Sono gli angeli custodi delle aree verdi della città. Curano la pulizia ed il decoro dei parchi cittadini, la sistemazione di giochi e panchine rotte, coordinano le attività di intrattenimento per i frequentatori ma, tutto questo, rischia di scoppiare come una bolla di sapone perché senza fondi non si va avanti. Eppure, a sentire i maligni, sembra che a Perugia sia più facile trovare soldi per giochi medievali e abiti storici che quelli necessari per il bene cittadino di tutta la città, dall’Acropoli alla periferia più lontana. Come ad ammettere che a Perugia esistono associazioni e associazioni.
Siamo al parco di Madonna Alta, il Chico Mendez, a due passi dalla fermata del Minimetrò e alle spalle dell’istituto Aldo Capitini. Polmone verde di uno dei quartieri più popolosi di Perugia, area verde frequentata tutto l’anno, da famiglie, anziani, bambini. Ma un tempo non era così è queste panchine erano luogo di incontro di balordi e malintenzionati.
A vegliare sullo stato di questo parco l’associazione Natura Urbana presieduta da Ruggero Angeletti che da poche ore ha messo nelle mani dei consiglieri la sua carica. “Nei giorni scorsi abbiamo ridipinto le panchine – spiega indicando le sedute di legno del parco -. Si guardi intorno, è grazie al lavoro di cittadini come noi, che si rimboccano le maniche, se questo parco è così pulito e frequentabile. Ma senza soldi non andiamo da nessuna parte”.
Ma partiamo dall’inizio. In una convenzione firmata nel 2004 il Comune ha affidato la gestione del Parco Chico Mendez all’associazione Natura Urbana fino al 2013 dopodiché una delibera confermava l’incarico per altri 10 anni ma il rinnovo non è mai stato confermato. “Il vice sindaco Barelli è venuto qui, ma ha fatto solo promesse, proprio come l’attuale opposizione“. In effetti Angeletti, nero su bianco, non ha proprio nulla e ricorda come durante l’estate scorsa l’associazione aveva organizzato nel parco una serata musicale che è stata interrotta dall’arrivo i vigili, chiamati dai residenti probabilmente per la musica. “I vigili urbani chiedevano di mostrare la convenzione firmata per l’affidamento della gestione del parco , ma noi di fatto in mano non abbiamo niente”. Oltre al danno la beffa. “Sono stato anche contattato dagli uffici delle Aree Verdi del Comune per avere un parere sulla richiesta da parte di un ambulante di poter entrare nel parco e offrire servizi ai frequentatori. Perché no, mi sono detto. Durante il primo giorno di servizio nel parco, l’ambulante è stato fotografato e segnalato ai vigili urbani che, dopo un controllo, lo hanno mandato via perché sostava, in parte, sul prato. Questo signore si è ritrovato con un verbale in mano e senza che nessuno dell’Amministrazione, che era in parte d’accordo sulla sua presenza nel parco, lo difendesse”
4mila euro. Nel 2014 l’associazione Natura Urbana ha ricevuto dal Comune 4mila euro per le spese di gestione del parco. “Duecento euro se sono andati con le tasse al momento del ritiro, con il restante mucchio abbiamo reso vivibile questo parco per due anni, ma le spese sono tante”. Passeggiando per il lungo viale del parco, tra i giochi dei bambini, sembra tutto quanto perfetto, ma mano a mano che ci avviciniamo alla zona dell’ex Villa Nanni il panorama cambia radicalmente. Un cantiere a cielo aperto che però ha finalmente permesso di risolvere uno dei grandi problemi del parco, la bonifica di quest’area privata rimbalzata negli anni sulle scrivanie di Palazzo.
La strada. Ma risolto un problema se ne crea un altro. “Hanno realizzato una strada – indica il percorso di asfalto da poco creato alle spalle dell’ostello della gioventù – che attraversa il parco e raggiunge Villa Nanni. Nel cuore del Chico Mendez, paradiso dei pedoni, quindi, sorgerà un incrocio?”. Di punti da chiarire, in effetti, ce ne sarebbero molti a partire dal fatto che la Percos, come spiega Angeletti “avrebbe dovuto versare al Comune una somma di 60mila euro per la costruzione di una piccola sede all’interno del parco”. Ma i progetti a dicembre cambiano e al presidente Angeletti viene riferito come questa cifra “doveva esse prima incassata dal Comune e poi riutilizzata per la costruzione dell’edificio. Che fine abbia fatto questo progetto io non lo so proprio”.
E ancora: il terreno bonificato intorno a Villa Nanni dovrebbe essere stato acquisito al patrimonio comunale, secondo quanto annunciato a settembre durante l’inizio dei lavori, andando così ad ampliare l’area del parco cittadino. “Ad oggi – continua Angeletti – noi non abbiamo notizie e della piantumazione di arbusti e alberature annunciati mesi fa, non abbiamo traccia”.
Rassegnazione ma anche un po’ di rabbia, quello che si nasconde dietro allo sguardo di Angeletti, cittadino che invece di lamentarsi si è messo in gioco e, per anni, ha tentato di rendere il suo quarti un posto migliore. “Se le associazioni come noi, che non ricevono aiuti e supporti dall’Amministrazione mollano la presa, questi luoghi rischiano di tornare come erano un tempo, aree di degrado frequentate solo da balordi”.