Perugia: due pesi e due misure amministrative , il caso di Roberto Spaccini ingiustizia lunga anni - Tuttoggi.info

Perugia: due pesi e due misure amministrative , il caso di Roberto Spaccini ingiustizia lunga anni

Redazione

Perugia: due pesi e due misure amministrative , il caso di Roberto Spaccini ingiustizia lunga anni

Sab, 09/08/2025 - 12:53

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Danni riconosciuti dal Comune ma il cittadino aspetta ancora il rimborso, tra silenzi, scaricabarile e ingiustizie che evidenziano un sistema poco equo

(Perugia) La vicenda di Roberto Spaccini, un cittadino di Ponte Valleceppi, mette in luce una volta di più le criticità e le ingiustizie del sistema amministrativo e assicurativo della città di Perugia. Un caso simbolo di un “due pesi e due misure” che, nonostante il riconoscimento di un danno e la volontà di risarcimento, si trascina da oltre due anni senza esito concreto con inequivocabili documenti alla mano.

La storia ha inizio due anni or sono, quando l’automobilista incappa in una buca particolarmente profonda e larga lungo una delle strade di Perugia, danneggiando gravemente il copertone del suo veicolo. Immediatamente, Spaccini chiama i vigili urbani, che intervengono e attestano il danno, riconoscendo la causa a favore dell’automobilista con tanto di relazione e verbale. Sembrava il primo passo verso un giusto risarcimento.

Eppure, la vicenda si trasforma in un vero e proprio labirinto burocratico. Nonostante il Comune di Perugia abbia riconosciuto il danno, il rimborso promesso si è trasformato in un’odissea di richieste, scaricabarile e silenzi. La compagnia assicurativa, invece di onorare l’indennizzo di 250 euro, ha proposto una cifra dimezzata, sostenendo, con una valutazione fuori da ogni logica, che gli pneumatici erano probabilmente usurati, e quindi il danno non poteva essere valutato al valore originale, escludendo priori il costo del carro attrezzi considerato un optional. Roba da matti.

Da allora, il signor Spaccini ha tentato in tutti i modi di ottenere quanto gli spetta, scrivendo lettere, facendo telefonate e sollecitando le autorità competenti. Ma il sistema sembra blindato, e le risposte sono state poche o inesistenti. La sua storia rappresenta un esempio lampante di un sistema che favorisce le amministrazioni o le assicurazioni, lasciando il cittadino a combattere contro un muro di silenzio e di ritardi che, ormai, superano i due anni.

Un ulteriore paradosso riguarda il mancato riconoscimento di una richiesta di compensazione di un presunto pagamento che il Signor Spaccini aveva effettuato ma di cui non ritrovava il documento. Spaccini aveva proposto di mettere in saldo il debito che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto saldare, ma gli è stato risposto che, per motivi di competenza di uffici diversi, questa operazione non era percorribile. La stessa amministrazione, invece, si muove con rapidità nel riscuotere i pagamenti dai cittadini, mentre il rimborso per danni riconosciuti può attendere anni, senza che nessuno si faccia carico di accelerare le pratiche.

La frase che chiude il racconto del signor Spaccini è eloquente: “Se il Comune deve incassare i soldi dal cittadino, arriva a pignorare o a staccare la caldaia in tempi brevissimi. Ma se il cittadino è creditore, può attendere anche anni, perché il sistema è talmente blindato e protetto che spesso si preferisce ignorare le richieste”.

Un sistema ingiusto e poco trasparente – questa vicenda evidenzia come, in molte occasioni, ci siano due pesi e due misure nelle procedure amministrative e assicurative. La tutela del cittadino sembra passare in secondo piano rispetto alle esigenze di cassa dell’amministrazione o delle compagnie assicurative, creando un divario che alimenta sfiducia e frustrazione tra gli utenti.

Il caso di Roberto Spaccini rappresenta un appello a una riforma delle procedure, affinché il diritto al rimborso e alla giustizia non diventino un privilegio riservato a pochi, ma un principio garantito a tutti con trasparenza e tempestività. Finché questa disparità continuerà a persistere, la sensazione di ingiustizia e di abbandono rimarrà un’ombra su una città che, come molte altre, si confronta con il bisogno di una vera giustizia amministrativa.



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