Perugia

Perugia ricorda le vittime LGBTQIA+ del fascismo: sabato 25 aprile l’inaugurazione della targa commemorativa ai Giardini del Frontone

Il Comune di Perugia e Omphalos LGBTQIA+ hanno firmato un patto di collaborazione per apporre una lapide in memoria delle persone perseguitate dal regime fascista per l’orientamento sessuale e l’identità di genere. La cerimonia si terrà sabato 25 aprile alle ore 15 ai Giardini del Frontone, nell’ottantunesimo anniversario della Liberazione.

Sabato 25 aprile 2026, alle ore 15, ai Giardini del Frontone di Perugia, il Comune di Perugia e Omphalos inaugurano una targa commemorativa dedicata alle vittime LGBTQIA+ del fascismo. La cerimonia si inserisce nel programma ufficiale delle celebrazioni cittadine della Festa della Liberazione.

La targa ricorda in particolare Fernanda Bellachioma (1889–1972), intellettuale e attivista protofemminista perugina: nel 1928 fu la prima persona in Italia a essere condannata al confino politico per omosessualità. Il 22 agosto di quell’anno il capo della polizia fascista Arturo Bocchini ne ordinò l’arresto e il confino in Calabria, con l’accusa di aver indotto la “deviazione morale” di una donna regolarmente sposata con la quale aveva iniziato una convivenza. La polizia politica del regime aprì un fascicolo intitolato “amori lesbici”: il comportamento della donna lesbica che conviveva con la compagna era considerato un atto idoneo a sovvertire l’ordine pubblico dello stato fascista al pari di un’oppositrice politica. Bellachioma fu costretta a lasciare per sempre Perugia. La sua storia era rimasta sepolta negli archivi. Questa targa la restituisce alla memoria della città.

La lapide porta il seguente testo: “A Fernanda Bellachioma, cittadina di Perugia che nel 1928 fu la prima persona in Italia a essere condannata al confino politico per omosessualità, e a tutte le altre vittime perseguitate dal regime fascista per l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Affinché la repressione e la persecuzione delle persone LGBTI+ non avvenga mai più né nel nostro paese né altrove.”

«La persecuzione delle vittime LGBTQIA+ del fascismo è stata a lungo ignorata e spesso ancora oggi marginalizzata — dichiara Roberto Mauri, Segretario di Omphalos LGBTQIA+. Con questa targa Perugia restituisce alla storia collettiva un capitolo che merita lo stesso riconoscimento di tutte le altre persecuzioni del regime. È un atto di giustizia storica e civile, che guarda insieme al passato e al presente.»

L’iniziativa si inserisce in un percorso già tracciato da diverse città italiane — tra cui Bologna, Bari, Caserta, Pistoia, Trieste, le Isole Tremiti e Catania — che negli ultimi anni hanno installato lapidi e targhe in memoria delle vittime omosessuali del nazifascismo. Perugia aggiunge a questa memoria nazionale un nome e una storia radicati nella propria identità cittadina.