"Più attenzione al calendario agricolo, non solo a quelli venatorio e ittico"

“Più attenzione al calendario agricolo, non solo a quelli venatorio e ittico”

Redazione

“Più attenzione al calendario agricolo, non solo a quelli venatorio e ittico”

Mar, 05/07/2022 - 11:12

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Meloni (Pd) sulla proposta di Puletti (Lega): interessante, ma tardiva | E lamenta l'eccessiva attenzione su caccia e pesca

“Più attenzione al calendario agricolo, non solo a quelli venatorio e ittico”. Lo dice la capogruppo del Pd in Regione, Simona Meloni, commentando l’interrogazione di Manuela Puletti (Lega) che chiede alla Giunta Tesei di ampliare i terreni coltivabili per fare fronte alla carenza di grano e cereali. Una posizione giudicata “ragionale e interessante” da Meloni, che ricorda come avesse già avanzato una simile proposta lo scorso marzo.

“Se dai banchi della Lega si ponesse maggiore attenzione alla consultazione del calendario agrario invece di sfogliare sempre e solo quello venatorio e ittico, si scoprirebbe che in luglio è ben difficile iniziare la semina, trattandosi di un momento piuttosto dedicato alla mietitura” commenta Meloni.

“Probabilmente anche attivandosi immediatamente in marzo – rileva l’esponente Pd – non saremmo riusciti a mettere in campo tutte le misure necessarie. Ma fortunatamente dalla Giunta Tesei non è arrivato il minimo riscontro alla mia proposta e quindi resteremo con il dubbio. Quello che appare invece certo
è che la proposta della Lega risulta tardiva per l’annata agraria in corso, visto che ci troviamo appunto in fase di raccolta piuttosto che di semina. Ed appare prematura rispetto alla prossima annata agraria, visto che si produrrebbero effetti tra circa un anno, quando, auspicabilmente, la situazione bellica ed energetica avrà assunto altre e meno nefaste connotazioni”.

“La maggioranza di centrodestra avrebbe avuto tutte le possibilità, in tempi e modi congrui con le stagioni, di intervenire sulle problematiche dell’approvvigionamento di mangimi e di cereali per uso umano. Oppure agire per razionalizzare l’utilizzo idrico, riducendo le perdite ed ottimizzando
le dighe esistenti, come peraltro richiesto anche da autorevoli esponenti consiliari. Invece – conclude Meloni – ci troviamo a luglio a fissare il cielo sperando che piova ed a scrutare i campi abbandonati fantasticando di piantarci uno speciale grano estivo”.

 “Il Partito Democratico getta la maschera e si
rivela nelle sue posizioni contro la caccia e il mondo venatorio”. A
intervenire sono i consiglieri regionali della Lega Valerio Mancini
(responsabile dipartimento regionale caccia) e Manuela Puletti “a seguito
delle dichiarazioni del capogruppo PD all’Assemblea legislativa, Simona
Meloni, secondo la quale la Lega farebbe meglio a occuparsi del calendario
agrario anziché di quello venatorio”.

“Il Pd svela le sue posizioni contro la caccia” la replica della stessa Puletti e del collega della Lega Mancini. “Si tratta – spiegano Puletti e Mancini a proposito delle parole di Meloni – di dichiarazioni fuori luogo
e irrispettose verso un intero comparto che oltre a coinvolgere decine di migliaia di appassionati, offre un contributo rilevante in termini di economia e indotto, mantenimento degli equilibri faunistici e cura degli
spazi boschivi, oltre a rappresentare una pratica che affonda le sue radici nelle tradizioni e nella cultura della nostra regione e del nostro Paese. E’ bene che i cacciatori e le associazioni del settore sappiano quale bassa considerazione abbia il Partito Democratico dell’attività venatoria e dell’importanza che riveste in Umbria. Non ci stupiamo, a questo punto, che in sede di Consiglio Regionale e nell’ambito della Commissione competente, le uniche proposte presentate sulla caccia siano state quelle della Lega,
mentre nulla in termini di atti o di iniziative è mai stato prodotto in due anni e mezzo dal Partito Democratico, a evidente dimostrazione di un totale disinteresse verso il mondo venatorio palesato oggi dalle parole del capogruppo Meloni”. 

“Nella consapevolezza che molti agricoltori sono anche cacciatori – proseguono i due esponenti della Lega – realtà che evidentemente sfugge alla consigliera Meloni, senza l’attività venatoria gli ingenti danni causati alle coltivazioni dalla fauna selvatica in soprannumero sarebbero ancora superiori. Più volte, inoltre, gli agricoltori hanno chiesto – concludono i consiglieri di maggioranza – misure più forti di contenimento delle specie dannose, ma spesso sono stati ostacolati da burocrazia, regolamenti e dalla cultura ambientalista a cui spesso la sinistra ha strizzato l’occhio. Di leggi strampalate in materia di armi e politiche venatorie ne abbiamo viste abbastanza in questi anni e venivano tutte dalla sinistra. Finalmente si gioca a carte scoperte, il mondo venatorio ora sa chi è dalla sua parte e chi no”.

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