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POSTE SCANDALOSE, ANZIANA SPOLETINA SCRIVE A BERLUSCONI: TRUFFATA DA CASSIERA, DA 6 MESI ATTENDE REINTEGRO DENARO. ALTRI 5 NEI GUAI (Ecco la lettera)

Dopo la truffa anche la beffa. E’ l’incredibile vicenda che vede protagonisti i 7 spoletini, tutti correntisti della filiale di Via Flaminia di Poste Italiane dove a fine marzo fu scoperta la truffa messa in atto da una impiegata si era indebitamente appropriata di oltre 50mila euro dai libretti postali dei malcapitati. A scoprire la truffa era stata la stessa direzione della filiale che lo scorso 30 marzo aveva sospeso dal servizio la dipendente.

Fu il direttore della filiale ad informare i correntisti assicurando loro che le somme sarebbero state riaccreditate entro 60 giorni. Di giorni ne sono passati, poco più, poco meno, il triplo: 6 mesi durante i quali gli sfortunati clienti hanno invano reclamato quanto di spettanza.

A denunciare lo scandaloso e colpevole ritardo di Poste Italiane è oggi il genero di una anziana che, senza i propri risparmi, è da tempo costretta a ricorrere all’aiuto economico dei parenti.

L’uomo, Francesco Antonini, che risiede a Santo Chiodo di Spoleto, lo scorso 6 settembre ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, quale titolare ad interim del Ministero dello Sviluppo economico dal quale dipenderebbe il controllo su Poste Italiane. Non ricevendo risposta si è rivolto alla stampa e alle associazioni dei consumatori.

Impossibile contattare la direzione della filiale, anche se fonti autorevoli contattate da Tuttoggi.info confermano che l’ufficio di Via Flaminia ha più volte sollecitato la scala gerarchica. Senza esito.

O meglio, dopo 6 mesi, la sede centrale di Roma di Poste Italiane ha pensato bene di riaccreditare la somma solo ad uno dei 7 sfortunati clienti: ironia della sorte – ma forse non si tratta proprio di sorte – proprio a quel correntista cui l’infedele cassiera ha prelevato la somma inferiore rispetto agli altri 6.

Ecco la lettera inviata al Ministro dello Sviluppo Economico:

Egregio sig Ministro,

mi permetto inviare questa mail non solo perché possa intervenire nel merito, ma soprattutto per notificarle come funzionano i massimi uffici.

Nello scorso mese di aprile si è verificato, presso la Filiale delle Poste di via Flaminia in Spoleto, un furto di danaro da alcuni libretti postali di privati cittadini. Del misfatto è stata sporta regolare denuncia presso la locale Stazione dei Carabinieri. Ad oggi nessun provvedimento di reintegro delle somme maltolte è stato preso, nonostante la stessa Direzione dell’ ufficio postale interessato abbia, pare, individuato il malfattore in un proprio dipendente.

In quanto parente di una signora 90enne alla quale è stato sottratto il danaro, mi sono recato lo scorso mese di luglio presso quell’ufficio postale per avere informazioni. Il Direttore, persona di squisita educazione, ma di altrettanta impotenza operativa, nel confermarmi che quotidianamente controllava l’ atteso, finora vano, reintegro dei fondi, mi informava che aveva ricevuto una lettera datata 21 luglio, con la quale una Superiore Direzione dava disposizione al destinatario di provvedere alla restituzione del maltolto, e quindi di pazientare ancora qualche giorno, perché la cosa era molto, ma molto ben avviata. Non posso essere più preciso circa gli indirizzi in questione perché il Direttore si è rifiutato, giustamente, di darmene copia secondo la mia maleducata e impertinente richiesta. Ritornato il 4 settembre, il Direttore ha potuto solo, sconsolato, allargare le braccia. Chiedo: si può conoscere, vedere in faccia, parlare con quei funzionari, che hanno nome cognome e sede di lavoro, per dire loro tutta la disistima e il disprezzo, che una cittadina 90enne costretta all’umiliazione di ricorrere all’aiuto dei parenti per sopravvivere, nutre nei loro confronti? Forse aspettano che muoia, data l’età? A queste persone che non si sono degnate nemmeno di una lettera di false scuse, che avrebbero potuto far scrivere da uno dei loro numerosi scagnozzi, a questa gente, c’è qualcuno che chiede conto del loro operato? Si parla male della burocrazia, ma la burocrazia è qualcosa di impersonale, fatta però di persone, alcune delle quali sicuramente degne dell’ emolumento e delle prebende di cui godono; la massa è una corporazione pronta a strillare solo per il misero taglio del 10% che è stato loro operato, ma che se ne sbattono di esaurire il loro dovere. Andate personalmente nelle case di chi è stato derubato, se ne siete capaci, con il capo cosparso di cenere a chiedere scusa non tanto per il furto operato da una povera sciocca che avrà perso il ben dell’intelletto, ma per l’insulsa, ingiustificabile, colpevole, disprezzabile ignavia che vi contraddistingue. Qualora, entro 7 giorni non avessi un cenno di riscontro, provvederò a divulgare a mezzo stampa questa situazione”.

La stessa lettera, a quanto scrive Antonini, “è stata inviata, il 6 settembre, a: urp@svluppoeconomico.gov.it. Vengo inoltre a sapere, incredibile, che solo ad uno dei derubati è stato restituito il maltolto. E agli altri?

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