Perugia: respinta mozione UDC per abolizione coppie di fatto - Tuttoggi

Perugia: respinta mozione UDC per abolizione coppie di fatto

Redazione

Perugia: respinta mozione UDC per abolizione coppie di fatto

Mar, 07/02/2012 - 21:03

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Dibattito intenso questa mattina, in III Commissione Consiliare Permanente (Cultura), in occasione della discussione sulla mozione dell'Udc su: “Abolizione registro coppie di fatto”. Il documento è stato respinto con 9 voti contrari (maggioranza) e 5 a favore (opposizione). Illustrando la mozione l'Udc ha ricordato che, con Deliberazione n. 43 del 10 marzo 2003 il Consiglio Comunale di Perugia istituiva il registro delle coppie di fatto, dando mandato alla Giunta Comunale di adottare tutti gli opportuni ed adeguati provvedimenti per la tenuta e la gestione di detto registro. Tale registro – a detta dei consiglieri Cozzari e Numerini – non ha alcun valore giuridico e pertanto non può, in sé, attribuire alcun diritto che non sia prima già regolamentato da una Legge esitata dal Parlamento. Dunque l'istituzione di detto registro ha valore meramente ideologico in quanto le coppie di fatto possono comunque regolare i propri diritti attraverso contratti aventi forma scritta. “Considerata l'esiguità delle iscrizioni avvenute in quasi un decennio, a riprova che anche la cittadinanza perugina ha ritenuto e ritiene lo strumento del registro privo di significato”, l'Udc nel dispositivo ha proposto di chiedere al Sindaco l'abolizione del registro delle coppie di fatto. Netta la contrapposizione tra i due schieramenti in sede di interventi. La maggioranza, compatta, ha respinto le richieste avanzate dall'Udc, confermando la valenza del registro quale simbolo di una vera e propria battaglia. Chifari, in apertura, ha ribadito che non può essere negato il diritto di consentire a delle persone di esercitare un proprio diritto. Il Comune di Perugia, per tale motivo, non deve prendere esempi da nessuno (si veda quanto accaduto a Gubbio, leggi l'articolo di Tuttoggi) e dunque è giusto che si continui lungo la strada intrapresa. Infine appare corretto attendere che il decreto legge all'esame di Governo e Parlamento faccia il proprio corso per poi valutarne le risultanze. Mearini, dal canto, ha evidenziato che non si può ragionare su quanti abbiano usufruito del registro, perchè comunque si sta parlando di un servizio pubblico che i cittadini hanno facoltà di utilizzare indipendentemente dal numero degli utenti. “La mozione Udc è di sterile consistenza e sulla stessa voterò contro”. Dai banchi dell'opposizione, Baldoni ha chiarito che l'iniziativa sull'istituzione del registro è comprensibile, ma è comunque fallita
politicamente sia per gli effetti legislativi e pratici nulli, sia per il ristretto numero degli iscritti. “Ha fatto bene Cozzari ad evidenziare un problema già prospettato 10 anni fa. Oggi, però, è un fatto che in Parlamento è in atto un iter legislativo sul tema e sarebbe sbagliato anticipare provvedimenti che magari verranno assunti in sedi più consone”. Per Capaldini “è terrificante che in Parlamento su questi temi così importanti non si riesca a produrre una legge e che nel 2012 non si sia ancora regolarizzata la materia. In altri paesi il riconoscimento di diritti è molto più avanzato, mentre in Italia siamo ciechi di fronte a ciò che accade nel resto del mondo”. Secondo la consigliera del Pd la valenza del registro è di stimolo politico affinchè si proceda a colmare una lacuna legislativa, ma è chiaro, purtroppo, che il suo valore giuridico è limitato, anche se ormai è un dato di fatto che vi siano nella società delle situazioni che devono essere necessariamente tutelate. Varasano, al contrario, ha detto di avere l'impressione che si stia andando oltre le esigenze dei cittadini, perchè i numeri dimostrano che tali persone non sentono l'effettiva esigenza di iscriversi al registro. “Non comprendo dunque i motivi di questa strenua difesa del Registro da parte dell'Amministrazione di Perugia e della sua maggioranza”. Di stampo opposto l'intervento di Pampanelli, secondo cui è grave quanto successo a Gubbio, perchè certe questioni andrebbero affrontate con serietà ed intelligenza e ponendosi di fronte alle stesse in maniera laica. “La politica deve avere cura dell'interesse generale, occupandosi di un'esigenza pubblica presente, ma senza alcun pregiudizio o preconcetto”. Per Pampanelli, il nodo di fondo della vicenda è rappresentato soprattutto dalle coppie gay e su questo aspetto la legge è del tutto carente. “E' vero che il registro è giuridicamente poco utile, ma sono orgoglioso di far parte di un Comune che ha introdotto tale strumento per palesare un'esigenza e dare una speranza a persone troppo spesso umiliate e dimenticate”. Mariuccini ha chiarito che le battaglie ideali servono per costruire diritti successivi, anche se non hanno un'immediata utilità. “Per questo sono favorevole adoperare perchè il registro continui a rappresentare uno stimolo nei confronti del legislatore, affinchè si provveda a cancellare l'incongruenza oggi esistente tra l'art. 3 ed il 29 della Costituzione”. Il Presidente Cardone, nel suo intervento, ha commentato che la mozione Udc ha addirittura l'effetto di rafforzare il significato del registro istituito nel 2003. “E' evidente che il concetto di famiglia è cambiato e la stessa, nelle sue diverse manifestazioni, va tutelata in ogni modo, indipendentemente dal numero limitato degli iscritti al registro”. Infine, secondo Neri, questo tema conferma che vi è una vivacità culturale all'interno delle Amministrazioni locali che fa da contraltare all'inerzia del Parlamento sul punto. “Sul registro non si può ragionare in termini quantitativi, perchè ciò finirebbe per cancellare quella che rappresenta una battaglia culturale, necessaria per garantire un'effettiva uguaglianza sociale, riconoscendo i diritti delle minoranze. Noi abbiamo il compito di farci portatori delle esigenze di tutte le manifestazioni sociali, indipendentemente dall'esiguità delle stesse”.


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