Ospedale Spoleto, Assessore e Dg Usl 2 incassano plauso bipartisan

Ospedale Spoleto, Assessore e Dg Usl 2 incassano plauso bipartisan

Barberini e Fiaschini: “E’ DEA 1 livello, 4 in appena 80 km. Laboratorio h24”. I numeri: dagli investimenti al personale. Il record del robot. Ok anche Tdm e City forum. “Di nostalgia si può morire”. Le proposte

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Sull’ospedale di Spoleto alla fine l’assessore regionale Luca Barberini e il Direttore generale della Usl 2 Imola Fiaschini hanno strappato il consenso bipartisan della Commissione consiliare sanità. Finisce così in una bolla di sapone la veemente polemica innescata poco più di un mese fa dalla maggioranza a guida leghista che, per bocca del capogruppo civico Mancini (Laboratorio Spoleto), aveva denunciato l’allarme sul nosocomio. Portando la Usl, dai alla mano, a smentire e il sindaco De Augustinis a prenderne atto e a ricercare una qualche difesa per l’infelice uscita del capogruppo. L’incontro a 3 aveva suggellato la pace tra amministratori.

Tanto che ieri sia il sindaco De Augustinis, sia il presidente del Consiglio comunale Sandro Cretoni, si sono limitati a presenziare ai lavori per pochi minuti. Mancava quindi l’ultimo atto, il confronto politico cui Barberini si era dichiarato da subito disponibile e andato in scena ieri pomeriggio a palazzo comunale. Al tavolo la presidente Marina Morelli, che inspiegabilmente auspicava l’assenza della stampa, ha invitato anche il Tribunale dei diritti del malato (rappresentato dal dottor Ercolani) e il City forum di Sergio Grifoni.

La relazione di Barberini

Dopo i saluti di rito è stato Barberini a tracciare il quadro della situazione, respingendo, numeri e dati alla mano, le polemiche al mittente. Lo spartiacque lo fissa ai dati del 2015, cioè da quando si è insediato a Palazzo Donini (incluso lo  ‘stop’ di 4 mesi) ed ha cominciato a organizzare il lavoro (la nomina del Dg Fiaschini è del marzo 2016). Barberini sciorina cosi dati su dati: in totale quasi 17 milioni di investimenti per l’ospedale di Spoleto: circa 11 mln in lavori già eseguiti o in fase di realizzazione per adeguamenti e ammodernamenti di reparti e strutture; più di 6 mln per rinnovo e adeguamento di attrezzature.

“Tutto questo” dice “tenendo presente 3 problematiche. La prima è il continuo taglio ai finanziamenti del servizio sanitario nazionale o i modesti incrementi: nel 2019, ad esempio, avremo sì 19 milioni aggiuntivi, ma solo il rinnovo del contratto ne costa 26 mln. A questo si aggiunge la difficoltà di reperire medici, specie pediatri e anestesisti. Un recente concorso per 4 ortopedici è andato deserto, neanche una domanda di partecipazione. C’è poi il problema del calo di abitanti ( – 4mila in Umbria) e l’aumento dell’età media (più del 25% della popolazione supera i 65 anni di età)”. Barberini annuncia anche un “piano violento” per l’abbattimento delle liste di attesa basato sulla ottimizzazione delle risorse e il ricorso ai privati solo in caso di effettiva necessità. “Inutile continuare a lasciare al privato esami o interventi che svolge egregiamente il pubblico, stiamo studiando come lasciare solo quelli in cui siamo in difficoltà”.

Ospedale Dea 1° livello

Ma è sul futuro del nosocomio della città del festival che l’assessore fornisce ai presenti ogni garanzia: “L’ospedale di Spoleto è e resterà DEA di 1° livello, un presidio di urgenza-emergenza di alto livello con tutte le specialità che ne conseguono. Anche il laboratorio analisi sarà attivo h24. Se pensiamo che in appena 80 chilometri ne abbiamo 4 (Terni, Spoleto, Foligno e Branca) si può apprezzare qual è la nostra attenzione”.

Una conferma che rassicura i presenti. Il consigliere Marco Tripppetti (Pd), quasi a blindare la promessa, ricorda che il DEA di 1° livello, previsto per legge per bacini di utenza tra i 150mila e i 300mila abitanti, deve avere i seguenti reparti: medicina interna, chirurgia generale, anestesia e rianimazione, ortopedia e traumatologia, ostetricia e ginecologia, pediatria, cardiologia con UTIC, neurologia, psichiatria, oncologia, oculistica, otorinolaringoiatria, urologia, nefrologia e dialisi. E’ previsto inoltre il servizio medico di guardia attiva, i servizi h24 di radiologia dotati di Tac, laboratorio analisi e il servizio immunotrasfusionale.

