Panetto&Petrelli, lettera aperta alla città di Monini "E' ora di ripensare il nostro impegno" - Tuttoggi

Panetto&Petrelli, lettera aperta alla città di Monini “E’ ora di ripensare il nostro impegno”

Redazione

Panetto&Petrelli, lettera aperta alla città di Monini “E’ ora di ripensare il nostro impegno”

Il consigliere comunale replica alle accuse dell'opposizione: "Speculazioni edilizie inesistenti, asta utile per fronteggiare i creditori"
Ven, 03/11/2017 - 12:09

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Sul dibattito sul futuro della ex Panetto & Petrelli, con una parte del complesso acquisita all’asta dalla Collerisana srl (di cui detiene il 61% delle quote la Zeflor della famiglia Monini), ora torna ad intervenire anche il consigliere comunale Zefferino Monini. Che martedì, insieme a Fabio Alberetti ed al geometra Massimiliano Galli, aveva illustrato l’intervento tanto discusso in città, che dovrebbe far sorgere a posto della storica tipografia un supermercato. Gli attacchi frontali delle forze di opposizione, però, hanno spinto l’imprenditore oleario e politico cittadino a diramare una lettera aperta alla città, che pubblichiamo di seguito.


Futuro della Panetto & Petrelli, tutti gli articoli


“Non pensavo di dover ritornare sulla vicenda dell’area Panetto&Petrelli, convinto che la esaustiva conferenza stampa di martedì, durante la quale è stata data una risposta ad ogni domanda, anche a quelle che rasentavano la semplice, legittima curiosità, ma i successivi attacchi, mistificatori quando non palesemente falsi, portati da pezzi dell’opposizione, indirettamente anche contro la mia famiglia, costringono a ribadire pochi, dimostrabili e trasparenti concetti.

Solo a fine giugno scorso mi è stata prospettata la possibilità di subentrare ad un imprenditore locale che non poteva più partecipare finanziariamente al progetto di riqualificazione dell’area che costeggia la principale arteria viaria della città. Proposta avanzata dal costruttore Alberetti, noto per la sua professionalità anche per la tutela di immobili di prestigio, che ho deciso di accettare partecipando all’investimento con l’azienda di famiglia ZeFlor S.r.l. di cui detengo il 55% delle quote. ZeFlor S.r.l., acquisendo le quote dell’imprenditore uscente, ha quindi acquisito il 61% della neocostituita Collerisana S.r.l., di cui quindi, nominalmente e giuridicamente detengo il 33,5%.  

I motivi di tale intervento, che posso garantire fanno ipotizzare, ripeto ipotizzare un ritorno finanziario modesto a fronte dei circa 4 milioni di intervento, ci hanno trovato d’accordo su pochi ma fondamentali punti per come ho sempre inteso svolgere il ruolo di imprenditore. Innanzitutto salvaguardando la facciata della P&P dichiarata a suo tempo dai tecnici del Comune “simbolo di archeologia industriale”, sito che, pur non essendo riconosciuto di valore archeologico industriale e quindi sottoposto a vincoli, rappresenta una pietra miliare della recente storia di Spoleto. Stessa attenzione alla vegetazione presente, che non verrà alterata in nessun modo, e alla viabilità. Non di meno la decisione di realizzare ca. 110 posti auto per la sosta gratuita che torneranno utili in occasione di quegli eventi che richiamano in città molti visitatori, vista la vicinanza alla mobilità alternativa della Posterna.

Ma soprattutto, proprio per il rispetto del territorio, decidendo di comune accordo di realizzare un sito di 1850 mq (di cui 650mq destinati a uffici e magazzino) rinunciando con ciò alla pur legittima possibilità di edificare l’intera superficie pari a 4.850 mq, ovvero al 62% di edificabilitàLa scelta di non innalzarsi oltre i ca. 7 metri di altezza, così da avere impatto pressoché zero grazie al consolidamento e restauro della facciata principale, è stata fatta propria per rendere l’area vivibile e decorosa.   

