PER GLI IPPOCASTANI DI SPOLETO PREVISTO UN TRATTAMENTO DI " BELLEZZA" - Tuttoggi.info

PER GLI IPPOCASTANI DI SPOLETO PREVISTO UN TRATTAMENTO DI ” BELLEZZA”

Redazione

PER GLI IPPOCASTANI DI SPOLETO PREVISTO UN TRATTAMENTO DI ” BELLEZZA”

Gio, 05/06/2008 - 17:00

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Nel mese di giugno l'Amministrazione Comunale ha avviato un piano di intervento per il trattamento di endoterapia su ippocastani e platani. Si tratta di una tecnica innovativa e senza pericoli per la salute dei cittadini che serve a debellare gli insetti nocivi che attaccano il patrimonio arboreo pubblico.

Ormai da tempo anni i tecnici del Comune infatti predispongono interventi sulle piante di ippocastano e sui platani, presenti nei viali e nei parchi pubblici, tramite il trattamento di endoterapia, un sistema di difesa del verde urbano che permette l'eliminazione di insetti nocivi per gli alberi senza disperdere prodotti chimici nell'ambiente. Tale tecnica prevede l'esecuzione nel tronco delle piante di un piccolissimo foro, dal diametro non superiore ai quattro millimetri e la cui profondità non supera primi due-tre anelli annuali di crescita, attraverso il quale si introducono sostanze liquide nella pianta. Per questo sono apparse in città numerose “flebo” sugli alberi, al cui interno sono contenuti principi attivi che servono a contrastare l'azione degli insetti sia sugli ippocastani che sui platani.

L'intervento è fondamentale per combattere due insetti parassiti di queste piante: una piccola farfalla (Cameraria ohridella) la cui larva si sviluppa mangiando l'interno della foglia fino a causarne la morte e un altro piccolo insetto (Corythucha ciliata) che negli stadi giovanili si nutre della linfa fogliare determinando un graduale “ingiallimento” e una precoce caduta. Il danno è aggravato anche dal fatto che questi insetti si riproducono molto rapidamente dando origine a più generazioni nell'arco della stessa stagione.

L'endoterapia consiste nell'iniettare negli alberi, tramite “flebo”, una sostanza che è tossica per gli insetti che la assumono insieme alla linfa, ma risulta innocua per le piante, dalle quali viene rapidamente metabolizzata. Tale trattamento permette di non disperdere il principio attivo nell'ambiente non venendo quindi neanche a contatto con l'uomo.


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