Terni

Parole su Gaza e bambine, la manifestazione anti Bandecchi FOTO E VIDEO

Associazioni, esponenti politici della sinistra, Cgil e pro-Pal hanno manifestato a Terni per chiedere le dimissioni del sindaco Stefano Bandecchi e soprattutto l’intervento delle Istituzioni nazionali (prefetto e Ministero dell’Interno) affinché si attivino per censurare il primo cittadino (che è anche presidente della Provincia. Nel mirino il linguaggio utilizzato da Bandecchi, ritenuto aggressivo e sessista, e comunque non consono alle cariche istituzionali che ricopre. Soprattutto dopo le ultime dichiarazioni sulle bambine di Gaza, che avevano già portato a proteste in occasione del Consiglio comunale e alle ulteriori esternazioni di Bandecchi.

Parole, quelle del primo cittadino, che sono state ricordate in molti dei cartelli esposti dai manifestanti. Il corteo, aperto dall’eloquente striscione “Terni è migliore di chi la governa” si è diretto a piazza Bazzani, sotto la Prefettura, per chiedere che venga preteso da Bandecchi il rispetto dell’articolo 54 della Costituzione che prevede il dovere di disciplina e onore dalle cariche pubbliche.

Oltre a scandire “dimissioni, dimissioni”, i manifestanti hanno anche gridato “non abbiamo paura”, in riferimento ad un recente scontro verbale avuto dal sindaco con chi lo contestava, diventato un altro caso nazionale. Così come le scritte di risposta all’accusa di essere “drogati e spacciatori”, che era stata rivolta da Bandecchi sempre ai contestatori. E poi cartelli inneggianti la Palestina. Su un muro è comparsa anche una scritta “Israele non esiste, Palestina resiste”.

Ma le contestazioni hanno riguardato anche gli aspetti amministrativi e la gestione della città. E la richiesta di una sanità pubblica al posto delle cliniche private.

“Terni sta diventando lo zimbello d’Italia”, una delle accuse lanciate al sindaco Bandecchi.