Il Parco Ranghiasci, gioiello neoclassico incastonato tra le mura urbiche e le pendici del Monte Ingino, si prepara ad una nuova stagione di rinascita.
Il progetto di riqualificazione presentato dal Comune di Gubbio è stato ufficialmente selezionato tra i 20 vincitori del bando promosso dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’intervento riceverà un contributo di 10.000 euro, un segnale concreto per il recupero di uno dei siti più amati e identitari dell’Umbria.
Realizzato a metà Ottocento dal marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, il parco rappresenta un unicum nel panorama regionale: fu infatti il primo a introdurre in città il modello del giardino all’inglese. Grazie all’influenza della moglie inglese Matilde Hobhouse, il marchese concepì un percorso fatto di viali sinuosi e rampe ellittiche, studiati come veri e propri “cannocchiali ottici” per incorniciare scorci suggestivi della città medievale sottostante.
Il cuore del progetto finanziato riguarderà il giardino del Tempietto, l’area monumentale dominata dall’architettura neoclassica che reca lo stemma di famiglia e il motto “Virtus omnia vincit”. Gli interventi prevedono il recupero delle strutture storiche, la sistemazione delle scarpate e, soprattutto, un’importante operazione di rinverdimento: lungo lo storico viale d’ingresso verranno infatti messi a dimora nuovi ippocastani, restituendo al parco la sua originaria fisionomia botanica.
La selezione del progetto non è stata casuale: il Parco Ranghiasci ha vissuto nell’ultimo anno un periodo critico, segnato da una chiusura forzata a causa del degrado della vegetazione e dei danni provocati da eventi climatici estremi. La mobilitazione della comunità e il raggiungimento della soglia minima dei 2.500 voti al censimento de “I Luoghi del Cuore” hanno dato la spinta decisiva affinché le istituzioni locali e il FAI intervenissero per scongiurare l’abbandono definitivo.
Oltre al valore architettonico e naturale, il progetto si distingue per la sua forte valenza sociale. Il Comune di Gubbio ha infatti stretto partnership con realtà come Auser, per promuovere l’invecchiamento attivo attraverso attività all’aria aperta, e la cooperativa Progetto Verde, che coinvolgerà soggetti a rischio esclusione sociale nelle attività di guardiania e piccola manutenzione. Il parco punta così a diventare un laboratorio di inclusione e partecipazione intergenerazionale.
L’intervento complessivo, dal costo di 25.000 euro, vedrà anche il coinvolgimento diretto di scuole e cittadini in percorsi di educazione ambientale e a tema botanico. L’obiettivo è trasformare il bene in un presidio vivo, dove la tutela del patrimonio storico si sposi con la cura quotidiana da parte della comunità. Il contributo del FAI fungerà da “primo soccorso” per attirare ulteriori energie e risorse sul territorio.