Cronaca

Penalista indagata nell’inchiesta sul narcotraffico: la nota degli avvocati e la reazione dei giornalisti

Il Consiglio direttivo della Camera penale di Perugia esprime “massima solidarietà e vicinanza all’avv. Daniela Paccoi, nella certezza che la sua posizione verrà chiarita”.

La legale è infatti indagata nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di droga tra l’Albania e l’Umbria, che ha portato all’arrestato, lo scorso gennaio, di un imprenditore folignate, a cui sono stati trovati 65 kg di cocaina.

La Procura di Perugia, a conclusione delle indagini, contesta alla legale il presunto collegamento effettuato tra i vertici dell’organizzazione criminale, in Albania, e il suo assistito in carcere. Indagati anche un presunto corriere della droga, albanese, e il fratello dell’imprenditore finito in carcere.

I presunti contatti diretti tra la penalista e l’associazione criminale albanese sono stati ricostruiti dal Nucleo di polizia economico finanziaria Gico della Guardia di Finanza di Perugia attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali anche nel carcere di Capanne.

La Camera penale di Perugia ricorda il principio di presunzione di innocenza e lamenta il modo in cui “la stampa” ha dato notizia del coinvolgimento della collega nell’indagine, dando voce alle accuse in una fase in cui ancora non c’è stato un vaglio giurisdizionale “sulla bontà delle indagini”.

La replica dei giornalisti

Una presa di posizione accolta “con stupore” dall’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dall’Associazione Stampa Umbra, che parlano di attacco duro e senza precedenti nei confronti dei mezzi di informazione “per aver riportato, correttamente, il coinvolgimento dell’avvocata Daniela Paccoi in un’indagine, nella fase di conclusione, su un presunto traffico di droga”.

“Alle categorie che spingono all’angolo la libera e corretta informazione – scrivono Odg Umbria e Asu – si aggiunge quindi quella degli avvocati della Camera Penale di Perugia. Mentre giornaliste e giornalisti fronteggiano in perfetta solitudine leggi bavaglio, leggi capestro sull’informazione, attacchi ignobili provenienti anche da rappresentanti istituzionali oltre che da fette dell’opinione pubblica e, come riportano le cronache nazionali, dalla malavita più o meno organizzata, ecco che i penalisti di Perugia mettono alla gogna la stampa locale”.

“La stessa stampa che, sempre in perfetta solitudine ma con grande orgoglio – concludono Odg Umbria e Asu – rappresenta ogni volta l’ultimo baluardo difensivo di indagate e indagati che altrimenti non avrebbero mai voce”.