e deturpamento di bellezze naturali in un’area paesaggistica protetta.
“Abbiamo l’obbligo sia morale che giuridico di garantire la tutela dei nostri fiumi, la risorsa idrica è un bene di inestimabile valore, ce lo hanno lasciato i nostri padri e dobbiamo assicurarlo alle future generazioni. Non possiamo e non vogliamo permettere che questa venga sfruttata in maniera illegale per speculazioni ed interessi privati”: queste le dichiarazioni in merito, dell’avvocato Alessio Fiacco, legale che rappresenta Legambiente nel processo in corso.La comunità della Valmenotre ha più volte segnalato alle autorità competenti i ripetuti ‘prosciugamenti’ del fiume, in particolar modo nel tratto tra Serrone e Scopoli, anche lo stesso sindaco di Foligno Stefano Zuccarini aveva inviato un esposto in seguito ad simile episodio.
Nel febbraio del 2023 un lungo tratto del Menotre era rimasto a secco per 18 ore e scattò l’esposto da parte di Legambiente, che ha portato il titolare della Seprim a dover rispondere difronte al giudice.Parte offesa, insieme all’associazione ambientalista, anche il Ministero dell’Ambiente.
“I reati contestati sono quelli previsti dall’articolo 734 del codice penale, ovvero deturpazione di bellezze ambientali e dell’articolo 181 del decreto legislativo 42/2004 – spiega l’avvocato Fiacco – che tutela i beni che per loro natura hanno un interesse naturalistico e paesaggistico meritevole di tutela. Ieri mattina era stata fissata l’udienza, poi rinviata al prossimo febbrario – aggiunge il legale – da parte nostra non c’è nessuna intenzione di abbassare la guardia e porteremo questa battaglia sino in fondo. Lo dobbiamo innanzitutto alla gente della Valmenotre per la quale questo fiume ha da sempre significato e significa ancora oggi vita e sviluppo”.
A prendere posizione contro gli ‘attingimenti selvaggi’, arrivando a chiedere anche la revoca delle concessioni in caso di reati accertati dalle autorità competenti, era stato anche il Consiglio Comunale di Foligno con una mozione approvata quasi all’unanimità.Vicenda che è anche finita al centro dei lavori di una seduta della seconda commissione consiliare, in cui lo stesso assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, non aveva escluso la possibilità da parte dell’Ente di valutarne la revoca.La battaglia per la turela del Menotre oltre che sul fronte politico – istituzionale proseguirà ora anche nelle sedi legali.