Con ciò respingendo le accuse di chi in malafede ipotizza speculazioni edilizie appunto inesistenti. Come pure nessun vantaggio di natura economica o finanziaria verrà nelle casse della Collerisana S.r.l. dalla possibilità per il confinante di poter sfruttare parte della superficie da noi inutilizzata (ca. 1.000 mq). Una scelta consapevole, a salvaguardia di posti di lavoro e occasione per realizzarne altri, che in nessun modo andrà in conflitto con le attività commerciali tipiche del centro storico che nel tempo hanno saputo ritagliarsi un proprio spazio.

Tutto questo a me presentato e da me accettato nella veste di imprenditore e non certo perché Consigliere comunale con delega allo sviluppo, ruolo diverso da quello di Assessore, e che ho svolto al meglio delle mie possibilità.

Non so se la partecipazione all’asta di luglio scorso, che ha registrato la sola nostra offerta per 1,3 milioni di euro, ha fatto sfumare il progetto di chi auspicava magari un ulteriore ribasso; di certo tale importante somma tornerà utile per fronteggiare anche i creditori della fu Nuova Panetto & Petrelli, azienda che solo tra il 2008 e il 2014 ha registrato un concordato e due fallimenti.

Ad ogni buon conto, sereno per la bontà e legittimità delle scelte condivise con i soci, ho deciso di rimettere le deleghe al Sindaco proprio per evitare ogni speculazione, questa sì, di natura politica. Puntualmente arrivata da chi preferisce da sempre distogliere l’opinione pubblica dai veri problemi della città.  

Respingo così al mittente le critiche mosse dai consiglieri Martellini, Rossi e Zampa, su cui è già intervenuto l’assessore all’urbanistica Antonio Cappelletti: confondere un’area residenziale con un’area industriale è gaffe troppo grande per esponenti di un Partito, il Pd, che ha approvato appena 9 anni fa il Piano regolatore generaleChe non lascia possibilità di interventi diversi, neanche quelli, sicuramente suggestivi ma irrealizzabili, a Prg vigente, per realizzare spazi da destinare ad esempio alle arti o alla cultura.

Comunque, simili ipotesi sono state prese in considerazione, ma la situazione di degrado e inagibilità della P&P è tale che i tecnici hanno preventivato un investimento non inferiore a 8 milioni di euro. Su questo mi rendo disponibile anche ad effettuare un sopralluogo.

Ho ben chiaro quale impulso andrebbe dato alla città e credo in tal senso di aver lavorato politicamente in modo corretto e per il bene della Città. Se alcuni progetti di investimento non sono andati a buon fine è solo perché c’è stato un evento, quale il recente terremoto, che ha congelato tutto: progetti non certo di interesse della grande industria, visto che la città non è dotata di infrastrutture tali da poter ricevere la presenza di siti simili, ma che avevano attirato in città l’interesse di importanti protagonisti della vita economica del Paese.

Non sono però abituato ad annunciare nulla se non è già imminente la sua realizzazione. A differenza di chi del Pd anche nella ultima legislatura ha sbandierato faraonici progetti di industriali tedeschi o multimilionari investimenti di nobili decaduti, tutti rivelatisi inconsistenti quando non vere e proprie bufale. E con ciò credo di aver risposto anche alle illazioni del M5s.

Come imprenditore però, insieme a tutta la mia famiglia, ritengo non possa essere in dubbio l’aver a cuore il bene della città di Spoleto: l’impegno nello sport, la realizzazione di un incubatore culturale qual è “Casa Menotti”, il sostegno al Festival dei 2 Mondi, al Teatro Lirico Sperimentale come alla Settimana Internazionale della Danza sono solo alcuni delle decine e decine di interventi che annualmente portiamo avanti. Con notevoli sforzi economici e alcun profitto. Per i quali non abbiamo mai preteso riconoscenza, convinti che ogni nostra opportunità vada condivisa con la società in cui viviamo, ma neanche vederci trattare come speculatori o peggio approfittatori.

Forse però è arrivato il momento di una pausa di riflessione per rivalutare il nostro personale impegno“.

Zefferino Monini

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