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Perugia si ricandida, ora Parco delle Mura / Con Ezio Auditore alla conquista di un “titulo”

Alessia Chiriatti

Perugia si ricandida, ora Parco delle Mura / Con Ezio Auditore alla conquista di un “titulo”

La proposta delle associazioni cittadine raccolte da Bori e Nucciarelli / Perugia come Alcatraz?
Sab, 06/12/2014 - 13:41

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Perugia si ricandida, ora Parco delle Mura / Con Ezio Auditore alla conquista di un “titulo”

Sembra che in Umbria ci sia una forma di affezione, o di fissazione, alle mura che circondano le sue città. Sebbene la loro bellezza e il loro valore architettonico siano indubbi, dopo l'”interrogazione illuminata” sulla Rocca Albornoziana di Spoleto, arriva nel capoluogo umbro un’altra idea che stuzzicherà la fantasia di muratori e murati, di nostalgici e avanguardisti. La novità sale da Porta Sole, si affaccia nelle stanze di Palazzo dei Priori, e arriva, missiva alla mano dei consigliere Bori (Pd) e Nucciarelli (Perugia Rinasce) sul tavolo della giunta comunale. Avanti tutta allora con la proposta di rendere Perugia città capofila per la “Valorizzazione delle città murate d’Europa e del Mediterraneo”. Fortuna che questa volta in gara contro di noi non ci sia la Cina, altrimenti, dopo le ginocchia sbucciate che ci siam fatti venire nel provare a espugnare Matera e Varna, Pechino avrebbe mietuto molte più vittime. Immaginiamo allora di rituffarci nell’atmosfera di una Perugia rinascimentale: non ci troviamo però nella corte dei Baglioni o tra i condottieri di Papa Paolo III, che volle la costruzione della Rocca Paolina, a difendere le vie del sale nella buia Perusia. Vestiamo piuttosto i panni di Ezio Auditore, protagonista del famoso videogioco dal nome “Assassin Creed”. Immaginiamo allora di stare sulle torri e le mura di Perugia, meravigliose tanto quanto quelle di San Gimignano, per arrampicarci e scorgervi terre lontane, o spiare nelle finestre dei vicini, tra passioni e trame di palazzo. Lo stesso Ezio nella sua storia fu testimone della caduta dei Borgia: così come parallelamente, seppur con qualche secolo di differenza, Perugia ha visto capitolare “dinastie” consolidate nel tempo. Ciò che rimane sono proprio le mura, che bellamente ora si cerca di difendere.

La proposta parte da lontano, tanto che se ne ha notizia già nel maggio 2007, quando l’11 di quel mese fu stato siglato a Cagliari il primo atto ufficiale del Network delle Città Murate del Mediterraneo, una dichiarazione d’intenti sottoscritta dai rappresentanti delle 14 città storiche che la costituiscono sulla base del’identificazione di caratteristiche comuni: quelle di essere città portuali e di possedere fortificazioni, cittadelle e mura. Savona, la cui firma è stata apposta dal Vicesindaco Paolo Caviglia, entra così in qualità di Città Fondatrice di questa strategica rete internazionale, ideata dal Comune di Cagliari, che comprende città portuali storiche di grande rilevanza quali le spagnole Cartagena, Melilla, Alicante, Sidone (Libano), Victoria (Malta), Paphos (Cipro), Kotor (Montenegro), Bizerte (Tunisia), Siracusa, Crotone, Castelsardo, Alghero. Dal Mediterraneo si passa al resto d’Europa, così che anche altre città possano schierarsi, dardi alla mano, e far parte del progetto.

La proposta di Bori – “Portare avanti la proposta delle associazioni cittadine Radici di Pietra, Società di Mutuo Soccorso di Perugia, Piazza Grimana e Dintorni, Vivi il Borgo e Circolo Ponte d’Oddi e altri soggetti privati sulla necessità di dare corso al progetto del Parco delle Mura urbiche, a partire da quelle etrusche che sono oggetto della candidatura “UNESCO” di Perugia quale città capofila della Dodecapoli etrusca e dal Programma Europeo “Valorizzazione delle città murate d’Europa e del Mediterraneo” di cui sopra”. Così si legge nella proposta del consigliere comunale del Pd, che accoglie l’invito delle associazioni cittadine nel provare strenuamente, barricati, valorosi e carichi di Varnelli (clicca qui), a conquistare un “titulo” dopo le disfatte dell’Impero (romano) d’Oriente.

Nucciarelli prende al volo la situazione e sposa il progetto, scrivendo: “un progetto volto a creare una rete virtuosa di relazioni e scambi culturali, sociali ed economici tra le città dotate di mura urbiche e in particolare gli insediamenti sorti a seguito dell’espansione dell’Impero Romano o ispirati agli schemi urbanistici della cultura greco-romana. L’opportunità offerta alla città di Perugia di poter valorizzare la propria condizione di città murata, partendo dalla situazione privilegiata di vantare la rara antichità del tracciato murario etrusco e l’estensione di quello medievale, il ruolo primario che l’ha vista al fianco di Roma nella costruzione della matrice identitaria della nostra cultura occidentale, è avvalorata da precedenti impegni istituzionali: il protocollo d’intesa sottoscritto in data 21 ottobre 2010 tra l’associazione Radici di Pietra e il Comune di Perugia; la candidatura Unesco di Perugia, insieme alle altre città della Dodecapoli etrusca, a Patrimonio dell’Umanità; la proposta d’istituzione del Parco delle Mura del capoluogo umbro, già avviata con il progetto relativo alla riqualificazione dell’area di Via della Canapina, recentemente riproposta dall’Ordine del Giorno a firma dei consiglieri Bori e Nucciarelli“.

L’idea porterebbe zone come il parco della Canapina o il Parco Sant’Angelo ad essere in qualche modo protette e collegate da percorsi che arricchirebbero l’offerta turistica, grazie ad esempio alla “camminata del Verzaro, che partendo da via Appia – con a sinistra il muro etrusco e a destra il panorama su porta Sant’Angelo – arriva a San Francesco al Prato o a un giardino custodito alle Prome, che, se ben disegnato, consentirebbe di organizzare spettacoli e mostre all’aperto”. Un’idea che racconta la riqualifica generale di un città che nasconde angoli un pò troppo dimenticati per edificazioni periferiche. Come in una grande transumanza, durante la quale si è abbandonato il vecchio per il nuovo, e ora si torna indietro. Meglio ancora se in pista c’è anche un “titulo” da capofila di respiro internazionale. Attenzione però a non barricarsi dentro a queste mura, in perfetto stile ostico e montanaro, decisamente poco partenopeo insomma, almeno per ospitalità: o ci toccherà fuggire…come da Alcatraz, o peggio ancora fare come Jena Plinsky, in “Fuga da New York”, in un carcere dove non ci sono guardie, e il parallelismo con la criminalità potrebbe essere fin troppo facile. In quel caso le regole sarebbero però semplici: una volta entrati, non si esce più.

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