Jacopo Brugalossi
Il tam tam sui social network, facebook in primo luogo, è stato determinante. L’appello del Movimento 5 Stelle a non utilizzare il Rodeo Gold per l’eliminazione delle erbe infestanti ai lati delle strade – a quanto sembra uno degli erbicidi più pericolosi in commercio – è stato condiviso con una velocità forse superiore a quella impiegata dallo stesso diserbante per seccare l’erba sulla quale viene spruzzato. Potenza della rete. Un passaparola che ha indotto l’amministrazione comunale a stoppare l’A.Se. la mattina stessa in cui il trattamento avrebbe dovuto avere inizio. Ma che nondimeno ha creato qualche attrito fra il municipio e l'azienda comunale.
Decisione già presa – Il sindaco, va detto, si è appellato ad una direttiva di giunta che riporta la data del 16 aprile scorso e nella quale si confermava l’intenzione di non utilizzare diserbanti per la gestione del verde, bensì di preferire prodotti naturali (ad esempio acqua e sale). Un documento che, inoltre, ha portato a galla anche un'altra questione: quella della certificazione ambientale EMAS, che rientra tra gli obiettivi prioritari del Comune di Spoleto e che, a quanto si evince dalle parole di Benedetti, poteva essere messa a rischio dall’utilizzo del Rodeo Gold, “seppure quest’ultimo sia dotato di tutte le certificazioni di legge”.
Il giallo – Ma allora per quale motivo l’A.Se. stava per iniziare un ciclo di trattamenti proprio con questo prodotto in presenza di tali disposizioni? Difficile dare una risposta, anche perché con la direttiva del 16 aprile la giunta comunale annunciava la volontà di avviare accordi o protocolli, con gli altri enti deputati alla gestione del verde pubblico (Vus, Consorzio Bonifica, Anas, ecc.), finalizzati ad individuare buone prassi per uniformare a livello territoriale il contenimento delle erbe infestanti. Stando a quanto trapela la vicenda avrebbe creato qualche imbarazzo in seno alle istituzioni, e il “giallo” pare destinato ad infittirsi dopo che il presidente dell'ASe Roberto Loretoni aveva annunciato una conferenza stampa per le 12.30 di oggi salvo annullarla all'ultimo momento. Peccato, sarebbe stato interessante chiedere lumi sui quantitativi di Rodeo Gold acquistati, sull'estensione dell'area da “gassare” e sul perchè i tecnici della controllata del Comune non hanno ottemperato alle direttive della Giunta e dell'ufficio Ambiente municipale.
Proteste clamorose – Ora tutto è fermo, in attesa che nuove comunicazioni ufficiali indichino la strada su cui procedere. L’auspicio della cittadinanza è che i cartelli che annunciavano l’avvio del trattamento col Rodeo Gold non ricompaiano tra pochi giorni identici a prima, magari solo con una data diversa. Decine e decine i post su facebook di gente preoccupata per la vicinanza delle ripe da “gassare” a terreni coltivati o ad allevamenti animali (un rapporto realizzato da un gruppo di scienziati dell’Ong Earth Open Source attesta che il prodotto della Monsanto avrebbe causato malformazioni genetiche negli animali da laboratorio). Senza contare chi, sempre su facebook, ha pregato direttamente gli assessori di fermare il trattamento, spaventato che la sostanza dispersa nell’aria possa raggiungere la scuola dei propri figli. Non mancano, infine, iniziative di protesta clamorose, che alcuni cittadini erano già pronti a mettere in atto. Se lo 'stop' del sindaco non fosse intervenuto per tempo.
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