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Oratori, il centrodestra spara ad alzo zero: “Parrocchie costrette a ripartire da zero”

“La conferenza stampa convocata in tutta fretta dalla Giunta regionale, dopo le sollecitazioni dei giorni scorsi sui gravi ritardi nel finanziamento degli interventi di riqualificazione degli oratori, si è rivelata essere l’ennesima operazione di propaganda elettorale priva di qualsiasi reale contenuto politico. Questa volta, però, con un’aggravante particolarmente pesante. La Presidente Proietti ha infatti costruito una narrazione che omette completamente il lavoro svolto dalla precedente amministrazione regionale, presentando come un proprio successo dei fondi che derivano invece dal Governo e da un percorso amministrativo avviato dal centrodestra. Ma i proclami di facciata celano una realtà ben diversa, certificata dalla deliberazione della Giunta regionale n. 676 del 24 giugno 2026, con la quale viene sostanzialmente azzerato l’intero percorso costruito dalla Giunta Tesei”, è quanto scrivono, in una nota i consiglieri regionali di opposizione: Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega), Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp/Uc).

“Nel 2024, per la prima volta – spiegano -, la Regione Umbria guidata dal centrodestra aveva scelto infatti di investire concretamente negli oratori, stanziando risorse attraverso un avviso pubblico rivolto a parrocchie e istituti religiosi, perché credeva fortemente nella funzione sociale ed educativa di questi centri di aggregazione giovanile. Con l’insediamento della Giunta Proietti è invece calato un lungo silenzio durato oltre un anno e mezzo, che ha lasciato parrocchie e famiglie nell’incertezza. Ora – continuano -, con una clamorosa forzatura procedimentale, la Giunta cancella tutto per far ripartire l’iter da zero, perché non intende più utilizzare le risorse regionali inizialmente stanziate, preferendo finanziare il bando esclusivamente con i 4 milioni di euro messi a disposizione dal Governo attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Per raggiungere questo obiettivo annulla in autotutela oltre i termini massimi di legge e senza alcuna legittima motivazione i precedenti atti amministrativi ormai consolidati, annullando così anche i diritti dei partecipanti neppure interpellati e coinvolti nel procedimento”.

“Il lavoro dei tanti sacerdoti, volontari e tecnici che con entusiasmo avevano risposto all’avviso – osservano i consiglieri di opposizione – verrebbe così gettato al vento dalla Presidente Proietti sia per il capriccio di apparire sempre la prima della classe, sia per un evidente pregiudizio ideologico. Per di più con un atto palesemente illegittimo avverso cui saranno introdotte da parte dei consiglieri di opposizione tutte le azioni di tutela del caso. Se l’obiettivo fosse stato davvero quello di sostenere gli oratori, la soluzione era semplice. Sarebbe stato sufficiente adottare un provvedimento amministrativo, anche di convalida, che sostituisse la fonte di finanziamento originaria con le risorse FSC sbloccate dal Governo, facendo così salvi i progetti e le graduatorie di chi aveva partecipato legittimamente al bando, salvaguardando le graduatorie e i diritti maturati dai partecipanti. Una scelta rispettosa del lavoro svolto e capace di evitare ulteriori ritardi. Ma questo avrebbe significato riconoscere i meriti della precedente Giunta e dell’Esecutivo Meloni che ha destinato agli oratori umbri ben 4 milioni di euro e mettere nero su bianco la volontà di non attingere ai propri bilanci. Anziché scegliere una via costruttiva e conservativa si è dunque preferita la strada della demolizione amministrativa”.

“Ma se la volontà fosse stata quella di andare verso un aiuto reale e concreto – aggiungono -, anziché limitarsi a fare un mero ‘gioco delle tre carte’ con i fondi stanziati da Roma, la Giunta Proietti avrebbe potuto compiere una scelta virtuosa per l’Umbria: sommare le proprie risorse di bilancio regionale ai fondi del Governo, incrementando lo stanziamento complessivo per finanziare ulteriori preziosi progetti ed evitare di lasciare indietro le tante realtà che sul territorio attendono risposte. La Regione di centrosinistra, invece, non mette un solo euro aggiuntivo rispetto a quanto stanziato dal Governo nazionale, e azzera il bando precedente al solo scopo di gestire in prima persona le nuove risorse statali, rivendicare un successo che non le appartiene e piantare la propria bandierina politica”.

“Ancorata a una crisi di operatività e di idee – commentano i consiglieri dell’opposizione -, la Giunta preferisce anteporre la propaganda al bene comune, allungando i tempi burocratici dei finanziamenti e costringendo le parrocchie a presentare nuove domande da capo. Tutto questo con il rischio concreto che nel frattempo siano mutati i requisiti o le condizioni dei partecipanti, con la conseguente esclusione di chi aveva già una posizione consolidata. Ma ormai è chiaro che questa Giunta non ha a cuore la sorte degli umbri, ma solo la propria, che tenta di preservare attraverso una costante quanto distorsiva campagna di comunicazione. Nel frattempo – concludono -, le nostre comunità e i nostri ragazzi continuano ad aspettare”.