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Passa il piano salva conti: è scontro con le opposizioni

Approvate le misure correttive di bilancio, ma le opposizioni dichiarano già guerra. Lunedì mattina, 8  gennaio, nuova commissione consiliare bilancio, dopo l’interruzione di quella di venerdì, a palazzo dei Priori.  Con 9 voti a favore (maggioranza) e 4 contrari (opposizione) passa la preconsiliare n. 88 del 29.12.2017 “Deliberazione n. 134/2017 della Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per l’Umbria sui rendiconti di gestione 2014 e 2015 – Misure correttive”, illustrata nel corso della scorsa seduta del 5 gennaio.


Piano salva conti, la diretta Facebook fa saltare la commissione


Polemica diretta sui social

Commissione che, come denunciano dalle fila dei 5 Stelle, nuovamente interrotta dopo il dibattito, per qualche istante, perchè la portavoce Rosetti ha insistito per trasmettere la seduta, oltre come autorizzata via streaming dal sito del Comune,  via Facebook.

La maggioranza

Nel merito la maggioranza ha detto di non avere nulla da obiettare sulle misure proposte ritenendole congrue. Per il futuro, il capogruppo di FI Massimo Perari ha proposto di valutare attentamente l’opportunità di procedere ad una “valorizzazione” delle quote delle partecipate, partendo da Afas, al fine di liberare risorse utili per gli investimenti. Ma come oramai tradizione, sulle misure salva conti, anche in maggioranza, c’è qualche perplessità. La critica dell’esponente è stata che la macchina comunale continua a non funzionare da decenni essendo rimasta sempre uguale.

Le opposizioni

Una manovra, secondo le opposizioni, generica e non in linea con le sollecitazioni della magistratura contabile. Una relazione che, come spiega il capogruppo PD Mencaroni, certifica le politiche stantie della maggioranza, con tanti proclami, molto presenzialismo, ma scarsa concretezza.

Minimetrò  e  varie

Ma la questione più calda rimane sempre quella della dismissione delle delle quote del Minimetrò, di cui il comune è proprietario al 70%. Sulla questione, l’opposizione ha evidenziato che non sono state proposte per finanziare gli investimenti, ma per fare cassa e coprire l’ennesimo buco di bilancio, il terzo. In particolare, è il punto 6 quello contestato dalle opposizioni, ovvero in merito agli indirizzi in materia di entrate e spese per la definizione del bilancio di previsione, in quanto totalmente generico. Le opposizioni, infine, hanno espresso un netto parere contrario circa la proposta di vendere le farmacie Afas, ritenendole un autentico gioiello per la città. In chiusura, la minoranza ha annunciato, nel caso in cui si dovesse concretizzare tale proposta, l’intenzione di aprire una battaglia.

Sui social

Ma anche fuori da palazzo dei Priori in molti hanno detto la loro sulla possibilità di cedere le quote del Minimetrò, come ad esempio i Radicali di Perugia che hanno sottolineato come “cedere una partecipazione societaria che genera utili – spiega Michele Guaitini  su Facebook– per far fronte ad una difficoltà finanziaria non è mai di per sé una buona pratica, ma ciò che più conta è che il Minimetro per la città di Perugia rappresenta un asset strategico. Cederlo significa legarsi mani e piedi al privato acquirente, ponendo il Comune di Perugia in posizione di sudditanza costringendolo a mettere mano al portafoglio ogni volta che voglia impostare ad esempio differenti politiche su orari di funzionamento e tariffe, esattamente come accade oggi per i parcheggi con Sipa. Senza contare la questione della seconda tratta che il nuovo proprietario potrebbe decidere di costruire vincolando in maniera più pesante il Comune ad un contratto di servizio decisamente più oneroso”.

A concordare con la cessione delle quote, invece, l’assessore Francesco Calabrese che, sempre su Facebook, parla di “un esoso contratto di servizio pagato con le tasse dei perugini. L’operazione di cessione delle quote è innanzitutto finalizzata ad un risparmio strutturale di almeno un milione di euro l’anno. Il bando per la cessione conterrà tutte le garanzie per le preoccupazioni che qualcuno teme, compreso nuovo Pef e nuovo contratto di servizio, nessun rischio, non soggiaceremo proprio a nulla, non siamo così sprovveduti. Solo risparmi significativi e strutturali, oltre l’incasso immediato, che dobbiamo recuperare sempre più da un versante che sta massacrando Perugia e i perugini. Diventare totalmente proprietari della società è scenario del tutto insensato, ammesso sia possibile ed avessimo le risorse (figuriamoci)”.