Parole contro la caccia, Sparvoli: chi difende Insinna si ricordi quello che ha fatto...

Parole contro la caccia, Sparvoli: chi difende Insinna si ricordi quello che ha fatto…

Redazione

Parole contro la caccia, Sparvoli: chi difende Insinna si ricordi quello che ha fatto…

Gio, 31/12/2020 - 19:04

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Il presidente della Libera Caccia: contro la caccia luoghi comuni in tv che diventano il cavallo di battaglia degli animalisti

La lunga serie di commenti favorevoli alle sguaiate e arroganti esternazioni del conduttore Flavio Insinna, sono purtroppo la dimostrazione evidente che l’opinione pubblica non conosce né il significato né il valore sociale e ambientale della caccia moderna. E così hanno la meglio tutti quei luoghi comuni che sono diventati il cavallo di battaglia degli animalisti“. Anche il presidente nazionale della Libera Caccia, Paolo Sparvoli, critica le parole dette contro la caccia dal conduttore della trasmissione di Rai1 “L’eredità”, finito per questo nel mirino delle doppiette, ma diventato un eroe per animalisti e ambientalisti.

Sparvoli parla del caso Insinna e della mobilitazione a suo favore sul web: “L’astio anticaccia è così forte e del tutto immotivato, che il popolo della televisione serale, quella dei programmi scacciapensieri (che oltretutto sono registrati e quindi correggibili), è perfino disposto a dimenticare chi sia veramente quel gentiluomo raffinato del signor Insinna. Tutte quelle signore e tutti quei signori che si sono buttati sulle tastiere per difendere a spada tratta la cosiddetta libertà del conduttore di servirsi del mezzo pubblico per offendere i cacciatori, hanno evidentemente la memoria corta. Infatti, il molto egregio signor Insinna ci ha abituati a ben altre intemperanze di cui ormai sono pieni gli archivi della Rai. E la cosa davvero preoccupante non è il fatto che quel signore continui a sproloquiare, ma il fatto che la Rai continui a tenerlo sotto contratto e a mandarlo in onda tutte le sere“. E ricorda la sfilza di imbarazzanti fuori onda trasmessi da Striscia la notizia, anche il famoso contro la “nana di m…“.

Credo che una passeggiata nel web – prosegue Sparvoli – farebbe davvero bene ai tanti difensori di quel galantuomo che oggi, solo per aver sputato il suo solito veleno contro i cacciatori, è diventato quasi un eroe. Siccome sono certo che l’Italia non abbia bisogno di questo genere di eroi, credo che i cacciatori non dovrebbero aversela a male perché le offese pronunciate da un simile individuo sono dei veri e propri elogi“.

Libera Caccia, annuncia il presidente Sparvoli, farà tutto quanto è in suo potere “affinché il servizio pubblico (!!) impedisca ad un tizio qualsiasi di comportarsi in questa maniera. E se uno scrittore come Mauro Corona è stato allontanato in base al severo codice etico della Rai per aver dato della gallina ad una giornalista – rammaricandosi e scusandosi immediatamente per il suo linguaggio – vorremmo sapere da quali santi è protetto un conduttore, che oltretutto si fregia del titolo di Cavaliere, che da anni è abituato ad usare il servizio pubblico come suo personale megafono, oltretutto con un linguaggio infinitamente più offensivo e volgare“.

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