Non si placa la “tempesta Porta Nuova”, dove la contrarietà dei cittadini si ‘arricchisce’ di un nuovo capitolo: il Comitato chiede infatti di tornare alla delibera del 2024, più economica e meno impattante.
Il riferimento è a un documento del 20 giugno 2024 relativo agli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche nell’area di Porta Nuova. “Dalle informazioni recentemente acquisite da fonti qualificate e della documentazione ufficiale disponibile – spiega il comitato – emerge infatti una impostazione progettuale profondamente diversa da quella che oggi sembrerebbe essere in fase di elaborazione. La delibera approvata dalla precedente amministrazione prevedeva la realizzazione di due ascensori da 12 persone ciascuno, collocati nell’attuale punto di sbarco della scala fissa, individuando come obiettivo prioritario la mitigazione dell’impatto paesaggistico dell’intervento. Il progetto si inseriva inoltre in una visione complessiva nella quale ascensori e scala mobile erano considerati elementi complementari di un unico sistema di accesso alla città”.
Oggi, invece, secondo le informazioni raccolte dal Comitato (ma note già da giorni, a confermarle anche l’assessore Francesca Corazzi), il progetto in fase di definizione potrebbe prevedere due ascensori da 30 persone ciascuno e l’esclusione del rifacimento della scala mobile dal primo stralcio dell’intervento. “Si tratta – dice il Comitato – di un cambiamento sostanziale che merita una spiegazione pubblica. Perché si è passati da ascensori da 12 posti a strutture da 30 persone? Quali studi o valutazioni, contenuti in atti ufficiali di giunta di consiglio comunale, di interlocuzione con enti e con la società gestrice del parcheggio di Porta Nuova, hanno portato a triplicare la capacità prevista nel progetto originario? Quali sono i flussi di persone che si intendono movimentare e quale modello di accesso alla città si sta immaginando per il futuro di Porta Nuova? Altrettanto importante è comprendere perché la scala mobile, che nella delibera del 2024 rappresentava un elemento centrale del sistema, sia stata esclusa dal primo stralcio progettuale”.
Il Comitato ribadisce di “essere favorevole all’abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’accessibilità del centro storico per le persone con disabilità, ma chiede comunque che il progetto venga discusso pubblicamente, illustrato nei dettagli e confrontato con quanto previsto dalla delibera del 2024, affinché le scelte finali siano compiute nella massima trasparenza e nell’interesse generale della città”.