di Carlo Ceraso
Almeno sulla carta sembra esser tornati alla normalità. Il Cda odierno della Banca Popolare di Spoleto, cominciato alle 15.30, stavolta è durato ‘appena’ 4 ore. Anche se i 9 consiglieri presenti restano talmente abbottonati tanto che solo in questi minuti cominciano a trapelare le prime indiscrezioni.
Una fonte di Tuttoggi.info giudica ‘disteso’ il clima in cui si è svolta la riunione tenuta dal neopresidente Nazzareno D’Atanasio. Anche se poco ‘proficua’. La tanto atteso decisione sulle sorti del d.g. Alfredo Pallini (“temporaneamente sospeso” dal precedente Cda) non è stata presa in attesa che sul ‘caso’ decidano, come previsto anche dai patti parasociali, i principali due soci dell’istituto di credito: il Monte dei Paschi di Siena (che aveva già chiesto con forza il reintegro dell’alto funzionario) e la Spoleto Credito e Servizi, controllante della Bps su cui però ‘pesa’ in questi giorni l’affondo di Giovannino Antonini che vorrebbe sfiduciare il presidente Fausto Protasi per prenderne il posto.
Dunque un nulla di fatto con i giochi rinviati a lunedì prossimo quando tornerà a riunirsi il Cda e i revisori dei conti della Scs.
Intanto da stamani nelle filiali della Popolare è stata affissa una nota della Fabi, la sigla sindacale autonoma che vanta numerosi iscritti in Bps. Un documento a firma del segretario Piero Antonetti con il quale si chiede il cambio della direzione generale con altri dirigenti. Una nota che ha fatto saltare sulla poltrona le organizzazioni sindacali confederali (Cisl in testa) e che ha diviso in due i dipendenti, fra sostenitori della linea di ferro di Antonini e contrari all’ex presidente. Antonetti sembrava essere fra i firmatari del Comitato spontaneo proAntonini sorto nei giorni scorsi, notizia smentita nel pomeriggio odierno (sabato) dallo stesso segretario Fabi: “nè io nè altri dirigenti della sigla sindacale a cui appartengo hanno aderito al Comitato, non appartiene al nostro ruolo. Mi piace inoltre sottolineare che non abbiamo nulla contro Bankitalia, ci siamo posti e abbiamo posto solo degli interrogativi. E' però evidente che di fronte ad un così radicale cambio della governance debba seguire una modifica altrettanto sostanziale del management”.
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(aggiornato alle 19.45 del 26 febbraio 2011)
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