di Luca Biribanti
Metti una sera di fine estate, se così si può dire visto la canicola degli ultimi giorni, metti Piazza Duomo di Spoleto e una platea incantata da una band di 8 elementi e la voce di Paolo Conte che graffia sul contrabbasso addolcito da un violino che insegue un diapason. Per una volta dimentichiamo la dotta critica che non riesce a categorizzare un'artista che, per natura, va al di là di qualsiasi tentativo di schematizzazione; R&B, Jazz, Swing, quello che volete. Il pubblico di Spoleto ieri sera ha goduto della musica dell'artista di Asti che, a 73 anni, è riuscito ancora una volta a incantare la platea con la sua voce aspra e melodica e testi mai banali che lo rendono uno dei parolieri più stimati e apprezzati nel panorama della musica italiana e internazionale, soprattutto in Francia e negli States. Paolo Conte ha scritto anche per Adriano Celentano, Caterina Caselli, Enzo Jannacci, Dalida, Gabriella Ferri, Mia Martini, Red Canzian e Malika Ayane per poi affermarsi come cantautore di qualità. Canzoni come Bartali, Paris Milonga, Via con me, Razmataz (grazie alla quale nel 2007 ha ricevuto la laurea honoris causa dall'Università di Catanzaro in pittura) sono dipinti suggestivi di storie che non ci si stanca mai di ascoltare. Ai meno appassionati il primo ascolto del testo può sembrare distante, ma una volta entrati nel mondo di Paolo Conte ogni volta si ha la sensazione di ascoltare qualcosa di nuovo, qualche sfumatura sfuggita in precedenza. Il sound proposto da Daniele di Gregorio (pianoforte, batteria e marimba), Gino Touche (chitarra e contrabbasso), Daniele Dall'Olmo (chitarra), Massimo Pitzianti (tastiere, pianoforte, sax e clarinetto), Claudio Chiara (sax, basso e flauto), Luca Velotti (sax e clarinetto) e Lucio Caliendo (percussioni, oboe e fagotto) è stato applauditissimo dalla platea spoletina che si è lasciata trascinare dalle note sincopate del ritmo e delle atmosfere contiane. Al solito schivo e riservato, non ha concesso molto al pubblico, da cui non ama farsi riconoscere personalmente, in parole e ringraziamenti, preferendo far parlare fiati, percussioni e i tasti del suo amato pianoforte. L'avvocato della musica ha comunicato col pubblico con semplici gesti con cui riesce a instaurare un feeling particolare coi suoi fan, fatto di pochi cenni d'intesa e musica d'autore.