A Perugia in tour con il suo “Franciscus – Il folle che parlava agli uccelli”, di cui è narratore e protagonista nei ruoli di Cencio, una figura che criticando il Poverello mostra invece la grandezza del suo messaggio, e di Francesco, Simone Cristicchi ha voluto rendere anche omaggio a chi lo ha ispirato. Partecipando all’ostensione delle spoglie di San Francesco che stanno attirando migliaia di fedeli in questi giorni.
Giovedì mattina – come scrive sui social – il cantautore e artista si è messo in fila con tanti altri pellegrini “In un’atmosfera surreale di silenzio e contemplazione finalmente – e letteralmente – (sono) davanti all’immenso Franciscus: nostro fratello universale. Un’emozione straordinaria. Grazie a padre Marco Moroni (custode del Sacro Convento) per aver realizzato questo evento storico, al quale non potevo mancare”. Sono le parole di Simone Cristicchi che, nei giorni scorsi in tour con il suo “Franciscus – Il folle che parlava agli uccelli”, si è messo in fila per venerare le spoglie mortali del Santo. Per due volte Cristicchi aveva portato il suo Franciscus ad Assisi: dopo la versione “in pillole” al Santuario della Spogliazione, nel 2025 era stato scelto per l’anteprima del Cortile di Francesco 2025 recitando sulla piazza inferiore.
E intanto ieri venerazione anche per i delegati dell’assemblea ecclesiale regionale che si è chiusa con la celebrazione della Messa nella Basilica superiore di Assisi presieduta da mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, al termine della quale i delegati sono scesi nella Basilica inferiore per venerare, in un clima di grande commozione, le spoglie mortali di san Francesco, soffermandosi in preghiera. “Il Poverello di Assisi – ha detto mons. Boccardo – ci ricorda che siamo chiamati ad annunciare sempre il Vangelo, se necessario anche con le parole, ci riconsegna con il suo esempio luminoso l’immediatezza e la semplicità della missione, e ci dice: ‘Io ho fatto la mia parte. Cristo vi insegni a fare la vostra’”.
L’Assemblea ha raccolto le unanimi voci dei delegati diocesani per un cammino comune verso una maggiore corresponsabilità-protagonismo dei laici che abbiano a cuore la vita della Chiesa, della società, in particolare delle fragilità del mondo di oggi. La giornata si è aperta con la preghiera e la meditazione iniziale di Boccardo e poi a seguire gli interventi di don Giovanni Zampa, coordinatore della segreteria pastorale della Conferenza episcopale umbra e degli delegati delle otto Diocesi umbre, che hanno esposto le buone prassi sinodali messe in campo a Perugia-Città della Pieve, Città di Castello, Gubbio, Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Foligno, Spoleto-Norcia, Orvieto-Todi e Terni- Narni-Amelia. La nascita della sinergia pastorale, che hanno assunto denominazione diverse nelle diocesi (Pievanie, Vicarie, Comunità pastorali, Unità pastorali) derivata dalle riforme diocesane, ha fatto emergere che, pur nella virtuosa finalità di un approccio pastorale più efficiente e condiviso, nelle zone dove si è intrapreso un cammino di comunione le diverse identità sono fiorite. La mattinata si conclusa nei 17 tavoli di lavoro mentre nel pomeriggio ci sono state anche le relazioni del vescovo Gualtiero Sigismondi, su “Comunione e missione”, e del vice direttore editoriale dei media vaticani Alessandro Gisotti, sulla sfida di “Dire oggi la Chiesa al mondo”.