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PEDAGGIO PERUGIA-BETTOLLE, REGIONE UMBRIA RICORRERA' ALLA CORTE COSTITUZIONALE

(F.D.A.) – La regione Umbria ricorrerà alla Corte costituzionale contro i pedaggi imposti sul raccordo Perugia-Bettolle, uno dei tratti per i quali la manovra finanziaria del governo ha deciso a luglio l'introduzione di un pedaggio. L'esplosivo annuncio è stato dato ieri in Consiglio Regionale dall'assessore umbro ai Trasporti Silvano Rometti, che rispondeva ad un'interrogazione del consigliere Peolo Brutti (Idv) sulla questione.

“Ci siamo opposti con determinazione ai pedaggi sulle superstrade, sia singolarmente come Umbria, sia con tutte le regioni in sede di Conferenza stato-regioni”, ha detto Rometti. “Ma il governo è rimasto insensibile. Abbiamo perciò deciso di ricorrere alla Corte costituzionale, reclamando la competenza su una materia concorrente che impone al governo di ascoltare le regioni”.

Il provvedimento riguarda il raccordo perugino e diversi altri tratti autostradali su tutto il territorio nazionale, per i quali il 13 settembre l'Anas ha pubblicato un bando nazionale da 150m ilioni per l'introduzione di un “sistema di pedaggio senza barriere”. Il pedaggio, secondo il bando, dovrà essere introdotto entro 24 mesi e consisterà in un sistema di pagamenti online, senza caselli.

Il ricorso della regione, secondo Rometti presentato già lo scorso 20 settembre, va dunque contro il decreto della Presidenza del consiglio di luglio che di fatto ha dato il via alle procedure della società pubblica che gestisce le strade per l'introduzione delle tariffe, per ridurre i contributi statali. La corte costituzionale ha infatti competenza sulle controversie tra stato e regioni.

Nell'interrogaizone di ieri, Brutti ha definito il pedaggio “un'ulteriore imposizione fiscale in cambio di nessuna miglioria per gli utenti”.