Riduzione del 30% degli attuali compensi degli organi sociali: è questa la disposizione principale contenuta nell'atto di indirizzo in ordine al contenimento dei costi delle partecipate della Provincia di Perugia che il Consiglio provinciale, nella sua ultima seduta, ha licenziato con 19 voti contrari e 9 astensioni. Il documento è stato illustrato in aula dall'assessore al Bilancio Ornella Bellini che ha parlato di necessità di “affinare gli strumenti della governance delle partecipate, come segno di grande responsabilità politica”. Si tratta di un atto di indirizzo coerente alle previsioni della Legge 102 del 3.8.2009. “La Provincia di Perugia – ha spiegato Bellini nella sua introduzione – tenuto conto del momento di pesante crisi economica in cui le famiglie fanno i conti nelle proprie tasche, in cui è in forte aumento la Cassa Integrazione Ordinaria ed in deroga, in cui tutti ci confrontiamo con i minori consumi (e la Provincia anche con minori entrate da quelle voci di gettito direttamente connesse all'economia/auto), esprime la volontà di dare seguito al contenimento dei costi, compatibilmente con il regime normativo. Non facciamo demagogia, né analogie con la riduzione dei costi in politica (almeno nelle fasce basse), ma intendiamo attuare una forte moral suasion verso le Assemblee dei soci dove siamo minoranza, e decisioni più autonome dove siamo Ente controllante”. Da tenere presente che nella riorganizzazione fatta dal Consiglio Provinciale ad aprile 2009, la Provincia è scesa da 23 a 18 partecipate, procedendo a dismettere quelle la cui mission non è conforme alle funzioni di competenza dell'Ente. In particolare l'atto di indirizzo approvato dal Consiglio dispone di procedere alla verifica di tutte le situazioni che possono consentire l'attuazione della politica di riduzione dei costi degli organi societari, compatibilmente con il regime normativo applicabile, operando una riduzione del 30% degli attuali compensi degli organi sociali e di predisporre, rispetto agli organismi partecipati direttamente o indirettamente, in ordine alla cumulabilità degli incarichi in capo allo stesso soggetto ed all'obbligo di coerenza, nell'esercizio degli incarichi conferiti, con gli indirizzi espressi negli atti di programmazione e con la Governance dell'Ente. Al documento iniziale è stato aggiunto l'emendamento dei capigruppo di maggioranza (illustrato in aula dal capogruppo del Pd Giampiero Rasimelli) attraverso il quale si specifica che “il cumulo di incarichi rimane consentito nel caso di società appartenenti allo stesso gruppo”. Respinto invece l'emendamento presentato dal consigliere del Pdl Evian Morani sulla predisposizione di una “dichiarazione solenne da far sottoscrivere al membro della partecipata per impegnarlo a proporre e votare la riduzione del 30% del proprio compenso”. “L'elefante ha partorito il topolino”, è stato il commento del capogruppo dell'Udc Maurizio Ronconi il quale si sarebbe aspettato una revisione della filosofia delle partecipate ancora da lui giudicate “i classici carrozzoni”. D'accordo con lui Morani che ha parlato di operazione di facciata, mentre per Rasimelli con l'atto di indirizzo in questione si dà un segnale di sobrietà. Favorevole al documento si è detto Luca Baldelli (Prc) che ha auspicato un diverso ruolo della Provincia dentro le partecipate, mentre di altro avviso è stato Giampiero Panfili (Pdl) che ha sostenuto di non intravedere grandi elementi di novità all'interno del documento. Documento definito retorico dal capogruppo del Pdl Piero Sorcini, mentre Enrico Bastioli (Sinistra e Libertà) ha chiesto di ampliare il discorso sulle partecipate. Michele Martorelli (Pdl) ha sottolineato come vadano introdotti gli elementi della meritocrazia e della premialità, mentre per Franco Granocchia (Italia dei Valori) con questo atto di indirizzo si inizia a dare un segnale ai cittadini. Infine Bruno Biagiotti (Pdl) ha sostenuto che “servono atti concreti e non operazioni di facciata”.