Porno ricatto falso, consigliere solinas denuncia truffa

Porno ricatto (falso) via skype, consigliere Solinas denuncia gang criminale

Carlo Ceraso

Porno ricatto (falso) via skype, consigliere Solinas denuncia gang criminale

La videotelefonata per ‘catturare’ il volto, poi il videomontaggio porno e la richiesta di 2500 euro | I precedenti
Sab, 12/09/2015 - 21:06

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La richiesta di amicizia su Facebook, una telefonata via Skype per ‘catturare’ il volto della vittima da inserire in un video porno e il ricatto è servito: è l’incubo che ha vissuto il noto primario di Perugia e consigliere regionale del Partito democratico Attilio Solinas che non solo non ha ceduto al ricatto denunciando la gang criminale operante in Costa d’Avorio, ma ha svelato la propria disavventura al quotidiano Repubblica affinché possano essere informate quante più persone possibili, specie gli internauti che usano i social network. Per 72 ore Solinas è stato sotto la minaccia di vedersi pubblicare sui profili dei suoi amici il video e le foto taroccate: dei falsi certo, capaci però di distruggere la reputazione di una persona.

Le modalità della truffa non sono nuove, anzi, sono sempre le stesse, basate su due livelli: quello in cui la vittima, presa confidenza con la nuova “amica”, si spoglia senza sapere che la chat è videoregistrata; e quello in cui una semplice videotelefonata – se la ricattatrice intuisce che l’interlocutore non è tipo da lasciarsi andare – basta a immortalarne il volto da ‘montare’ poi su foto e video porno. “Mesi fa – racconta il dottor Solinas a Tuttoggi.info – ho accettato la richiesta di amicizia di una donna molto bella che non conoscevo, e così abbiamo cominciato a chattare, specie di consigli medici visto che le avevo detto la mia professioni. Un giorno mi ha cercato su skype e abbiamo video chattato per meno di due minuti. Poi non l‘ho più sentita. Fino ad una domenica di agosto scorso quando è arrivato il ricatto:  “Paga 2.500 euro subito o i tuoi amici di Fb vedranno questo”, allegato c’era una foto e un link privato a Youtube perché lo vedessi solo io. Mi hanno dato 12 ore per pagare tramite un Money transfer; a quel punto ho chiamato la Polizia postale e scritto a Youtube di bloccare il video. Proprio perché non avevo nulla da temere non ho pagato e li ho denunciati. Il problema è stato che nel giro di poche ore avevano aperto un profilo fake col mio nome, una foto taroccata, immagini di bimbi e finti titoli di giornale con riportato ‘scandalo al consiglio regionale’, ‘pedofilo italiano’”.

Solinas critica anche Facebook per il ritardo ‘inaccettabile’ con cui è stato rimosso il falso profilo. “E non è finita. Ne hanno creato ancora un altro, anche questo rimosso. Solo a quel punto hanno smesso il ricatto, anche se per 2 giorni sono stato tempestato di mail con la minaccia di farmi passare per pedofilo”.

Il medico perugino lo scorso 23 agosto aveva denunciato direttamente sul proprio profilo Fb quanto gli stava capitando: “A tutti gli amici di FB e a tutte le persone che mi conoscono: segnalo che sta girando un mio profilo falso con un videomontaggio altrettanto falso, che ha l’evidente intenzione di denigrarmi. Ho provveduto a denunciare il fatto alla Polizia Postale e domattina procederò anche a contattare l’autorità giudiziaria”.

Di possibilità di incastrare la gang ivoriana ce ne sono davvero poche, visto che la Costa d’Avorio non ha fin qui dato seguito alle richieste della Poliza postale italiana. Il problema è comunque noto visto che alla sola Postale di Perugia arrivano in media 2 denunce al giorno. Lo scorso 13 agosto, come riportato da Il Mattino di Padova, era finito nella trappola un architetto di Santa Maria d’Adige.

 © Riproduzione riservata

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