di Jacopo Brugalossi
“Habemus segreteria”. Nella conferenza stampa convocata oggi dal Pd spoletino, il segretario comunale Andrea Bartocci e quello provinciale Andrea Rossi hanno ufficializzato i 13 componenti della nuova segreteria cittadina del partito, con poche variazioni rispetto a quanto anticipato TO®.
Ecco i nomi: Bellini Gianfranco, Bocci Alessandro, Bolletta Marco, Dionisi Giorgio, Donnola Cristina, Fedeli Alianti Valia, Gioacchini Cinzia, Martellini Paolo (coordinatore), Proietti Giampiero (responsabile organizzazione), Rosati Stefania, Rutili Marco, Tosti Daniela, Trippetti Marco (tesoriere). A questi, vanno aggiunti altri 9 membri in qualità di invitati fissi. I cinque segretari dei circoli territoriali (Fiata Wilma, Lucentini Italo, Passeri Francesco, Tiberi Giacinto e Tulli Roberto), il presidente dell'assemblea comunale Frascarelli Claudio, i membri delle segreterie provinciale e regionale Orlandi Andrea e Marcelli Amedeo e il segretario provinciale Andrea Rossi. Segreteria a parte, la conferenza stampa è servita anche a fare il punto della situazione sulle recenti polemiche interne al partito e sulle prospettive future. Seduto fra i giornalisti anche il sindaco Daniele Benedetti, mentre un piccolo gruppo di iscritti e dirigenti (fra cui Amedeo Marcelli e Fabrizio Gentili) non sono stati ammessi alla conferenza.
Le polemiche: Nonostante le rassicuranti parole iniziali, “La riorganizzazione interna è terminata, ora si apre una nuova fase in cui l'unità del partito è fondamentale”, Bartocci ha iniziato parlando delle problematiche aperte in seguito alle decisioni sui membri della nuova segreteria, in particolar modo del 'caso' Lezi (che aveva denunciato a TO® per che la segreteria era stata nominata senza alcuna partecipazione degli organismo del Partito) e delle lettere aperte di Vilma Fiata e Vincenza Campagnani.
“Considero grave il comportamento di Margherita Lezi – ha detto Bartocci – soprattutto in considerazione dell'importante ruolo che ricopre. Ho avuto un chiarimento con lei dove ho espresso tutto il mio disappunto. Il confronto e la critica sono momenti fondamentali della vita di un partito, ma solo se fatti nei giusti luoghi e nelle giuste modalità. Da ora in poi chi deciderà di parlare nelle sedi o con modalità non opportune potrà farlo solo a titolo personale”.
Il segretario comunale non le ha mandate a dire nemmeno a Vilma Fiata. “Non ci sarà più spazio per chi agisce con lo scopo di avere maggior visibilità personale. Se un segretario di circolo come Wilma Fiata vuole maggiore visibilità agisca con delle iniziative politiche, prendendo ad esempio il dinamismo dimostrato negli ultimi tempi dal circolo dell'Alta Marroggia”. Rossi è stato ancor più netto di Bartocci: “In un progetto in cui fondamentale sarà l'unità del partito, il compito dei circoli territoriali è quello di sviluppare tematiche politiche nei rispettivi territori. Se non fanno questo, perdono di vista il loro obiettivo primario e rischiano di non essere più utili alla causa”. Ad interpretare le parole di Rossi, sembra quasi che il segretario provinciale abbia voluto dare l'avvertimento ai circoli territoriali di stare al proprio posto e non avanzare troppe pretese: un ritorno in piena regola al modello di partecipazione “top-down”.
Bartocci si è difeso dagli attacchi subiti rivendicando l'autonomia di scelta dell'organico della segreteria da parte del segretario. “Alcune persone sono state scelte direttamente da me – ha detto – per altre si è trattato di una decisone condivisa. Ma se chi non era d'accordo avesse alzato la mano ed espresso dubbi e perplessità invece di abbandonare l'aula, si sarebbero evitate polemiche sterili”. Certo è che la segreteria appare decisamente squilibrata nei rapporti di forza: di fatto ci sono 9 esponenti che provengono dagli ex diesse, 1 'nato' con il Pd (Marco Trippetti), e 3 solo ex margheritini (Martellini, Rutili e Bellini). La contraddizione profonda del Pd è proprio nel rispetto o meno delle regole: quando fa comodo le si rispettano, come nel caso della nomina della segreteria che per Statuto spetta unicamente al segretario; quando non lo fa – come imporre proprio assessori di riferimento (quando è la legge a lasciare la decisione esclusivamente al Sindaco) allora si è pronti a non rispettarle. Il solito teatrino della politica.
Pochi riferimenti invece al 'caso' Campagnani, il più delicato dei 3, che lunedì sera ha riconsegnato la tessera del Pd. L'ex presidente della Comunità Montana è probabile che attenda ora la convocazione del prossimo consiglio comunale (17 gennaio) per comunicare il proprio trasferimento nelle file del Gruppo Misto.
I progetti per il futuro: Ciò che Bartocci e Rossi hanno a più riprese sottolineato è la volontà di ricompattare il Partito con un progetto inclusivo, che tenga conto anche dei non iscritti e che si liberi definitivamente delle logiche delle “correnti” interne, tuttora motivo di polemiche e scontri. Un piddì che rispecchi l'idea della politica come servizio, scevro da qualsiasi tentativo di ribalta personale. Un partito che interagisca costantemente con le segreterie e i coordinamenti provinciali e regionali per uscire dall'isolamento politico, come l'inserimento nella segreteria di Orlandi e Marcelli in qualità di invitati permanenti sta a dimostrare.
Altro obiettivo prioritario è riallacciare i fili con la coalizione di centro sinistra, che “a livello provinciale e regionale – ha sottolineato Rossi – registra già la completa disponibilità di Prc e Idv”. Ma non proprio quella, aggiungiamo noi, delle rispettive segreterie cittadine.
I nodi da sciogliere: Come più volte ricordato da Bartocci e Rossi, con il rimpasto della giunta comunale e l'ufficializzazione delle nuova segreteria si è chiuso il periodo di riorganizzazione del Pd. Restano però 2 nodi da sciogliere, o meglio, 2 cariche da assegnare: quella di presidente del consiglio comunale e quella di capogruppo. “Già da domani verrà avviata la discussione per scegliere il nuovo presidente del consiglio – ha detto Bartocci – e non necessariamente quest'ultimo sarà un socialista. Per quanto riguarda il capogruppo invece, il nome uscirà fuori da una discussione franca tra gruppo e partito”. Ovviamente di tutto questo si parlerà nei prossimi consigli comunali, il primo dei quali fissato per lunedì prossimo. A margine della conferenza stampa il segretario comunale ha confermato la propria decisione di dimettersi da amministratore delle Farmacie comunali non appena sarà approvato il bilancio di esercizio 2009.
(Aggiornato alle 23.30)