Partiranno sabato da Fiumicino i 4 ragazzi dell'associazione Cobra, accompagnati da due operatori, coinvolti nel progetto nazionale Patas Arriba (Sottosopra). Destinazione Argentina, dove, insieme ad oltre 230 persone tra pazienti, familiari e operatori delle Asl di tutta Italia, fino al 2 dicembre andranno a testimoniare che un mondo senza manicomi è possibile, in uno Stato in cui non sono stati ancora aboliti. Anche grazie ai 2mila euro di fondi raccolti nella cena di beneficenza della scorsa settimana all'oratorio di San Nicolò, che ha visto riuniti operatori, rappresentanti del Comune, della Asl e famiglie.
Il progetto Patas Arriba, promosso da Anpis (Associazione nazionale polisportive integrazione sociale), Unasam (Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale) e Adesam (Associazione per la salute mentale dell'Argentina) – appoggiato anche dalla Regione Umbria – si propone di far conoscere la legge Basaglia, che in Italia portò alla chiusura dei manicomi 30 anni fa, dimostrando che il disagio mentale si può curare anche al di fuori della coercizione al ricovero. Una “via d'uscita” rappresentata dalla possibilità, per gli oltre 1.300 utenti del manicomio di Buenos Aires, di partecipare alle iniziative ricreative ed artistiche organizzate dai ragazzi italiani, al di fuori delle mura della struttura.
“Iniziative che – sottolinea Giuseppe Moscarda, operatore della cooperativa ‘Il Cerchio' – prevedono l'incontro istituzionale con rappresentanti del Ministero della sanità argentino, con medici e psichiatri, ma anche con l'Adesam, l'associazione dei familiari di persone affette da malattia mentale che si è da poco costituita in Argentina”.
(Lucia Riccetti)