Todi

Pantalla, da venerdì stop al Pronto soccorso | I servizi che restano

Il direttore Massimo D’Angelo, indossata la tuta e gli altri dispositivi di protezione, ha voluto incontrare il personale sanitario all’interno dei reparti Covid dell’ospedale di Pantalla. Per spiegare direttamente a loro le disposizioni a seguito del nuovo Piano di salvaguardia, che prevede altri 40 posti letto per la degenza Covid, a cui se ne aggiungeranno 10 di terapia dub intensiva. In tutto, l’ospedale della Media Valle del Tevere accoglierà 90 pazienti Covid.

Al personale, che già lamentava sottodimensionamento d’organico, D’Angelo ha promesso l’arrivo a breve di altri infermieri e oss. Nelle ultime ore un altro infermieri e una operatrice oss dell’ospedale sono risultati positivi al Covid.

I pazienti più critici sono stati sistemati in Medicina al secondo piano, mentre quelli meno gravi nella ex Riabilitazione.

Da venerdì stop al Pronto soccorso

Ma l’arrivo di nuovi pazienti Covid (praticamente tutte le degenze dell’ospedale) ha richiesto una riorganizzazione di tutti i servizi.

Già dalle ore 8 di venerdì 20 novembre non sarà più possibile accogliere i pazienti all’interno del pronto soccorso e il servizio di 118 sarà riorganizzato e potenziato con postazioni fisse attive h24 a Marsciano, Todi e presso lo stesso presidio ospedaliero, più un’automedica. 

Il direttore regionale della sanità, Claudio Dario, ha spiegato oggi in conferenza stampa che la maggiore conoscenza del Coronavirus e la disponibilità di sistemi di protezione non determinerà la chiusura degli ambulatori e di altri servizi, come avvenuto nella prima fase.

I servizi che restano aperti

Agendo su blocchi distinti che consentono percorsi completamente separati e sicuri – ha spiegato D’Angelo – l’ospedale potrà comunque continuare a garantire gran parte delle attività generaliste per i pazienti non Covid. Restano, infatti, attivi i seguenti servizi: al primo piano il laboratorio di analisi, la farmacia, il punto prelievi, gli ambulatori di diabetologia, cardiologia, urologia e chirurgia plastica e generale“.

Attivi anche il servizio di nefrologia e dialisi, l’unità di raccolta sangue, l’ambulatorio di allergologia, gli ambulatori ostetrico-ginecologici, l’oncologia (compresa la somministrazione di chemioterapia e il supporto psiconcologico), l’ortopedia, la diagnostica per immagini, l’endoscopia digestiva e lo screening del carcinoma del colon retto. 

Aperti anche gli ambulatori per le visite gastroenterologiche, la celiachia e le malattie croniche dell’intestino e l’endoscopia per lo studio delle patologie gastroenteriche, oltre all’ambulatorio per la procreazione medicalmente assistita. Inoltre, si continuerà ad eseguire interventi in endoscopia, come quelli al fegato per l’asportazione di calcoli senza intervento chirurgico e di tumori allo stomaco e al colon allo stato iniziale. 

Insomma, non è la chiusura totale operata a marzo. Ma i malumori nella Media Valle del Tevere, legati soprattutto alla mancanza del pronto soccorso, non mancano, nonostante queste rassicurazioni. Così come le preoccupazioni tra il personale dell’ospedale.