(Ca. Cer.) – Bps, ora si gioca con le parole. Certo, quando si parla di economia e finanza, specie di una società quotata in borsa, qual è la Banca Popolare di Spoleto, le parole hanno il loro peso. Ma quello a cui assistono da 24 ore a questa parte le redazioni, ha pochi precedenti. Perché ad ingarbugliare l’affaire, dopo le dichiarazioni di ieri del Presidente Giovannino Antonini, ci ha pensato la Spoleto Credito e Servizi con una nota all’Ansa che è stata salutata ironicamente dai più. Ma andiamo con calma.
Ad aprire il valzer delle dichiarazioni aveva cominciato ieri il presidente dell’istituto di credito che nel pomeriggio aveva dichiarato a più testate (TO® inclusa) di valutare anche l’ipotesi di dimissioni (richieste da Bankitalia) “purché venga garantita l’autonomia della Bps”. Salvo, due ore dopo, attraverso una nota stampa, correggere il tiro dicendosi pronto a fare un passo indietro “solo se sarà previsto dal nuovo Piano Industriale”. Come dire che non sarebbe affatto intenzionato a lasciare la guida, visto che è lui che sta predisponendo il Piano industriale con l’aiuto di 3 consulenti. A meno che, come sospettano alcuni osservatori, dietro al richiamo alla autonomia non si nasconda la volontà di assurgere alla guida della Scs, scalzando così il suo attuale presidente, Fausto Protasi.
A ritmo di tango invece la giornata odierna, che ha visto protagonista la Scs. Un paio di autorevoli quotidiani nazionali avevano nell’edizione odierna anticipato la notizia della convocazione da parte di Bankitalia del Cda della holding che controlla la Bps. A metà mattina il lancio dell’Ansa: “I nostri vertici non sono stati convocati a Perugia o in qualsiasi altra sede della Banca d’Italia” si legge nella secca nota della presidenza. Potere della lingua italiana: il comunicato non dice “non sono andati” ma “non sono stati convocati”. Una finezza stilistica per cercare di aggirare l’ostacolo. Perché oggi l’incontro c’è stato, alle 11 per la precisione, e guarda caso proprio a Perugia, nell’ufficio del direttore provinciale Pasca. Non è stata Bankitalia a volere l’incontro (d’altra parte non potrebbe visto che non ha poteri su C&S) ma la stessa Credito e Servizi. Il dottor Pasca non avrebbe fatto altro che confermare la linea dettata dal proprio Istituto prima nella nota di fine gennaio scorso con la quale ha chiesto le dimissioni di Antonini e del vice Bellingacci e rinnovata, lunedì scorso, durante l’incontro-convocazione del cda Bps a Perugia.
Protasi, Solfaroli e gli altri 3 consiglieri che formavano la delegazione (Bellingacci e Antonini erano assenti in quanto ancora impegnati a Roma presso lo studio dei consulenti legali) a questo punto hanno deciso di annullare il Cda straordinario che era stato indetto propripo per questo pomeriggio. Forse per evitare – è l’ipotesi più accreditata visto il ‘muro contro muro’ avviato con Bankitalia – l’unica soluzione plausibile che dovrebbe forse fare una società ‘controllante: il ritiro delle deleghe dei 9 consiglieri rimasti nel Cda della Banca (dal quale si sono sfilati quelli in quota Mps e Coop Centro Italia). E’ evidente che così facendo la Cooperativa intende aspettare lunedì, quando Antonini potrebbe fare l’ormai famoso ‘passo indietro’. Oggi però è stata la giornata della politica, o meglio di uno dei rappresentanti delle istituzioni locali (l’unico ad essersi fin qui espresso), il sindaco Daniele Benedetti. Nell’intervista al Corsera, in edicola oggi, il primo cittadino ha confermato di “seguire con attenzione l’evolversi della vicenda” ed ha auspicato che venga fatto tutto il possibile affinchè si possa evitare “un eventuale commissariamento da parte di Bankitalia”.
