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Ospedali, da oggi scenario 5 ma l’Umbria si prepara al picco con 400 posti Covid

Con quasi 35mila contagiati dal Covid (erano 3.700 soltanto 20 giorni fa) e 212 ricoverati, l’Umbria ha attivato lo scenario 5, approntando posti letto dedicati in area medica anche negli ospedali di Pantalla e Spoleto, che da oggi possono ricevere i primi pazienti contagiati dal virus. “Ma non ci saranno Covid Hospital” ha ribadito in aula la governatrice Donatella Tesei. Affermando anche che non saranno chiusi i pronto soccorso, ma saranno sospese le attività chirurgiche non urgenti.

Con lo scenario 5, dunque, l’Umbria destinati 294 posti letto ai pazienti Covid, il 15% di quelli disponibili.


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Si prepara lo scenario 6

Ma in vista del picco di questa quinta ondata, atteso tra due-tre settimane, si appronta lo scenario 5, per arrivare 400 posti letto destinati ai pazienti Covid. Questo anche in ragione “dell’incognita legata alla riapertura delle scuole”.

Ospedalizzazione dei non vaccinati

Tesei ha ricordato che attualmente negli ospedali i non vaccinati risultano ricoverati 8 volte di più rispetto a chi ha completato la vaccinazione.

Tamponi, vaccini e cure domiciliari

Contestualmente saranno potenziate le Usca per le cure domiciliari. “Gli umbri – ha detto Tesei – potranno essere sicuri di poter ricevere le cure in Umbria”.

Tesei ha rivendicato il lavoro fatto di fronte all’emergenza. Per l’alto numero di vaccinati (ottava per percentuale sulle seconde dosi e settima per le terze, con il 40 per cento della popolazione che ha ricevuto il booster).

Quanto al tracciamento, si va verso i 3 milioni e 100mila tamponi effettuati, di cui, ha ricordato Tesei, mezzo milione negli ultimi 20 giorni.

Liste di attesa

“Terminata l’emergenza legata alla pandemia riprenderemo la nostra battaglia alle liste di attesa” annuncia la governatrice. Prima della nuova ondata di contagi si contavano circa 70mila prestazioni arretrate.

Le critiche delle opposizioni

Il portavoce delle opposizioni Fabio Paparelli ha criticato la gestione anche di questa fase emergenziale, anche per le scelte effettuate in passato su mancate assunzioni del personale, ospedale da campo e strutture modulari. Stigmatizzando il mancato utilizzo per l’emergenza Covid di strutture come quella dell’ex Milizia di Terni. E lamentando il tracciamento saltato, con disagi ancora oggi lamentati dai cittadini.