Fiaschini e i numeri record del robot

La parola passa al Dg che ricorda gli sforzi portati avanti per completare la dotazione organica. “Mi trovo a leggere che mancano i primari ma non è vero” dice mandando una prima frecciatina alla politica che crea fake news “tutti sono al loro posto, manca quello di medicina generale il cui concorso ha richiesto ben 2 anni. Non certo per colpa della Usl ma perché le procedure sono quelle che sono. Ormai è difficile riuscire anche a nominare le Commissioni di concorso, i cui nominativi avvengono per sorteggio ma che spesso rinunciano all’incarico”. Anche lui confronta i dati attuali con quelli del 2015. In sintesi l’ospedale di Spoleto può oggi vantare 8 medici in più mentre il personale infermieristico registra da una parte due unità in meno ma 2 ostetriche in più. Ma è il nuovo robot “Da Vinci” a dare la più grande soddisfazione. “Siamo passati dai 50 interventi del 2015 e 2016 ai 72 del 2017 ai 162 dei cinque mesi in cui è stato attivato quest’anno e con 4 anestesisti in meno che ora sono ripianati”. “Contiamo di arrivare a 200 entro la fine dell’anno” aggiunge Barberini “io personalmente spero di tagliare quota 300 nel 2019”. “Mi accontenterei se fossero già 250” prova a frenare Fiaschini. “Dobbiamo arrivare a 300, sarebbe un risultato record per l’intera Umbria e forse da far invidia anche ad altre realtà nazionali” aggiunge Barberini.

Il dibattito

La relazione dei due amministratori spazza così via le polemiche dei giorni scorsi e lascia ben poco spazio alle repliche. Tutti prendono atto con soddisfazione dei dati. E a chi prova a fare confronti con un passato lontano arriva, gentile ma impietosa, la battuta di Fiaschini “di nostalgia si può anche morire”.

Assessore e Dg prendono nota di alcune richieste che arrivano dal tavolo: come quella che proviene da  di portare a 3 unità il reparto di radioterapia (oggi 2), controllare che la presenza di qualche primario, chiamato a gestire Foligno e Spoleto, sia distribuita equamente tra i due nosocomi. La Bececco ricorda come questi risultati siano il frutto dell’azione avviata congiuntamente con la Usl dal compianto sindaco Fabrizio Cardarelli tre anni fa e dal lavoro dei “saggi” (tra cui proprio Ercolani e lo scomparso Sandro Laureti). “E’ evidente che i concorsi e gli interventi non possono essere frutto di qualche giorno di amministrazione” dice mandando una stoccatina alla maggioranza. La consigliera ha sollecitato la Usl ad occuparsi anche dei servizi territoriali a cominciare dai locali del consultorio di via San Carlo. “E’ una mia dimenticanza, ma capirete tra tutti questi dati…” dice Fiaschini “grazie per averlo ricordato perché è in programmazione il trasferimento in locali più idonei”.

Trippetti rammenta come gli ultimi due anni siano stati difficili proprio per la carenza del personale, problema risolto “grazie al senso di appartenenza di tutto il personale, dagli uscieri ai medici”. Poi la proposta già inserita nel Piano dei saggi: fare di Spoleto un centro di eccellenza nelle cure neoplastiche. “Siamo in grado di seguire l’intero ciclo, dalla diagnosi al trattamento grazie al robot, alle cure mediche e radioterapiche, alle cure palliative grazie all’Hospice. Questo dovrebbe essere sufficiente a instaurare qui una struttura complessa”. Barberini prende nota e assicura che quella dell’Hospice è una attività cui dovrà essere data sempre più attenzione.

Giudizio positivo anche per il City forum che invita però la Regione a redigere sotto forma di protocollo la collaborazione tra l’ospedale di Foligno e quello di Spoleto “così da avere un quadro preciso di questo effettivo scambio di specialità”. C’è anche chi, forse provocatoriamente, chiede di fare l’hub del laboratorio analisi a Spoleto e lasciare a Foligno il servizio essenziale. La battuta di Barberini è tagliente: “certo, magari allora possiamo anche portare il Da Vinci a Foligno”.

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