Peste suina: il rischio dei 70mila cinghiali e quei mille veterinari persi in 10 anni

Peste suina: il rischio dei 70mila cinghiali e quei mille veterinari persi in 10 anni

Redazione

Peste suina: il rischio dei 70mila cinghiali e quei mille veterinari persi in 10 anni

Ven, 21/01/2022 - 08:05

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Peste suina: il rischio dei 70mila cinghiali e quei mille veterinari persi in 10 anni. Sono i nodi che il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Thomas De Luca, chiede di sciogliere, per far fronte al rischio del diffondersi della peste suina africana, dopo i casi trovati in cinghiali in Piemonte e in Liguria.

“E’ necessario garantire la sorveglianza, ma non possiamo distruggere l’economia – ha detto De Luca – gli effetti dei cambiamenti climatici sono ormai evidenti, quello che dobbiamo fare è adattarci. Servono risorse per aiutare gli allevatori e per garantire la sicurezza degli allevamenti a stato brado. Un sostegno economico per gli allevatori che predispongono le doppie recinzioni, reti metalliche, muri di cinta, barriere di altra natura e cancelli che assicurino il confinamento degli animali dell’allevamento ed impediscano l’accesso di altri suini. L’alternativa in caso di propagazione della malattia sarebbe l’abbattimento dei capi con tutte le conseguenze del caso anche dal punto di vista economico”.

I 70mila cinghiali e i veterinari “spariti”

“Serve una governance – è l’invito di De Luca – che prenda atto della situazione. La presenza di 70.000 cinghiali sul territorio regionale non è un problema banale. L’atteggiamento repressivo con il divieto di fare attività all’aperto, dal trekking alla raccolta di funghi e tartufi, oltre ad avere ricadute dal punto di vista economico e turistico rischia di non essere sufficiente senza una adeguata informazione. Chiederemo alla giunta regionale un impegno a sostenere la medicina territoriale. I servizi veterinari vanno potenziati: dal 2009 al 2019 abbiamo perso mille veterinari. Il personale sanitario nello stesso periodo ha perso 40 mila unità. Serve dotazione del personale e organizzazione capillare, altro che cinque distretti. La sorveglianza non si fa senza truppe”.

La mozione

De Luca ha anche annunciato una mozione affinché la Giunta regionale metta a disposizione le risorse necessarie per finanziare interventi delle imprese zootecniche per la messa in sicurezza degli allevamenti a partire da quelli allo stato brado. E ancora, installazione di doppie recinzioni e di elettrificazioni esterne. Tutto quanto possa assicurare il confinamento degli animali dell’allevamento ed impedire l’accesso di altri suini selvatici.

De Luca chiede anche di intervenire sulla semplificazione straordinaria delle procedure autorizzative, valutando ogni azione di competenza regionale, sia sotto il profilo normativo che sotto il profilo di dotazione organica, superando i vincoli ambientali e paesaggistici che spesso rendono complessa la realizzazione di recinzioni in grado di separare i capi di bestiame dalla fauna selvatica negli allevamenti estensivi allo stato brado. Di fronte all’impatto potenzialmente devastante sull’economia umbra, partendo dalla zootecnia, dalla filiera suinicola e dall’indotto interessato, alla tartuficoltura per arrivare fino al turismo, troviamo del tutto fuori luogo e irresponsabile il teatrino messo in piedi dalla maggioranza in merito alle misure di contenimento della specie cinghiale.

Il nodo personale

“L’assessore Morroni – afferma il consigliere pentastellato – ha il dovere di mettere subito in campo tutte le azioni possibili per prevenire l’emergenza e non dopo che la nostra regione sarà messa in ginocchio, piangendo sul latte versato. Stesso intervento ci aspettiamo dall’assessore Coletto di fronte alle gravi carenze di personale, a partire dai medici veterinari, nell’area della prevenzione delle aziende sanitarie.

Il confronto sulla peste suina

Posizioni avanzate anche nel confronto social sulla peste suina africana e l’impatto potenzialmente devastante che la diffusione di questa malattia anche in Umbria potrebbe arrecare ad economia, allevamento, raccolta dei tartufi e turismo in caso di blocco delle attività outdoor tra cui trekking e mountain bike. Attività vietate con ordinanza interministeriale nelle zone infette di Piemonte e Liguria.

Ospiti dell’incontro online il capogruppo del M5S nel consiglio regionale del Piemonte, Sean Sacco, il capogruppo nell’assemblea legislativa della Liguria, Fabio Tosi. Due regioni colpite in cui sono già attive le misure di contenimento per contenere i focolai e dare ristori agli allevatori.

In collegamento anche Giovanni Lo Vaglio, dirigente Veterinario Usl Umbria 1 e coordinatore intersindacale medica dell’Umbria. Filippo Gallinella presidente della commissione agricoltura della Camera dei Deputati, Sauro Presenzini del WWF Umbria e Giuseppe Fausti, allevatore.

Gallinella: serve un commissario straordinario nazionale

Filippo Gallinella, presidente della Commissione agricoltura alla Camera, ha annunciato la richiesta di un commissario straordinario nazionale con risorse speciali che possa coordinare un’azione centralizzata. “Le task force regionali sono già impegnate a gestire l’emergenza pandemica e non ce la farebbero – ha detto il presidente della Commissione agricoltura alla Camera – bisogna tutelare l’IGP, pensiamo quale danno sarebbe non poter più esportare fuori regione i nostri salumi”.

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