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Perugia e Ternana(e), ore importanti ma non decisive

Le ultime 24 ore sono state importanti per il futuro del calcio a Perugia e a Terni. Anche se, a conti fatti, non decisive, con le due piazze che si trovano ad affrontare problematiche molto diverse.

Ternana(e)

Dopo l’ufficializzazione dell’esclusione della Ternana dal calcio professionistico, nella Conca si cerca di capire su chi riversare cuore (e soldi) tra le squadre che si propongono per la ripartenza dai dilettanti.

Non sembrano avere dubbi i tifosi rossoverdi che venerdì sera si sono presentati al bar Umbria di viale Cesare Battisti per aderire alla campagna di tesseramento e raccolta fondi lanciata dall’associazione “La Ternana Siamo Noi”. L’obiettivo è quello di ripartire dall’Eccellenza, ma con un progetto di genuina passione territoriale, per evitare altri incubi. Al costo di 10 euro per la tessera associativa e formule di sottoscrizione che variano tra persone fisiche e imprese. Per i primi, si è socio ordinario con contributo annuale di 50 euro, socio junior (fino a 18 anni) a 30 euro e socio benemerito con quota da 1.000 euro. Per gli imprenditori ed i soggetti istituzioni le opzioni sono: Bronze (1.500 euro), Silver (2.000 euro) e Gold (3.000 euro), oltre alla possibilità di aderire come socio ordinario.

Dalla prima settimana di giugno sarà possibile effettuare il tesseramento presso la sede del Centro Coordinamento Ternana Clubs di via Gaeta 11, dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19.30, e presso il PalaSi in piazza della Repubblica dalle 17 alle 19.30. Oppure online sul portale laternanasiamonoi.it.

Il sindaco Stefano Bandecchi, da imprenditore come precisa, ha annunciato di aver già fissato l’appuntamento dal notaio per la prossima settimana per la fusione tra Orvietana e Ternana Futsal attraverso la quale far ripartire i rossoverdi, la Ternana Men, dalla Serie D e tornare in C dopo appena un anno (l’obiettivo prospettato), utilizzando il marchio della Ternana 1925 che intende acquistare dai curatori.

In un caso o nell’altro, c’è fretta di ripartire, dopo che la Ternana è stata “cancellata”. Ma occorre fare i passi giusti, nei tempi, tra l’altro, dettati dalle norme sportive e civili.

Da vedere, nel caso di due “Ternane” tra i dilettanti, quale sentimento prevarrà effettivamente nella piazza.

Perugia tra presente e futuro

Il Perugia da lunedì dà il via alla prima parte della campagna abbonamenti per la quale ha usato come testimonial il riconfermato tecnico Giovanni Tedesco, amatissimo dalla tifoseria, da mitico capitano in campo prima e da allenatore che ha conquistato una salvezza non scontata poi. Così come un’icona de Grifo è Riccardo Gaucci, figlio del grande presidente Luciano Gaucci, che lunedì 1° giugno sarà ricordato al PalaBarton con il quadrangolare che riporterà a Perugia anche tante stelle biancorosse, tra cui Milan Rapajc.

L’impegno di Riccardo Gaucci nell’organizzazione dell’evento non lo distoglie dall’obiettivo di disegnare il futuro del suo Club, l’Assisi Calcio 2023 dopo l’amarezza dei playoff e soprattutto di continuare a lavorare per il Perugia. Quest’ultimo traguardo non dipende solo da lui, ma soprattutto dalla proprietà argentina, in trattativa per cedere quote o la totalità del Club acquistato appena due anni fa.

Mercoledì si è svolto un incontro tra i professionisti che trattano per il Club e i potenziali acquirenti che hanno fatto i passi formali maggiori, anche se non definitivi. Non doveva essere l’incontro risolutivo, tanto più che non era presente l’amministratore delegato e direttore generale del Perugia, Hernan Borras. Già prima dell’incontro dal Club era trapelato che probabilmente non ci sarebbero state novità a breve, come in effetti è avvenuto. Mandando anche dei messaggi rassicuranti rispetto ad alcune voci circolate circa le prossime scadenze: la vita del Club non dipende dall’arrivo di soci o acquirenti. Tant’è che il Perugia, pur dovendo tener conto del quadro che potrebbe mutare (da qui l’attesa anche con Riccardo Gaucci), non è fermo.

La “frenata” di mercoledì non significa uno stop alla trattativa. Entrambe le parti hanno chiesto approfondimenti. Altro segnale che la proprietà non ha fretta di vendere. E non certo a tutti i costi. Lo sanno evidentemente le 50 aziende che, come comunicato dal Club sui propri social, hanno già confermato a maggio (e dopo un avvio horror e una salvezza conquistata solo all’ultima giornata) la scelta di legare il proprio brand a quella del Grifo.

Certo, è noto (lo ha ribadito anche Borras in conferenza stampa) che il presidente Faroni comunque non intenda più spendere come in passato, tra l’altro con risultati sportivi molto deludenti. Opzioni di scorta per rimpinguare il budget di cui tanto si sta parlando esistono. Due, quelle prospettate e su cui si sta lavorando sottotraccia. Anche se, per intavolare trattative formali, si attende prima l’esito di quella in corso.