Terni

Pensione e patrimonio troppo alti, Comune respinge istanza contributo per casa di riposo

Con la determina numero 2114 del 10/07/2026 il Comune di Terni ha rigettato un’istanza con la quale un anziano non autosufficiente aveva richiesto il contributo economico ad integrazione della quota sociale per il ricovero in una struttura accreditata dalla Regione Umbria su autorizzazione della Usl2. Infatti “il Comune di Terni provvede all’integrazione della quota sociale per persone in stato di non autosufficienza o disabili adulti, ricoverate presso strutture residenziali, accreditate dalla Regione Umbria, con autorizzazione dell’USL Umbria 2, nel caso in cui non abbiano le risorse economiche sufficienti al pagamento in autonomia”.

Istanza di contributo respinta

Il cittadino ha presentato l’istanza in data 17 giugno 2026 (prot. n. 93213) con la quale ha chiesto il contributo economico ad integrazione della quota sociale per il ricovero, ma i documenti fiscali forniti sulle disponibilità economiche del contribuente hanno determinato il diniego dell’istanza. Nello specifico il Comune risponde: “il patrimonio mobiliare, al netto delle detrazioni, è pari ad € 144.164,00, cosi come calcolato nell’attestazione ISEE 2026; dal cedolino pensione INPS 2026 del mese di giugno 2026 si evince che il richiedente percepisce una pensione di € 2.707,26; l’integrazione della retta non è consentita ai possessori di patrimonio mobiliare superiore ad € 3.000,00”; all’esito dei conteggi effettuati, la disponibilità mensile, al netto delle € 200,00, per le spese personali, come previsto dalla Deliberazione di Giunta Comunale n. 559/2010, di € 2.507,26, copre l’intero importo della quota sociale della retta”.