Il Sindaco Benedetti, come aveva anticipato Tuttoggi.info, oggi ha preso una posizione ufficiale redigendo un comunicato letto dapprima alla conferenza dei capigruppo e intorno alle 16 davanti al Consiglio comunale. Un documento che, almeno nella parte iniziale, non lascia intravedere “novità” sulle posizioni della politica, perchè tratta l'ennesimo bilancio storico sulla nascita, sviluppo e finalità della banca. E persino un elogio alla gestione di Antonini negli ultimi anni. Non certo per l'ultimo periodo. E' a questo punto che il comunicato si fa duro: sia Benedetti, sia la governatrice Marini, pur avendo già dalla settimana scorsa “contatti costanti con tutti gli attori della vicenda, non sono ancora riusciti ad avere informazioni compiute dagli organismi coinvolti”. Tutto quello che sanno lo hanno “appreso dalla stampa”. Come dire “siamo ancora in attesa di documenti ufficiali”, riferendosi presumibilmente alla relazione della Banca d'Italia. Per il resto, le naturali raccomandazioni ai protagonisti della vicenda per la salvaguardia dei posti di lavoro, dell'economia locale e degli interessi dei soci riponendo “piena fiducia nell'operato di Bankitalia”. Ecco il testo del comunicato: “La Banca Popolare di Spoleto ha 116 anni di vita. Venne fondata nel 1895 da professionisti, imprenditori, economisti e cittadini di diversi ceti sociali con lo scopo di raccogliere il capitale dei cittadini a vantaggio della collettività e del territorio. La BPS che oggi conta 104 filiali, di cui 72 in Umbria, 31 nelle regioni del centro Italia ed 1 in Lombardia, non è mai venuta meno alla sua mission. Dopo le trasformazioni che hanno interessato gli istituti bancari umbri, non vi è dubbio che la Banca Popolare di Spoleto rappresenti attualmente l’unica vera banca territoriale dell’Umbria che vede Spoleto come polo di primaria importanza del credito regionale. Tutto ciò senza trascurare l’importanza che l’istituto riveste sul fronte dell’occupazione con i suoi 750 dipendenti al 31 dicembre 2010. Sono queste le ragioni oggettive per cui l’Amministrazione Comunale ritiene che la BPS sia una risorsa per tutta la regione e avverte tutta la responsabilità del momento seguendo con molta attenzione l’evolversi della situazione insieme alle massime istituzioni umbre. Da lunedì della scorsa settimana, quando ho incontrato per la prima volta la Presidente Catiuscia Marini, i contatti sono stati pressoché quotidiani sia con lei che con i diversi attori di questa vicenda, ma ad oggi devo rilevare che noi, quanto le istituzioni regionali, ci stiamo muovendo sulla base delle notizie apparse sulla stampa per cui diventa sempre più urgente poter acquisire informazioni compiute dagli organismi direttamente coinvolti. A nostro avviso la situazione è molto preoccupante anche per le tante voci che si rincorrono, spesso alimentate da parti contrapposte. In questa delicata fase occorre invece essere uniti e attendere con fiducia l’esito dell’operato di Banca Italia quale garante del sistema creditizio italiano, l’unico soggetto deputato a vigilare sull’attività degli istituti bancari, chiamato a tutelare gli interessi degli azionisti, dei risparmiatori e delle economie locali nel loro rapporto con il credito. Ciò che da parte nostra chiediamo con decisione, è che la soluzione da individuare deve tener conto di esigenze precise: difendere i posti di lavoro e i tanti risparmiatori che ripongono fiducia nell’istituto, tutelare gli azionisti, riconoscere, ribadire e mantenere il forte legame tra BPS e territorio umbro, non sottovalutare la funzione che la BPS esercita per lo sviluppo accanto a tante imprese, soprattutto di medie e piccole dimensioni, moltissime a carattere familiare, la chiarezza, il rigore e la trasparenza per trovare in fretta il modo di uscire dall’impasse e dal muro contro muro. Per queste ragioni non possiamo che essere accanto, in maniera convinta, alle organizzazioni sindacali di settore e al mondo economico-produttivo che hanno già espresso tutta la loro preoccupazione. Continueremo quindi ad attuare con scrupolo la nostra funzione istituzionale, monitorando con la massima attenzione l’evolversi della situazione insieme a tutti gli attori in campo dalla Regione Umbria alle forze sindacali ed economico – produttive, stando molto vicino ai dipendenti della BPS, agli azionisti e ai bisogni delle nostre imprese.”
Il comunicato del primo cittadino non è rimasto l'unico atto ufficiale della giornata. Alle 18.30 è stata battuta la nota dei Capigruppo consiliari che non solo condividono le preoccupazioni espresse da Benedetti ma lo impegnano anche a “monitorare l’evolversi della situazione e riferire sistematicamente alla conferenza dei capigruppo”. Un vero e proprio mandato per non rimanere informati solo dai media. La nota è a bipartisan, firmata da Marco Trippetti (Pd), Enzo Alleori (Psi), Marco De Angelis (Spoleto città unita), Carlo Petrini (Pdl), Fabrizio Cardarelli (Rinnovamento), Sergio Grifoni (Prima Spoleto), Carmelo Parente (Spoleto a 5 stelle), Angelo Loretoni (R.L.), Gian marco Profili (Gruppo misto).
(ha collaborato Sara Cipriani)
(Aggiornato alle 19.20 del 10 feb. 2011)
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